no_data
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giovedì 19 maggio 2022
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inguardabile
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Ho letto tanti fumetti di Diabolik da ragazzina, curiosissima di vedere il film.
Solita boiata all'italiana, versione casereccia di una situazione internazionale.
I 2 interpreti fanno a gara per aggiudicarsi la palma del peggiore.
Lui, visto di profilo, con quel naso, è ridicolo, quale Diabolik? Almeno fosse un attore decente. L'accento da Italia centrale fa accapponare la pelle.
Lei, ridicola pure, sempre con accento da Italia centrale, fulmina l'amato con occhiate da femme fatale che fanno sganasciare dalla pena.
La triste realtà è che gli attori di oggigiorno nn si impegnano nemmeno in un corso base di dizione. Solo tette, culi, banalità.
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Ho letto tanti fumetti di Diabolik da ragazzina, curiosissima di vedere il film.
Solita boiata all'italiana, versione casereccia di una situazione internazionale.
I 2 interpreti fanno a gara per aggiudicarsi la palma del peggiore.
Lui, visto di profilo, con quel naso, è ridicolo, quale Diabolik? Almeno fosse un attore decente. L'accento da Italia centrale fa accapponare la pelle.
Lei, ridicola pure, sempre con accento da Italia centrale, fulmina l'amato con occhiate da femme fatale che fanno sganasciare dalla pena.
La triste realtà è che gli attori di oggigiorno nn si impegnano nemmeno in un corso base di dizione. Solo tette, culi, banalità.
Sto rivedendo alcuni vecchi sceneggiati RAI..ambientati a Londra, Parigi, ecc. . Dai protagonisti ai personaggi minori, la dizione è perfetta, senza alcuna inflessione dialettale, risoettando così il contesto della storia.
Ma ce lo vedete Diabolik che dice a Eva " annamose a magnà ns porchetta".
Che miseria, povero cinema.
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maxtroi
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domenica 15 maggio 2022
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buoni gli intenti non il risultato
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Per chi come me assiduo lettore in epoca giovanile del fumetto di Diabolik, ed amante dei film della Marvel sui supereroi, il fatto di (ri)vedere un film sul personaggio delle sorelle Giussani é stato accolto con grande entusiasmo.Già all’inizio della visione, appena Diabolik si leva la maschera per la prima volta, i dubbi mi hanno iniziato a prendere poiché le caratteristiche somatiche ,a parte un poco il taglio degli occhi, sono completamente “toppate”.
In realtà il film dovrebbe ruotare intorno a 4 personaggi, un po’ come i fumetti, in cui ho riscontrato molte e gravi carenze :
Diabolik , a cui manca somiglianza, personalità, fisico atletico e codice morale, oltre un pessima recitazione (non so se per carenze artistiche o scelta dei registi)
Ginko : malgrado le buone doti recitative di Mastandrea, si sarebbe dovuto scegliere un attore più giovane
Eva Kant : è forse quella che meglio rappresenta il personaggio.
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Per chi come me assiduo lettore in epoca giovanile del fumetto di Diabolik, ed amante dei film della Marvel sui supereroi, il fatto di (ri)vedere un film sul personaggio delle sorelle Giussani é stato accolto con grande entusiasmo.Già all’inizio della visione, appena Diabolik si leva la maschera per la prima volta, i dubbi mi hanno iniziato a prendere poiché le caratteristiche somatiche ,a parte un poco il taglio degli occhi, sono completamente “toppate”.
In realtà il film dovrebbe ruotare intorno a 4 personaggi, un po’ come i fumetti, in cui ho riscontrato molte e gravi carenze :
Diabolik , a cui manca somiglianza, personalità, fisico atletico e codice morale, oltre un pessima recitazione (non so se per carenze artistiche o scelta dei registi)
Ginko : malgrado le buone doti recitative di Mastandrea, si sarebbe dovuto scegliere un attore più giovane
Eva Kant : è forse quella che meglio rappresenta il personaggio.
Altea : assente ingiustificata.
Non so perché scegliere un’attrice brava come Serena Rossi, a fare una parte marginale che poteva fare chiunque, visto la mediocre abilità recitativa del cast. La sceneggiatura è buona ed anche l’ atmosfera che si respira ci riporta agli anni della creazione del fumetto.
Al termine del film la delusione è stata tanta per l’occasione persa , però è stato naturale per me fare sia paragoni su come gli autori della Marvel sono in grado di scegliere e sopratutto PREPARARE sotto tutti i punti di vista i protagonisti dei loro film che su come abbia potuto vincere i David di Donatello.
