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vepra81
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sabato 25 luglio 2020
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un re
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Definire commedia questo genere di film non è che loda il film italiano, ma almeno c'è comicità e ricercatezza nelle riprese. Sotto l'aspetto tecnico ho trovato carino ed interessante mettere i titoli di testa come armonia delle immagini ad inizio del film. Di questo film mi sono piaciuti molto i costumi molto belli. Non semplici abiti da carnevale ma vestiti ricercati. Complimenti per le battute della moglie portoghese! ottima recitazione... brutta la scelta della canzone rapper finale.
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onufrio
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mercoledì 15 aprile 2020
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noioso, senzadubbiamente
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Il personaggio di Cetto Laqualunque giunge al canto del cigno, peccato che Albanese non se ne sia reso conto. Nel terzo capitolo della saga, ormai in fase di stanca, la commedia non trova neanche forza nella sceneggiatura e nelle gag comiche che sono pressochè assenti. Col passare degli anni Cetto rimane sempre valido in qualche piccola apparizione televisiva, ma al cinema ha ormai dato e ovunquemente e spessatamente è giunta l'ora di appendere Cetto al chiodo. Sinceramente.
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piero
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martedì 31 marzo 2020
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albanese. che delusione
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condivido pienamente la recensione di enzo70 relativamente al film "Cetto c'è senzad.....". film obbrobbrioso
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enzo70
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mercoledì 25 marzo 2020
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il peggior albanese di sempre
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Albanese ha il dovere di fermarsi con il suo Cetto La Qualunque. Straordinario nelle gag televisive, modesto nel primo film, molto modesto nel secondo, diventa impresentabile nel terzo. La parodia della politica di Albanese è vecchia, la politica stessa è andata oltre ogni parodia, funziona ancora Crozza perché li imita, anche se sempre più fanno ridere gli originali. Ma non è questo il punto. Lo schema cinematografico di Albanese è vecchio e non c’è nessuna ragione non solo per andare al cinema; ma neanche per vederlo a casa, come ho fatto io. La stima per Albanese è stata la ragione; non mi aspettavo un gran film, ma almeno di passare un paio di ore serene per distrarsi dalla catastrofe del CoVid19.
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Albanese ha il dovere di fermarsi con il suo Cetto La Qualunque. Straordinario nelle gag televisive, modesto nel primo film, molto modesto nel secondo, diventa impresentabile nel terzo. La parodia della politica di Albanese è vecchia, la politica stessa è andata oltre ogni parodia, funziona ancora Crozza perché li imita, anche se sempre più fanno ridere gli originali. Ma non è questo il punto. Lo schema cinematografico di Albanese è vecchio e non c’è nessuna ragione non solo per andare al cinema; ma neanche per vederlo a casa, come ho fatto io. La stima per Albanese è stata la ragione; non mi aspettavo un gran film, ma almeno di passare un paio di ore serene per distrarsi dalla catastrofe del CoVid19. Una ripetizione continua, ossessiva, di vecchie gag che non fanno più ridere. Fermate Albanese. E’ un grande artista, non si deve perdere in un bicchiere d’acqua.
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domenica 15 dicembre 2019
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quasi senza trama
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domenica 15 dicembre 2019
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ridere
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Ridere fa bene ...E Albanese su questo e bravissimo ,se vuoi passare un momento in allegria e il film giusto .
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juri moretti
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domenica 1 dicembre 2019
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cetto c’è ma questa volta è il re
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Giulio Manfredonia porta al cinema un’altro film su Cetto la Qualunque. Un personaggio grottesco che fa semplicemente quello che vuole lui e non rispetta mai la legge, però ha sempre fatto il politico, infatti nel primo film ”Qualunquemente” lo abbiamo visto fare il sindaco, nel secondo film invece lo abbiamo visto entrare in parlamento come deputato e qui lo vedremo in veste di re. Il personaggio come ben sapete è interpretato da Antonio Albanese che riesce a dare uno stile al personaggio, rendendolo comico ma anche drammatico in certe situazioni e certe volte ci fa addirittura riflettere.
