| Anno | 2021 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 70 minuti |
| Regia di | Giovanna Taviani |
| Uscita | martedì 24 maggio 2022 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Cloud 9 |
| MYmonetro | 3,69 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 26 aprile 2022
Un road movie per raccontare un'altra Sicilia. In Italia al Box Office Cùntami ha incassato 2,8 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Giovanna Taviani percorre le strade della Sicilia alla ricerca di chi tiene viva nel presente la tradizione dei pupari e dei cantastorie. Prende le mosse da una colonna portante di questa forma di espressione artistica, Mimmo Cuticchio, per poi allargare il campo a chi con lui ha collaborato magari prendendo poi una strada autonoma e a chi comunque alimenta un'inestinguibile passione per questa forma di narrazione che ha radici ancestrali.
Chi conosce Giovanna Taviani e ne apprezza l'opera non poteva non aspettarsi un'apertura in cui il mare fosse dominante. Questa attesa viene soddisfatta perché Giovanna prende le mosse dalle profondità marine per narrare e far narrare di donne, cavalier, arme ed amori mostrando come non si tratti di archeologia culturale ma di tesi ed azioni teatrali che mordono sul presente.
Perché le vicende di Ulisse o dei Paladini di Francia hanno una presa che travalica il tempo. Così come le cantate sui morti di mafia o sulla madre di Salvatore Carnevale (prima donna a costituirsi come parte civile in un processo contro mafiosi) ci parlano di un passato prossimo che non ha smesso, purtroppo, di essere attuale.
Gli interpreti che incontra nel suo viaggio mostrano con la loro voce e i loro corpi, nonché con i pupi, che non sono più personaggi ma vere e proprie persone, la passione artistica e civile che li anima. Chi scrive ricorda, per averla conosciuta direttamente, la presenza e l'incidenza, nella Milano del boom economico e fino ai tempi di Mani Pulite, di un cantastorie siciliano trapiantato al Nord e per questo non presente in questo lavoro: Franco Trincale. Perché Taviani, memore della lezione paterna, non nasconde il proprio amore per la terra di Sicilia che non smette di mostrare in questo on the road sull'epicità popolare.
Dai mulini a vento che potrebbero avere ispirato Cervantes al petrolchimico di Gela, passando per la fatiscente abitazione in cui visse Danilo Dolci ci presenta luci ed ombre di un territorio che è stato e resta fonte di ispirazione elevata e al contempo radicata nella cultura locale. Nonostante e coerentemente contro questi nostri tempi tendenti a pratiche che favoriscono l'oblio.
Un road movie atipico che, seguendo un bizzarro furgone carico di marionette, parte da Palermo, dal Teatro dei Pupi di Mimmo Cuticchio, per poi spostarsi in un'esplorazione della Sicilia non casuale, ma finalizzata a riscoprire luoghi che celano le storie, perdute, antiche o contemporanee: la fatiscente casa del due volte premio Nobel per la pace Danilo Dolce, la Partinico attanagliata dalla mafia, [...] Vai alla recensione »