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adele
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lunedì 9 maggio 2022
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deludente
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Film decisamente noioso..lento e senza spina dorsale...hanno rovinato un mito..Da dove sbuca poi la moglie? Anche traditrice tra l altro...
Ripeto hanno rovinato un mito come Diabolik..non c era azione...suspance...nulla...
DELUDENTE TOTALMENTE...
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gbavila
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lunedì 9 maggio 2022
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sogno e scelleratezza... e dubbio
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Quando Ginko dice: "Diabolik non lo conosce nessuno, può essere chiunque!" dice una profonda verità che ci spinge a riflettere su ognuno di noi, che non facciamo fatica a indossare una maschera alla ricerca di un anonimato che ti permetta di fare una scelleratezza tra la bellezza e la vendetta. Valgono solo gli sguardi, terribili quelli di Diabolik, ah, l'avessi io quello sguardo! Mi è venuto in mente il famoso "fattore Kappa", guardacaso i tre personaggi sono acutamente accomunati: Diabolik, Kant, Ginko. La pirandelliana giostra dei personaggi che ci fanno dubitare continuamente della loro identità richiede una grande attenzione, comunque insufficiente, e la giostra continua a ruotare sempre più velocemente.
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Quando Ginko dice: "Diabolik non lo conosce nessuno, può essere chiunque!" dice una profonda verità che ci spinge a riflettere su ognuno di noi, che non facciamo fatica a indossare una maschera alla ricerca di un anonimato che ti permetta di fare una scelleratezza tra la bellezza e la vendetta. Valgono solo gli sguardi, terribili quelli di Diabolik, ah, l'avessi io quello sguardo! Mi è venuto in mente il famoso "fattore Kappa", guardacaso i tre personaggi sono acutamente accomunati: Diabolik, Kant, Ginko. La pirandelliana giostra dei personaggi che ci fanno dubitare continuamente della loro identità richiede una grande attenzione, comunque insufficiente, e la giostra continua a ruotare sempre più velocemente. La recitazione è ostentatamente rigida, quasi impacciata, come a sussurrarti la finzione, ma la finzione non è solo recitativa bensì metaforica, innanzitutto quella del cinema e ancora più profondamente del fumetto. Il fumetto, piccola nuvola di fumo in cui poche parole fanno vivere il personaggio in te stesso, un po' Diabolik, un po' Corto Maltese, un po' Batman. La magia del fumetto è soprattutto questa, gioca con l'impossibile altamente credibile. Regia e attori sono sopra le righe e non so se attribuirlo a ricerca artistica, ma forse anche questo dubbio è un capolavoro del film, in fondo non parla che di questo.
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virano grazia
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domenica 8 maggio 2022
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come distruggere un mito
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Diabolik "un mito" , non e' stato valorizzato. L attore non è riuscito a rappresentarlo nel fascino, nella classe e nel dinamismo Eva Kant "la dea". L attrice troppo fredda e meccanica, manca la passione e il coinvolgimento. Un film deludente, interpretazioni poco incisive
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frost
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sabato 7 maggio 2022
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epic fail
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Avere a disposizione un ottimo soggetto e non sapere cosa farne. Questo, in sintesi, è il nuovo Diabolik dei Manetti Bros. Tra i protagonisti dei fumetti italiani, Diabolik è uno dei più misteriosi, di cui si conosce poco il passato. Era quindi un soggetto ideale sul quale lavorare e farne così un personaggio memorabile, degno del fumetto. Tanto più che il film racconta uno degli episodi più importante nella vita di Diabolik, quella dell'incontro con Eva Kant. Invece la regia - e la sceneggiatura- spreca questa occasione per farne un ritratto anonimo. Il Diabolik dei Manetti Bros è un personaggio privo di spessore che si muove tra altri personaggi di cartapesta.
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Avere a disposizione un ottimo soggetto e non sapere cosa farne. Questo, in sintesi, è il nuovo Diabolik dei Manetti Bros. Tra i protagonisti dei fumetti italiani, Diabolik è uno dei più misteriosi, di cui si conosce poco il passato. Era quindi un soggetto ideale sul quale lavorare e farne così un personaggio memorabile, degno del fumetto. Tanto più che il film racconta uno degli episodi più importante nella vita di Diabolik, quella dell'incontro con Eva Kant. Invece la regia - e la sceneggiatura- spreca questa occasione per farne un ritratto anonimo. Il Diabolik dei Manetti Bros è un personaggio privo di spessore che si muove tra altri personaggi di cartapesta. E questo al di là dei demeriti degli attori (la scelta di affidare a Marinelli il ruolo del protagonista non ha comunque aiutato). Non avendo il coraggio di osare, approfondendo il personaggio, né i mezzi finanziari e la capacità per fare un action movie, i registi cercano di fare un film che sia la trasposizione fedele del fumetto, anche nella sua forma. Il risultato è un film noioso e a tratti quasi grottesco. Dialoghi piatti e lenti, suspence assente, inquadrature già viste e riviste. Anche i costumi ne escono penalizzati. Una fallimento su tutta la linea.
