| Anno | 2021 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Luca Trovellesi Cesana, Alessandro Tarabelli |
| Attori | Martina Fusaro, Carola Abdalla Said, Ivano Marescotti, Beatrice Aiello, Orfeo Orlando Salvatore De Santis, Lodo Guenzi, Ugo Dighero, Giacomo Bottoni, Kelly Chen. |
| Uscita | giovedì 5 maggio 2022 |
| MYmonetro | Valutazione: 1,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 maggio 2022
La protagonista insieme alla sua banda mette su un piano fenomenale per rubare un dipinto famoso. In Italia al Box Office Criminali si diventa ha incassato 14,7 mila euro .
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CONSIGLIATO NO
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Un gruppo improvvisato di ladri punta alla rapina del secolo: sottrarre il prezioso dipinto "La Muta" di Raffaello" quando sarà esposta nel museo di Fermo. Enzo ha già fatto il colpo più di 40 anni prima. È appena uscito di prigione anche se è continuamente sorvegliato dalle forze dell'ordine. Sua nipote Elettra, che gestisce un pub, lo convince a riprovare quello stesso tipo di furto che potrebbe cambiare per sempre le loro vite e che le è stato commissionato da un avvocato ticinese che agisce per conto un'imprenditrice di Hong Kong esperta in opere d'arte. Organizzano così la squadra di cui fa parte anche un ex-socio di Enzo diventato sacerdote, una abile hacker, uno studente spagnolo imbranato, un ragazzo del posto seduttore e un creatore di oggetti particolari soprannominato "Benfatto" per la sua passione per la marjuana.
Parte da un fatto realmente accaduto: nella notte tra il 5 e il 6 febbraio del 1975 sono state rubati dal Palazzo Ducale di Urbino tre famosi dipinti: "La Flagellazione", "La Madonna di Senigallia" di Piero Della Francesca e proprio "La Muta" di Raffaello. Il furto ha avuto all'epoca un'eco mediatica impressionante e il film, nei personaggi di Enzo e del sacerdote, interpretati rispettivamente da Ivano Marscotti e Ugo Dighero, costruisce il suo contatto diretto con il fatto di cronaca.
Il motivo di interesse però finisce qui. Criminali si diventa è una copia sbiadita dell'heist-movie statunitense, una stanca imitazione dell'originale venuta molto peggio di quella del quadro di Raffaello da parte di un falsario che è tra i personaggi coinvolti nel colpo.
Innanzitutto il film di Luca Trovellesi Cesana e Alessandro Tarabelli non sembra partire mai. Indugia a mostrare le bellezze di Fermo ma non trasforma mai il comune marchigiano in un personaggio del film. In più l'organizzazione della rapina, dove Marescotti ci mette dentro ironia e disincanto nel suo personaggio, è interminabile. La scena della simulazione del furto dentro la chiesa è forse l'unico momento dove il film acquista un minimo di dinamismo, che poi smarrisce in una durata di quasi due ore dove le scene di vera azione sono poche e girate in maniera approssimativa come quella della 'rissa organizzata' con i due aggressori pagati da Enzo.
La sceneggiatura di Giorgio Vignali non riesce quasi mai a mettere a fuoco i protagonisti al di là di un'iniziale e debole caratterizzazione e in più i tentativi di mescolare commedia ed action vanno sempre a vuoto, evidente soprattutto nella costruzione della figura dello studente spagnolo.
Da Criminali si diventa non si pretendevano i furti d'arte di William Wyler (Come rubare un milione di dollari e vivere felici) e John Woo (Once a Thief). Ci si aspettava soltanto di vedere come una storia locale provava a confrontarsi con il genere senza invece smembrarlo.
In più i protagonisti sono fermi su se stessi. Non si assiste a una loro progressione narrativa, non ci si affeziona mai e si muovono soltanto quando hanno pronta la battuta del copione. Poi restano solo piccoli sketch come quello di Lodo Guenzi che inventa la cannuccia che s'illumina. Alla fine, il furto della Gioconda di C'era una volta il crimine diventa per Criminali si diventa un punto di riferimento insuperabile.
La citazione nasce da quello che fu effettivamente uno dei furti di opere d'arte più eclatanti della fine del secolo scorso. Essendo un appassionato d'arte sono andato a vedere il film che usa quest'antefatto come spunto per la storia che invece è tutta ambientata nei nostri giorni. Il film nel suo complesso è gradevole.
Ha lo sguardo stanco e disilluso Ivano Marescotti, come un cowboy al tramonto in un western dove ormai non ha più nulla da perdere. Forse nell'attore c'è già quella necessaria distanza da un film che imita malamente un genere, quello dei film di rapina, piuttosto che affrontarlo. Il suo personaggio, Enzo, è appena uscito di prigione e viene convinto dalla nipote a rubare la Muta di Raffaello: se il [...] Vai alla recensione »