antoniot
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sabato 2 aprile 2022
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ma..
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Oltre a Eva .. Ginco, poi il vuoto, comunque recitazioni da scuole elementari.. sembra che stavano leggendo, senza emozioni, ma....
peccato
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lizzy
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lunedì 28 marzo 2022
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fumettoso
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E' vero: qua non siamo di fronte ad un film vero e proprio, ma più una cosa tipo "Supergulp", dove molti fumetti venivano, in qualche modo (anche in brutti modi, tipo Alan Ford e il Gruppo TNT: inguardabili quei cartoni!) animati.
Le scene rasentano la perfezione e anche Ghenf risulta credibilissima vedendola.
Quel che non sono credibili sono invece i personaggi.
Diabolik, per dire, sembra una spalla di Eva.
Eva sembra uscita da un salotto della Marta Marzotto.
Ginko sembra sempre "preso dalle bombe".
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E' vero: qua non siamo di fronte ad un film vero e proprio, ma più una cosa tipo "Supergulp", dove molti fumetti venivano, in qualche modo (anche in brutti modi, tipo Alan Ford e il Gruppo TNT: inguardabili quei cartoni!) animati.
Le scene rasentano la perfezione e anche Ghenf risulta credibilissima vedendola.
Quel che non sono credibili sono invece i personaggi.
Diabolik, per dire, sembra una spalla di Eva.
Eva sembra uscita da un salotto della Marta Marzotto.
Ginko sembra sempre "preso dalle bombe".
Marinelli è assolutamente inadatto al ruolo non avendone nè il classico "fisico" e nemmeno la giusta "cattiveria".
La Leone è ingessatissima, ma troppo sorniona: la vera Kant è tutt'altra cosa.
E Mastandrea fa venire da ridere ogni volta che appare, tutto serio, sulla scena.
I Manetti certamente (e credo, a questo punto, di proposito) voluto sfruttare direttamente i fumetti come sceneggiatura, ma certe scelte, nel 2022, risultano ridicole.
Come alcuni "trucchi" che anche un bambino delle elementari costruirebbe meglio e le varie parti della trama (ma è mai possibile che il "genio del male" si riduca a crearsi un covo proprio sotto la casa della fidanzata psicolabile (non sembra infatti molto a posto con la testa la tipa...)?
La trama di per se non sarebbe malaccio, ma il film risente di un troppo stucchevole rimando alla carta stampata, cosa assolutamente inesistente nel precedente "Zora la Vampira" dove addirittura la fantasia del duo aveva creato un piccolo capolavoro hip-hop/trash coattone a tutt'oggi ineguagliato.
E io sono una persona alla quale piace tantissimo la "fedeltà" del riporto, ma un volumetto bianco e nero da gestire in tram è una cosa, una poltrona al cinema davanti ad un megaschermo tutta un'altra.
E dirò di più: forse anche un bianco e nero come risultato non sarebbe stato male.
Meno male che, leggendo le varie news, Marinelli non ci sarà negli immancabili "sequel".
Adesso toccherebbe sostituire almeno la Leone, ma chi la ammazza quella?
Saperlo chi la sponsorizza!!!
Da vedere. Ma senza troppe aspettative.
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omaruccio89
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lunedì 28 marzo 2022
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diabolik
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In questo film le cose piú riuscite sono la grafica, l'ambientazione, lo stile anni 60 ed i due attori in contrasto: Marinelli come Diabolik (scaltro e glaciale) contro Mastrandrea come Ginko (carismatico quanto strategico).
Per quanti molti abbiano potuto apprezzare Miriam Leone, se ne conferma ció che abbiamo gia visto svariate volte: ahimè non ha talento, ne carisma. Oltre ad essere totalmente fuoriposto nei panni della nordica Eva Kant.
Si tocca le mani, si guarda intorno spaesata. Miriam Leone si mette sul piedistallo come per dire: "mi hanno scelto ed eccomi qui, me la tiro anche un po". Non si è calata nel personaggio bensí, tronfia del suo ruolo ne diviene paradossalmente la copia riuscita male.