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klaatu
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sabato 7 maggio 2022
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imbarazzo
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Dopo aver atteso per anni la realizzazione di un film adeguato ad un personaggio cosi' centrale nella mitologia del fumetto italiano come Diabolik, le aspettative erano forse piu' alte del consentito.
Di conseguenza la mediocrita' del prodotto mi ha decisamente spiazzato.
Sceneggiatura, regia, fotografia, scenografia e casting, esprimono il livello piu' basso che ci si possa aspettare da un prodotto di fiction nostrana low budget, da rasentare la Soap.
Anzi, mi permetto di dire che in certi momenti la qualita' del prodotto e' talmente miserrima, da sembrare piu' la parodia di un prodotto televisivo di bassa qualita'. Se qualcuno ricorda la prima serie di Boris, nella quale viene mostrata la serie precedente dello stesso regista, Capri, se non ricordo male, capisce cosa intendo.
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Dopo aver atteso per anni la realizzazione di un film adeguato ad un personaggio cosi' centrale nella mitologia del fumetto italiano come Diabolik, le aspettative erano forse piu' alte del consentito.
Di conseguenza la mediocrita' del prodotto mi ha decisamente spiazzato.
Sceneggiatura, regia, fotografia, scenografia e casting, esprimono il livello piu' basso che ci si possa aspettare da un prodotto di fiction nostrana low budget, da rasentare la Soap.
Anzi, mi permetto di dire che in certi momenti la qualita' del prodotto e' talmente miserrima, da sembrare piu' la parodia di un prodotto televisivo di bassa qualita'. Se qualcuno ricorda la prima serie di Boris, nella quale viene mostrata la serie precedente dello stesso regista, Capri, se non ricordo male, capisce cosa intendo.
Complimenti, non vedevo da anni un prodotto del genere; spiazzante, imbarazzante, mediocre in maniera surreale.
Quello che forse intristisce di piu', e' la visione di ottimi attori, Valerio Mastrandrea su tutti, in una condizione di imbarazzo a dir poco deprimente. Sono certo che molti di loro ricorderanno questo progetto nei loro incubi peggiori.
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meluccia
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sabato 7 maggio 2022
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film mediocre
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Il mio fumetto preferito e so tutto sin dal primo episodio. Il film purtroppo non mi è piaciuto perché non rispecchia assolutamente ne' il carattere, ne' l'atteggiamento, ne' la voce è nemmeno l'interpretazione del grande criminale. Ginko senza Altea rimane scialbo e senza mordente. Eva, l'unica che potrebbe un po' somigliare alla vera. Ma la cosa che mi sorprende è perché fare un film e non la SERIE! Non si può immaginare un solo episodio perché non si è detto nulla.
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gian luca
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giovedì 5 maggio 2022
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il film è scarico, lamusica di agnelli bellissima.
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Capisco la lettura pedissequa del fumetto, anche le inquadrature, i PPP sul dettaglio degli occhi tipico del fumetto, con gli occhi illuminati alla Sergei Eisenstein. Insomma niente di nuovo sotto il sole; cannata di brutto l'interpretazione di Diabolik ed anche Eva Kant che si salva per la sua bellezza. Tempi, dinamica della ripresa, montaggio anni '60 chiaramente voluto ma che non funziona più quando l'occhio è abituato ad uno standard contemporaneo. Non credo che sia la via giusta quella di fare un remake di Diabolic come se lo girasse Fellini, a questo punto gira in Bianco e Nero, ha più senso.
