| Titolo internazionale | Back Home |
| Anno | 2018 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Antonio Albanese |
| Attori | Antonio Albanese, Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno, David Anzalone Alex Fondja, Lorenza Indovina, Luigi Campisi, Massimo Cavallaro, Federigo Ceci, Simone Contin, Anis Gharbi, Carlotta Lo Greco, Claude Jan, Alla Krasovitzkaya, Ismaila Mbaye, Valentina Pace, Claudio Piano, Antonio Provasio, Giorgio Romanelli, Morena Salvino, Guendalina Tavassi. |
| Uscita | giovedì 29 marzo 2018 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,53 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 9 aprile 2018
Se tutti riportassero un migrante a casa il problema sarebbe risolto: è quello che pensa Mario, deciso a riportare in Senegal un suo 'concorrente' africano. In Italia al Box Office Contromano ha incassato 1,8 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Mario Cavallaro è un abitudinario incallito. Tutto ciò che richiede un cambiamento lo spaventa e lo irrita al contempo. Ha un solo hobby: l'orto che ha realizzato sulla terrazza dello stabile in cui abita nel centro di Milano. Quando si ritrova dinanzi al suo negozio di calze un africano ambulante che vende lo stesso articolo (anche se di qualità inferiore) a prezzi stracciati, elabora un piano che potrebbe servire da modello. Decide di rapirlo e riportarlo in Africa. Se tutti facessero così il problema dell'immigrazione extracomunitaria sarebbe risolto...
La definizione di commedia con la specificazione 'agrodolce' sta un po' stretta a questa quarta prova registica di Antonio Albanese.
L'agro infatti prevale nettamente e se sono poche le occasioni per sorridere, quelle per ridere risultano limitatissime. Perché Albanese questa volta vuole, come lui stesso afferma, "raccontare questioni complesse in modo paradossale" riuscendovi grazie all'iniezione di dolente malinconia che permea l'intero film.
Mario Cavallaro non è un uomo cattivo; è fondamentalmente un uomo solo che ha fatto del non cambiamento uno scudo protettivo che si costella di aculei quando si trova davanti coloro che finiscono con il tentare, con il loro modo di vivere, non di distruggerlo ma solo di scalfirlo. Come tanti di noi risponde in modo infastidito alle richieste di oboli o acquisti di vario genere che gli vengono avanzate da venditori ambulanti che hanno la pelle di un colore diverso dal suo. Non sa che in Africa si dice che "chiedere non è rubare" ma sperimenta solo l'insistenza nella richiesta che può fare la differenza.
Anche la sua 'vittima', che si porta dietro quella che presenta come sorella, non è priva di difetti e questo è un elemento che accresce il valore di una sceneggiatura che, fatto salvo il ridondante predicozzo finale, non vuole indulgere né alla retorica né al manicheismo. Da una parte e dall'altra ciò di cui ci si è privati (le proprie origini per gli uni e una vita che contempli un lasciarsi andare al sentimento per l'altro) ha finito con l'imprimere un segno e con lo spingere a una coazione a ripetere gli errori.
Albanese ci vuole invitare a sperare in qualche piccola crepa che consenta di arrivare, se non allo sgretolamento, almeno a una breccia nei muri divisori. Così da permetterci di guardare all'altro, al diverso da noi non ingenuamente (perché sarebbe stupido farlo) ma neanche arroccati nel pregiudizio. Mario, Oba e Dalida sono chiamati a un on the road che non va solo da Milano al Senegal ma dal proprio io passato al proprio io futuro.
Antonio Albanese, al suo quarto lavoro che lo vede impegnato anche dietro alla macchina da presa oltre che come attore, porta sul grande schermo un’opera che si discosta dai suoi precedenti lavori. In questo caso la comicità non è l’elemento preponderante del film, anzi, il regista lombardo di origini siciliane, struttura la vicenda volendoci raccontare temi profondi [...] Vai alla recensione »
Primo film sull'emigrante borghese italiano e prima deportazione semi-consensuale di una coppia di senegalesi nella loro terra: in una Milano dove anche gli italiani frugano nelle pattumiere, anche loro sono a disagio. Dopo tanti film sul dogma "immigrati sfruttati e italiani sfruttatori", Contromano di Antonio Albanese discute il preconcetto, perché il senegalese ha il permesso di soggiorno scaduto [...] Vai alla recensione »