| Titolo originale | La dégustation |
| Anno | 2022 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Ivan Calbérac |
| Attori | Isabelle Carré, Bernard Campan, Olivier Claverie, Geneviève Mnich, Eric Viellard Raphaël Thierry, Mounir Amamra, Pierre Benezit, Rebecca Finet, Séphora Pondi, Jeanne Arènes, Boris Gillot, Mathieu Lourdel, Bass Dhem, Jean-Toussaint Bernard, Éric Denize (II), Clarisse Normand, Saïdi Jemma, Céline Esperin, Sophie de Furst, Sébastien Buron, Emilie Yili Kang, Elisabeth Ventura, Virginie Hombel, Isabelle Fournier, Arthur Jugnot. |
| Uscita | giovedì 31 luglio 2025 |
| Distribuzione | 102 Distribution, Unicorn |
| MYmonetro | 2,88 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 30 luglio 2025
Una commedia sentimentale dove il vino tinteggia la nascita di un possibile amore. In Italia al Box Office La degustazione ha incassato 5,3 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Hortense è un'ostetrica esperta che si divide tra il volontariato con i senzatetto, il coro della chiesa e una madre piuttosto burbera ed esigente. Single da molto tempo, un giorno si reca in un negozio di vini per acquistare una bevanda di qualità da accompagnare alla cena che preparerà la sera per i suoi commensali. A servirla e consigliarla c'è l'esperto e affascinante Jacques, un uomo di mezza età pacato e paziente che gestisce una piccola azienda vinicola e che, di tanto in tanto, organizza qualche degustazione. Dopo un paio di incontri fortuiti, tra i due scatta la scintilla e decidono di darsi nuovamente appuntamento nel negozio di Jacques per assaggiare insieme alcuni vini pregiati.
Dopo N'Avoue Jamais (2024) il regista francese Ivan Calbérac torna a dirigere una commedia romantica dedicata a una relazione adulta e passionale. Ma questa volta, anziché esplorare le dinamiche di un rapporto in crisi, si rivolge a una nascitura coppia formata da due persone indecise se concedere all'amore una seconda possibilità.
Non è mai tardi per ritrovare la passione e innamorarsi di nuovo, ricominciare a vivere quelle emozioni che si credevano perdute da molto tempo. Lo sanno bene Hortense e Jacques, entrambi reduci da un matrimonio fallito e intrappolati in una routine confortevole ma non del tutto appagante. Lei è un'ostetrica con il sogno di avere un figlio oppressa da una madre fredda e ingombrante, lui un esperto di vini proprietario di una piccola azienda in fallimento e tormentato da un passato doloroso.
Dall'incontro tra i due non può che nascere un'immediata sintonia: benché distanti per carattere e interessi, Jacques e Hortense condividono il medesimo desiderio di pace e la stessa attenzione verso il prossimo. Se Hortense si dedica agli altri impegnandosi in attività di volontariato con i senzatetto, Jacques si mostra accogliente nei confronti di uno scapestrato stagista in prova che ogni giorno gliene ne combina una. E poi, Hortense non sembra avere alcun timore nel mostrarsi interessata a un uomo: è lei a fare il primo passo e proporre a Jacques un appuntamento nella forma di un laboratorio di degustazione. Hortense, infatti, a differenza di Jacques, sa bene quello che vuole e sa perfettamente come ottenerlo, anche perché ha alle spalle l'esperienza di una donna adulta e consapevole.
Quello raccontato dal regista francese Ivan Calbérac è infatti un amore maturo, che conosce già la strada verso l'affetto e la sessualità. Non mancano infatti scene passionali e momenti di intimità tra i due protagonisti, portati sullo schermo con delicatezza e intensità.
Al centro del lungometraggio anche temi complessi come la fecondazione assistita, l'elaborazione del lutto, il rapporto madre-figlia, il senso di colpa, l'alcolismo. Ma soprattutto, come suggerisce il titolo, protagonista del film è il vino, che diviene talora causa di una dipendenza legata a una sofferenza profonda, talaltra veicolo per trasmettere cura e amore. La narrazione è infatti costruita attorno a un unico luogo: il negozio di vini di Jacques, all'interno del quale nascono sentimenti, avvengono scontri, liti e riconciliazioni. Soltanto sul finale gli spazi aperti sostituiranno le mura calde e accoglienti dell'enoteca e il piccolo universo in cui si era rinchiuso il protagonista si espanderà verso l'esterno, abbracciando nuove possibilità.
Seppur con qualche affettazione di troppo e alcuni dialoghi non esattamente penetranti, La dégustation è una rom-com dai buoni sentimenti capace di raccontare con sensibilità un secondo amore dai toni dolci e malinconici. Il film è inoltre arricchito delle ottime interpretazioni delle star del cinema francese Isabelle Carré e Bernard Campan.
Isabelle Carré è una ragazza fortunata che non sembra invecchiare mai. Ha sempre la stessa pettinatura con frangetta rossa e l'aria da brava ragazza, mite e "dall'animo dirigibile" - come diceva Paolo Poli della giovane di Avila destinata a diventare Santa Teresa, nel suo spettacolo di tanti anni fa. Talmente tanti che glielo fecero sbaraccare, per spregio di santità.
Quando l'ostetrica Hortense e l'enologo Jacques s'incontrano, nessuno conosce il segreto dell'altro. Un paradosso che proibisce un figlio alla dottoressa e il vino al commerciante. Riuscirà l'amore a scardinare l'infelicità... Film senza divi migliore di tanti titoli dai cast altisonanti. Toni affascinanti che solo il cinema francese conosce. Esce con tre anni di ritardo ma guai perderlo.
Adattamento dell'omonima pièce teatrale di Ivan Calbérac realizzata al "Théâtre de la Renaissance" nel 2019, La Degustation è una commedia romantica, nostalgica e a tratti divertente. Il connubio tra amore maturo e passione per il vino di pregiata qualità è la scelta (giusta) capace di rendere piacevole il nuovo film di Calberac, popolare autore di commedie teatrali e di tv e cinema.
Jacques, un uomo di mezza età, ha un'enoteca e una vita non priva di cicatrici alle spalle: una tragedia familiare lo ha segnato profondamente. La salute non è granché, il cuore è fragile, dovrebbe smettere o limitare il bere, ma è la sua vita. Incontrando Hortense si sente spinto da una nuova volontà di ricominciare più serenamente, ma è comunque guardingo, diffidente.