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In questo film le cose piú riuscite sono la grafica, l'ambientazione, lo stile anni 60 ed i due attori in contrasto: Marinelli come Diabolik (scaltro e glaciale) contro Mastrandrea come Ginko (carismatico quanto strategico).
Per quanti molti abbiano potuto apprezzare Miriam Leone, se ne conferma ció che abbiamo gia visto svariate volte: ahimè non ha talento, ne carisma. Oltre ad essere totalmente fuoriposto nei panni della nordica Eva Kant.
Si tocca le mani, si guarda intorno spaesata. Miriam Leone si mette sul piedistallo come per dire: "mi hanno scelto ed eccomi qui, me la tiro anche un po". Non si è calata nel personaggio bensí, tronfia del suo ruolo ne diviene paradossalmente la copia riuscita male. Rincorrendola disperatamente per tutto il film senza mai riuscirci veramente.
il resto del cast è ben riuscito, ma un'altra pecca del film è una sceneggiatura alquanto sconclusionata.
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dandy
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domenica 27 marzo 2022
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marinellik.
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Seconda trasposizione del celebre fumetto creato nel'62 da Angela e Luciana Giussani,basato sul terzo albo della serie "L'arresto di Diabolik",che sancisce l'incontro tra l'inafferrabile criminale e la sua futura compagna Eva Kant.Ovviamente i più hanno chiamato in causa il film di Mario Bava del'68 invocando la solita lesa maestà ed erigendolo a capolavoro inarrivabile,Cosa che decisamente non è,come questo film.Si riscontrano pregi e difetti tipici della filmografia dei registi,a cominciare da certe scelte sbagliate e la necessità di far coincidere esigenze di copione con imposizioni produttive.Il primo problema sta nella scelta di Marinelli,non tanto per recitazione(fredda e distaccata come richiede la situazione)quanto per faccia,che proprio non c'entra col personaggio,a differenza dei più azzeccati Valerio Mastrandrea e Miriam Leone(la migliore).
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Seconda trasposizione del celebre fumetto creato nel'62 da Angela e Luciana Giussani,basato sul terzo albo della serie "L'arresto di Diabolik",che sancisce l'incontro tra l'inafferrabile criminale e la sua futura compagna Eva Kant.Ovviamente i più hanno chiamato in causa il film di Mario Bava del'68 invocando la solita lesa maestà ed erigendolo a capolavoro inarrivabile,Cosa che decisamente non è,come questo film.Si riscontrano pregi e difetti tipici della filmografia dei registi,a cominciare da certe scelte sbagliate e la necessità di far coincidere esigenze di copione con imposizioni produttive.Il primo problema sta nella scelta di Marinelli,non tanto per recitazione(fredda e distaccata come richiede la situazione)quanto per faccia,che proprio non c'entra col personaggio,a differenza dei più azzeccati Valerio Mastrandrea e Miriam Leone(la migliore).Roja invece fa un pò il Dandi in versione sofisticata.Poi c'è la confezione curatissima ma con i soliti virtuosismi gratuiti,tipo lo split screen nella seconda parte.E sebbene la scelta di un ritmo lento a sfavore dell'azione funzioni,il film ha il grande limite di fare con lo spettatore quel che Diabolik fa con Ginko:anticipandolo,rendendo ovvi tutti i colpi di scena e togliendo così qualunque sorpresa e mordente al racconto...E' un pò come "5 è il numero perfetto" di Igort,un buon prodotto di genere non spiacevole ma neanche memorabile.Sceneggiatura dei regista e tra gli altri Mario Gomboli,curatore del fumetto.Manuel Angelli canta le canzoni "La profondità degli abissi" e "Pam pum pam".Claudia Gerini è la "signora Morel".Già annuncisati altri 2 sequel,con Giacomo Gianniotti al posto di Marinelli.
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rokanan
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sabato 26 marzo 2022
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fumetto non film
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Se vediamo Diabolik come film tratto dal fumetto delle sorelle Giussani, il giudizio è assolutamente negativo.
