| Titolo originale | Tipografic majuscul |
| Anno | 2020 |
| Genere | Sperimentale |
| Produzione | Romania |
| Regia di | Radu Jude |
| Attori | Serban Pavlu, Alexandru Potocean, Ioana Iacob, Silvian Vâlcu, Bogdan Zamfir . |
| Tag | Da vedere 2020 |
| MYmonetro | 3,69 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 30 novembre 2021
Presentato alla 70esima edizione del Festival di Berlino.
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CONSIGLIATO SÌ
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Romania 1981. Il sedicenne Mugur Calinescu traccia con un gesso delle scritte sui muri contro il regime di Ceausescu. Quando la polizia politica riesce ad arrivare a lui inizia una lenta ma inesorabile persecuzione fino a quando, quattro anni dopo, morirà per una leucemia dalle origini sospette.
Prendendo spunto dal testo teatrale di Gianina Carbunariu, che è presente come co-sceneggiatrice, Radu Jude compie un'operazione sperimentalmente interessante e produttiva di senso.
Perché conserva l'impianto teatrale che innerva con materiale documentaristico utilizzato con la funzione di controcanto. Attori votati all'immobilità portano in scena i verbali della famigerata Securitate nei quali, pagina dopo pagina, si descrive il procedere dell'indagine contro questo pericoloso nemico dello Stato che si è fatto traviare dalle falsità di Radio Europa Libera.
Veniamo così messi a conoscenza di come l'attività di intelligence contro anche il più anonimo (e di fatto innocuo) oppositore procedesse in maniera sistematica e determinata. La lettura di questi resoconti viene costantemente alternata con filmati d'epoca che mostrano come la televisione fosse lo strumento principe della propaganda di regime finalizzato a descrivere la Romania come il Paese in cui regnavano felicità e concordia grazie all'amorevole guida del padre padrone Nicolae Ceausescu.
Si susseguono lodi sperticate al 'conducator', inni alle tradizioni popolari e rassicuranti immagini di famiglie serene. Chi arriverà alla fine di questa lunga ma necessaria requisitoria su doppio registro avrà anche modo di verificare la profonda disillusione del regista nei confronti di quel cambiamento, susseguito all'esecuzione del dittatore, che ha finito con il risolversi nel trionfo del liberismo in cui pochi hanno finito con il pagare per le loro colpe.
Come lavora il potere in un'immagine? E come agisce la rivolta nelle parole di chi vi si oppone? Portando al cinema una pièce di Gianina Carbunariu dedicata alla vicenda di Mugur Calinescu - studente di Botosani, Romania, che nel 1981 tappezzò la sua città di cartelli che esponevano richieste di libertà e democrazia, e per questo venne poi perseguitato dalla Securitate - Radu Jude prosegue il lavoro [...] Vai alla recensione »