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Capisco la lettura pedissequa del fumetto, anche le inquadrature, i PPP sul dettaglio degli occhi tipico del fumetto, con gli occhi illuminati alla Sergei Eisenstein. Insomma niente di nuovo sotto il sole; cannata di brutto l'interpretazione di Diabolik ed anche Eva Kant che si salva per la sua bellezza. Tempi, dinamica della ripresa, montaggio anni '60 chiaramente voluto ma che non funziona più quando l'occhio è abituato ad uno standard contemporaneo. Non credo che sia la via giusta quella di fare un remake di Diabolic come se lo girasse Fellini, a questo punto gira in Bianco e Nero, ha più senso. Neanche quando sogno sono così lento, l'ho dovuto guardare in 4 tempi diversi..quando si dice che "ti attacca allo schermo". Cosa salvare di tutto ciò? La scenografia forse, le location sicuramente, i costumi...anche se a volte sono un po' sciatti (vi ricordo che c'è un'impronta molto francese nel fumetto (...io lo avrei girato in Francia). Io sono per la riscrittura, per l'interpretazione capisco che se usi delle auto d'epoca non puoi fare grandi inseguimenti, ma ci manca solo che Diabolik scenda a fare la pipì in corsa...tutto lentissimo. Molto interessante la ricostruzione degli ambienti, dei campi lunghi in città, a parte quelle mascherature delle insegne dell'hotel inguardabili, per il resto c'è questa assenza di vita nelle strade sempre deserte tipiche degli anni '60 che intristiscono il livello del film. Il commento musicale dovrebbe servire a coinvolgere emotivamente lo spettatore ci sono momenti interminabili di dialogo senza colonna sonora. Poco uso del campo e controcampo ma nell'insieme c'è stato uno sforzo per ricostruire il rifugio di Diabolik degno di nota. L'uso dei baffi finti è abnorme, una cosa inguardabile. Promosso a pieni voti Manuel Agnelli, l'unica cosa che mi è veramente piaciuta, la sua musica.
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gian luca
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giovedì 5 maggio 2022
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scarico e banale. grande manuel agnelli!!!
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Francamente mi aspettavo qualcosina in più. Un film banale prevedibile e lentissimo con dialoghi improbabili sembra veramente girato negli anni '60 forse l'intenzione era questa. Completamente privo di suspence o di colpi di scena, un film che rotola su se stesso, devi proprio impegnarti per vederlo. Buona la figua dell'ispettore Ginko pensate che si accende anche la pipa ...una volta. Manca completamente la dinamica nel montaggio e la fotografia è scarica, diafana che è adatta ad un film d'essai. Trovo che l'insieme proprio non funzioni secondo me. Ma capisco la lettura pedissequa del fumetto, anche le inquadrature, i PPP sul dettaglio degli occhi tipico del fumetto, con gli occhi illuminati alla Sergei Eisenstein.
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Francamente mi aspettavo qualcosina in più. Un film banale prevedibile e lentissimo con dialoghi improbabili sembra veramente girato negli anni '60 forse l'intenzione era questa. Completamente privo di suspence o di colpi di scena, un film che rotola su se stesso, devi proprio impegnarti per vederlo. Buona la figua dell'ispettore Ginko pensate che si accende anche la pipa ...una volta. Manca completamente la dinamica nel montaggio e la fotografia è scarica, diafana che è adatta ad un film d'essai. Trovo che l'insieme proprio non funzioni secondo me. Ma capisco la lettura pedissequa del fumetto, anche le inquadrature, i PPP sul dettaglio degli occhi tipico del fumetto, con gli occhi illuminati alla Sergei Eisenstein. Insomma niente di nuovo sotto il sole; cannata di brutto l'interpretazione di Diabolik ed anche Eva Kant che si salva per la sua bellezza. Tempi, dinamica della ripresa, montaggio anni '60 chiaramente voluto ma che non funziona più quando l'occhio è abituato ad uno standard contemporaneo. Non credo che sia la via giusta quella di fare un remake di Diabolic come se si lo girasse Fellini, a questo punto gira in Bianco e Nero ha più senso. Neanche quando sogno sono così lento, l'ho dovuto guardare i 4 tempi diversi..quando si dice che "ti attacca allo schermo". Cosa salvare di tutto ciò? La scenografia forse, le location sicuramente, i costumi...a volte sono un po' sciatti (vi ricordo che c'è un'impronta molto francese nel fumetto (...io lo avrei girato in Francia). Io sono per la riscrittura, per l'interpretazione capisco che se usi delle auto d'epoca non puoi fare grandi inseguimenti ma a volte manca solo che Diabolik scenda a fare la pipì in corsa...tutto lentissimo. Molto interessante la ricostruzione degli ambienti, dei campi lunghi in città, a parte quelle mascherature delle insegne dell'hotel inguardabili, per il resto c'è questa assenza di vita nelle strade sempre deserte tipiche degli anni '60 che intristiscono il livello del film. Il commento musicale dovrebbe servire a coinvolgere emotivamente lo spettatore ci sono momenti interminabili di dialogo senza colonna sonora. Poco uso del campo e controcampo ma nell'insieme c'è stato uno sforzo per ricostruire il rifugio di Diabolik deglo di nota. L'uso dei baffi finti è abnorme, una cosa inguardabile. Promosso a pieni voti Manuel Agnelli, l'unica cosa che mi è veramente piaciuta, la sua musica.
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