Recitazione da incubo, scene di una dinamicità da bradipo, addirittura le auto lanciate all'inseguimento sembrano di una lentezza esasperante.Si salva solo la fotografia e la figura di una Eva Kant uguale all'immaginario collettivo ( anche l'attrice che impersona la prima compagna di Diabolik ha un suo motivo di esistere ) .
Se invece ci immergiamo nel film come fumetto " in movimento " il discorso varia ..recitazione, scene, dialoghi sono perfettamente identici alla versione cartacea ( e forse era questo quello che voleva la regia ).
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Se vediamo Diabolik come film tratto dal fumetto delle sorelle Giussani, il giudizio è assolutamente negativo.
Recitazione da incubo, scene di una dinamicità da bradipo, addirittura le auto lanciate all'inseguimento sembrano di una lentezza esasperante.Si salva solo la fotografia e la figura di una Eva Kant uguale all'immaginario collettivo ( anche l'attrice che impersona la prima compagna di Diabolik ha un suo motivo di esistere ) .
Se invece ci immergiamo nel film come fumetto " in movimento " il discorso varia ..recitazione, scene, dialoghi sono perfettamente identici alla versione cartacea ( e forse era questo quello che voleva la regia ).
In ogni caso un plauso alla Leone che sovrasta la figura di un Diabolik messo in seconda fila
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peter angel
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sabato 26 marzo 2022
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ci attendevamo di più
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Ci avevano viziato con capolavori assoluti come «Ammore e malavita» ed ecco invece un low-cost di taglio televisivo dalla fotografia dilettantesca (camera a mano, sovraesposizioni, fuoco stocastico) recitato da chi non è in grado di farlo, con l’aggravante dell’audio in presa diretta che rivela assenza di dizione e non voluti mix dialettali. Lento e senza ritmo, con eccesso di inutili dialoghi, non è il film d’azione che avremmo voluto vedere. Seconda delusione, dopo Mario Bava, per chi ancora attende un efficace sviluppo cinematografico del celebre personaggio.
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fabrizio friuli
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sabato 26 marzo 2022
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la caccia continua
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Un ladro misterioso e inafferrabile, una donna ammaliante ed un inesorabile ispettore sono i tre soggetti principali di una storia composta da delitti e furti elaborati . Il primo soggetto è Diabolik ( il ladri misterioso e inafferrabile ), il secondo è Eva Kant ( una splendida donna che ama le "emozioni forti " ) e il terzo è l' ispettore Ginko ( che ha come fine quello di catturare il malvivente rivestito dalla calzamaglia color pantera e occasionalmente , dalle maschere umane fatte da lui stesso ), anche se dovrà fare i conti con il suo genio e con la nuova collaboratrice, che potrebbe essere perfino più spietata e pericolosa dello stesso Diabolik.
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Un ladro misterioso e inafferrabile, una donna ammaliante ed un inesorabile ispettore sono i tre soggetti principali di una storia composta da delitti e furti elaborati . Il primo soggetto è Diabolik ( il ladri misterioso e inafferrabile ), il secondo è Eva Kant ( una splendida donna che ama le "emozioni forti " ) e il terzo è l' ispettore Ginko ( che ha come fine quello di catturare il malvivente rivestito dalla calzamaglia color pantera e occasionalmente , dalle maschere umane fatte da lui stesso ), anche se dovrà fare i conti con il suo genio e con la nuova collaboratrice, che potrebbe essere perfino più spietata e pericolosa dello stesso Diabolik.