Cetto questa volta scopre di essere figlio di un principio e se in Italia oramai la repubblica sta andando a rotoli questa è l’occas buona per ritornare alla monarchia.
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Giulio Manfredonia porta al cinema un’altro film su Cetto la Qualunque. Un personaggio grottesco che fa semplicemente quello che vuole lui e non rispetta mai la legge, però ha sempre fatto il politico, infatti nel primo film ”Qualunquemente” lo abbiamo visto fare il sindaco, nel secondo film invece lo abbiamo visto entrare in parlamento come deputato e qui lo vedremo in veste di re. Il personaggio come ben sapete è interpretato da Antonio Albanese che riesce a dare uno stile al personaggio, rendendolo comico ma anche drammatico in certe situazioni e certe volte ci fa addirittura riflettere.
Cetto questa volta scopre di essere figlio di un principio e se in Italia oramai la repubblica sta andando a rotoli questa è l’occas buona per ritornare alla monarchia. Un film quasi trash ma comico che mantiene bene il filo dei precedenti capitoli, con un Antonio Albanese che da sempre un tocco d’arte al suo personaggio.
Se avete amato i precedenti capitoli non potete non amare anche questo terzo capitolo. Ma una domanda sorge spontanea ci sarà un’alro film su Cetto?
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blackalia
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martedì 26 novembre 2019
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delusione
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Che delusione. Si comincia con presupposti che lascerebbero ben sperare, invece poi il film (e i personaggi) perdono spunto, cadono in quella ovvietà tutta italiana, un qualunquismo impressionante. Scivolone sui cliché e sulla banalità, con la solita fastidiosa presenza di bambolone inutili e mezze nude, che mi ricordano perché odio il cinema italiano e la sua pochezza. Quando si ricorre alle bambolone ovviamente non ci sta nulla di speciale, nulla di geniale o epico: si punta a vendere e basta, non a me di certo.
Delusissima, ripeto.
Albanese è caduto.
Ma se queste cose vi piacciono, come per i cinepanettoni, allora è il vostro film: leggero, senza bisogno di attenzione, ricco di femmine tutte curve e non vestite (potete lucidarvi gli occhi, haha), battute a volte simpatiche (a volte).
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Che delusione. Si comincia con presupposti che lascerebbero ben sperare, invece poi il film (e i personaggi) perdono spunto, cadono in quella ovvietà tutta italiana, un qualunquismo impressionante. Scivolone sui cliché e sulla banalità, con la solita fastidiosa presenza di bambolone inutili e mezze nude, che mi ricordano perché odio il cinema italiano e la sua pochezza. Quando si ricorre alle bambolone ovviamente non ci sta nulla di speciale, nulla di geniale o epico: si punta a vendere e basta, non a me di certo.
Delusissima, ripeto.
Albanese è caduto.
Ma se queste cose vi piacciono, come per i cinepanettoni, allora è il vostro film: leggero, senza bisogno di attenzione, ricco di femmine tutte curve e non vestite (potete lucidarvi gli occhi, haha), battute a volte simpatiche (a volte). Un bel vuoto per star sdraiati e pensare a tutto, fuorché seguire il film.
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giuseppe
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lunedì 25 novembre 2019
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senzadubbiamente sconsigliato!!!
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Giusto qualche sorriso, niente più. Assolutamente nulla a che fare con Qualunquemente!! Non buttate soldi, il film non merita. Una schifezza senza trama avvincente, molto noioso!!
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fabiuz62
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lunedì 25 novembre 2019
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film surreale possibile solo in italia..!!!!
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È vero, certe situazioni sono forse più televisive che cinematografiche, ma il genio di Albanese ha tradotto e adattato una storia surreale al nostro Paese, con il risultato che tanto surreale poi non sembra..!!!
Ci si diverte e si esce comunque con una sensazione di disagio.
Cetto Laqualunque perfettamente inserito nel contesto nazionale. Albanese sa come toccare le corde dell'ironia e del surreale. Consigliato....
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