| Anno | 2022 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Italia |
| Durata | 78 minuti |
| Regia di | Alessandro Scippa |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 30 novembre 2022
Napoli rossa. 1975-1983: gli anni della giunta comunista di Maurizio Valenzi ricostruiti dal figlio di Antonio Scippa, uno dei protagonisti di quella storia. In Italia al Box Office La giunta ha incassato 12,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Maurizio Valenzi è stato sindaco di Napoli dal 17 settembre 1975 al 18 agosto 1983, anni importanti nella storia della città. Questo documentario propone la sua figura inserendola nel contesto di una giunta comunale che seppe fare lavoro di squadra.
Una giunta comunale vista non come un organismo preposto a gestire la scena politica ma come un team di persone appassionate alla politica.
Valenzi è stato senatore dal 1963 al 1968 ed eurodeputato dal 1984 al 1989 ma quello che ad Alessandro Scippa interessa è il periodo in cui è stato sindaco della sua città. 'Sua' perché, sebbene fosse nato in Tunisia da una famiglia ebraica di origini livornesi, Napoli è la città in cui dal marzo 1943 aveva finito con il risiedere su mandato del Partito Comunista. La sua figura, centrale nel periodo del mandato di primo cittadino, viene rievocata con un metodo tanto insolito quanto efficace. Al centro è sì il politico-leader dall'eloquio efficace e dalla bella presenza (come afferma uno dei testimoni del tempo) ma anche, e soprattutto, coloro i quali ne resero possibile l'operato lavorando insieme con spirito di servizio alla città. In giorni in cui i sindaci vengono messi in discussione suona ancor più come elemento di riflessione il ripercorrere i giorni di una giunta che sarebbe dovuta rimanere in carica solo per poco tempo e che invece governò la città per quasi otto anni. Chi non ha vissuto quegli anni, anche vivendo in un altro luogo, potrebbe legittimamente pensare che quanto viene rievocato sia frutto di un ricordo che cambia in meglio il passato edulcorandone gli accadimenti. Non è così e anche coloro che si trovavano in quegli anni schierati politicamente sul fronte opposto non possono negare che si trattò di una stagione decisamente fruttuosa per la città. Ascoltando i ricordi di assessori e attivisti si ha la percezione di un modo di fare politica che sembra appartenere ad un tempo purtroppo lontano in cui il desiderio di appartenenza e condivisione di esperienze e di lotte era vivo e non si limitava nel porsi al seguito di un leader, per quanto locale, per attuarne i voleri. Le idee messe in campo e il coinvolgimento della cittadinanza emergono come elemento fondante del lavoro di una giunta composta da uomini e donne che pensavano in grande e non si limitavano a gestire l'esistente. Nelle parole di ognuno tornano a farsi vivi gli ideali di collaborazione attiva che la disaffezione odierna alla politica ha fatto ormai ritenere come delle utopie assolutamente irrealizzabili. Ricordare che invece sono stati possibili e concreti può costituire uno stimolo a ripensarli e a ripensarsi soprattutto per quella parte politica a cui Valenzi orgogliosamente apparteneva.
LA GIUNTA un film di Alessandro Scippa Un omaggio alla storia dei padri e alla storia della città di Napoli. Quando i figli hanno un debito di riconoscenza verso i padri.Dunque così come nel caso presentato in questo film documentario ,dove i padri sono stati anche personaggi pubblici della [...] Vai alla recensione »
Mahmoud Ben Mahmoud, nel documentario Italiani dell'altra riva, svelò che Maurizio Valenzi, primo sindaco comunista di Napoli (1975- 1983), intellettuale e pittore di origine livornese-sefardita, era nato a Tunisi, lingua (anche) francese e cultura araba. Il nomadismo e l'apertura al diverso sono ciò che rende Napoli, metropoli mediterranea, così speciale, poliritmica e più cosmopolita delle altre [...] Vai alla recensione »
Le parole del filosofo tedesco annunciano la responsabilità della storia, un'incombenza che spetta a chi vive il presente in funzione del mondo che gli è stato consegnato dal passato e che consegnerà ai futuri destinatari di questa stessa attribuzione. È forse questo un passaggio essenziale per comprendere fino in fondo le intenzioni di Alessandro Scippa, regista del film e figlio di uno degli assessori [...] Vai alla recensione »