Il lungometraggio dei Fratelli Manetti , basato sul famoso fumetto delle sorelle Giussani , oltre ad essere ben realizzato, vanta una scena sorprendente che corrisponde alla scena madre del film , ovvero , la scena in cui l' ispettore Ginko scopre l'imbroglio in seguito alla condanna a morte del fittizio Diabolik , infatti , al posto del ricercato , è stato ucciso un ministro di giustizia interpretato dall' attore Alessandro Roja , e viene poi mostrato cosa è successo : nel corso del colloquio Eva Kant stordisce il malcapitato con un siero dentro una siringa , e mentre il soggetto appare priva di sensi , Diabolik assimila delle informazioni sui suoi possedimenti ed altro , ed entrambi ( Diabolik ed Eva Kant ) sostituiscono il vero Diabolik ed egli sopravvive alla morte , inoltre , in un ' altra scena viene mostrato che i due complici hanno la facoltà di comunicare con il codice mors, e questo permette ad entrambi di avere dei vantaggi , probabilmente, la scena della sconfitta di Ginko è piuttosto inverosimile, dato che Ginko conosce Eva Kant ed ha commesso un errore madornale sparandogli al braccio , avrebbe dovuto sparare ad una gamba e mantenere la distanza dal mare, invece , Ginko è stato sconfitto dall'intervento di Eva Kant e i due furfanti sono riusciti a vincere la partita , anche alla fine . Ora , interloquendo degli attori principali, Valerio Mastrandrea ha interpretato il suo personaggio in maniera professionale, Luca Marinelli purtoppo , è apparso come un automa dell'intelligenza non umana o geniale , ma artificiale, perché nel film , egli ha interpretato un robot umanoide , e non genio del crimine ( pari al professor James Moriarty ) ed infine , la leggendaria Miriam Leone, nonostante il suo talento magico, non è stata una scelta adeguata, non solo perché il biondo non le dona minimamente, ma anche perché il personaggio della Femme Fatale non le somiglia molto , evidentemente ( o probabilmente ) Laura Chiatti sarebbe stata la scelta giusta. La regia e la sceneggiatura sono idonee ed elargisce alla pellicola la " promozione " meritata , anche se l' interpretazione robotica di Luca Marinelli doveva essere sostituita con una recitazione differente, ed è banalmente ovvio che Luca Marinelli avrebbe saputo interpretarlo anche nel modo idoneo , per quanto riguarda Miriam Leone , di talento ne ha in abbondanza ( e non ha senso soffermarsi sul suo aspetto ), però , è stata scelta come attrice nel film soltanto per la sua rinomanza.
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jonnylogan
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domenica 6 marzo 2022
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il ritorno di diabolik
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A Clerville l’ispettore Ginko, capo della polizia locale, insegue da sempre Diabolik, ladro abile ad assumere le fattezze delle proprie vittime e che non si ferma davanti a nulla pur di portare a segno i propri colpi. Nel mentre la ricca ereditiera Eva Kant viene corteggiata dal viceministro di giustizia, George Caron.
Il primo cine comic di casa nostra, per tacere degli eroi neri con la ‘K’ portati sul grande schermo nei ‘60, fra cui lo stesso Diabolik, viene collocato dai fratelli Manetti nella ‘loro’ Bologna, già percorsa in lungo e in largo alle calcagna dell’ispettore Coliandro, assieme alle altre locations trovate a Milano e Trieste, per dar vita all’immaginario stato di Clerville perennemente immerso negli anni ’60 e frutto della fantasia delle sorelle Giussani.
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A Clerville l’ispettore Ginko, capo della polizia locale, insegue da sempre Diabolik, ladro abile ad assumere le fattezze delle proprie vittime e che non si ferma davanti a nulla pur di portare a segno i propri colpi. Nel mentre la ricca ereditiera Eva Kant viene corteggiata dal viceministro di giustizia, George Caron.
Il primo cine comic di casa nostra, per tacere degli eroi neri con la ‘K’ portati sul grande schermo nei ‘60, fra cui lo stesso Diabolik, viene collocato dai fratelli Manetti nella ‘loro’ Bologna, già percorsa in lungo e in largo alle calcagna dell’ispettore Coliandro, assieme alle altre locations trovate a Milano e Trieste, per dar vita all’immaginario stato di Clerville perennemente immerso negli anni ’60 e frutto della fantasia delle sorelle Giussani. La pellicola che riporta sul grande schermo la figura del ladro poco gentiluomo e in calzamaglia, con viso e fattezze di Luca Marinelli, ma che nei due sequel già pronti in termini di sceneggiatura, cederà il costume a Giacomo Gianniotti, risulta essere alla fine una perfetta crasi di alcuni fra gli episodi storici delle casa editrice Astorina. Il film dei fratelli Manetti alla quale ha collaborato anche il fumettista Michelangelo La Neve, da poco scomparso,risulta essere curato in ogni minimo dettaglio per ricreare non solo una città in pieno boom economico, ma anche una perfetta rivisitazione del cinema del medesimo periodo, grazie alla colonna sonora curata da Pivio e Aldo De Scalzi, con scritte in sovraimpressione, e un Valerio Mastandrea capace di sovrastare Luca Marinelli e in grado di caratterizzare alla perfezione Ginko, al quale si aggiunge Miriam Leone calatasi nel ruolo di Lady Kant. A fine pellicola l’immersione nel mondo di Diabolik è appassionante e può piacere anche a chi non apprezza il mondo della nona arte accettando il fatto che la versione di celluloide sia frutto del trasformazione in carne e ossa del personaggio.
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emilio concettoni
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mercoledì 16 febbraio 2022
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i manetti ed un adattamento "da esperti" del genere
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Dopo l'unica finora versione cinematografica di Diabolik, i Manetti ripropongono la loro versione del fumetto cult degli anni '60 e lo fanno con un approccio da esperti di quello che potremmo quasi definire un genere letterario, finendo per produrre un film inevitabilmente lungo (più di 2 ore), vista la loro aderenza all' albo originale, e ne viene fuori un prodotto esteticamente e musicalmente piacevole. Un buon film, raccontato bene, che solo apparentemente potrebbe annoiare visto che a volte prevale il dialogo sull'azione. Unica cosa che si potrebbe criticare è la recitazione del protagonista Marinelli, inevitabilmente condizionata dalla gelidissima freddezza dell'eroe delle Giussani così come la recitazione della compagna Elisabeth, interpretata da Serena Rossi, ma questa è una critica fine a sé stessa, in quanto la recitazione dei due personaggi viene inevitabilmente condizionata dal modo di comportarsi effettivo dei personaggi del fumetto.
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Dopo l'unica finora versione cinematografica di Diabolik, i Manetti ripropongono la loro versione del fumetto cult degli anni '60 e lo fanno con un approccio da esperti di quello che potremmo quasi definire un genere letterario, finendo per produrre un film inevitabilmente lungo (più di 2 ore), vista la loro aderenza all' albo originale, e ne viene fuori un prodotto esteticamente e musicalmente piacevole. Un buon film, raccontato bene, che solo apparentemente potrebbe annoiare visto che a volte prevale il dialogo sull'azione. Unica cosa che si potrebbe criticare è la recitazione del protagonista Marinelli, inevitabilmente condizionata dalla gelidissima freddezza dell'eroe delle Giussani così come la recitazione della compagna Elisabeth, interpretata da Serena Rossi, ma questa è una critica fine a sé stessa, in quanto la recitazione dei due personaggi viene inevitabilmente condizionata dal modo di comportarsi effettivo dei personaggi del fumetto. Un film che i Manetti hanno voluto realizzare tenendo costantemente d'occhio il fumetto di partenza e, alla fine, ne viene fuori un prodotto che colpisce ed intrattiene.
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stefano73
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mercoledì 9 febbraio 2022
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ricostruzione fedele
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"DIABOLIK". Ricostruzione fedele del celebre ladro, ispirato all'episodio n3 "l'arresto di Diabolik". Pur essendo una produzione italiana ,quindi con effetti speciali e budget non hollywoodiani, la tecnica e la scenografia convincono pienamente! Gli attori pienamente nel proprio ruolo. Eva Kant fondamentale protagonista. Forse proprio il personaggio di Diabolik è quello meno riuscito. Una trama convincente, appassionante e una colonna sonora azzeccata! Voto:8
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