Il Grande Match

Film 2013 | Commedia, +13 113 min.

Regia di Peter Segal. Un film con Sylvester Stallone, Robert De Niro, Kevin Hart, Alan Arkin, Kim Basinger. Cast completo Titolo originale: Grudge Match. Genere Commedia, - USA, 2013, durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 9 gennaio 2014 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,12 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 14 gennaio 2014

Una commedia su due pugili in pensione, decisi a tornare sul ring per un ultimo incontro. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Razzie Awards, In Italia al Box Office Il Grande Match ha incassato 1 milioni di euro .

Il Grande Match è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato no!
2,12/5
MYMOVIES 1,50
CRITICA 2,13
PUBBLICO 2,72
CONSIGLIATO NÌ
Cinema solo apparentemente sportivo e in realtà tutto centrato sulla rivincita degli anziani.
Recensione di Gabriele Niola
martedì 7 gennaio 2014
Recensione di Gabriele Niola
martedì 7 gennaio 2014

Umiliati dal mondo dei media moderno, incapaci di comprendere a pieno i mutamenti che li circondano ma fedeli ai sentimenti più onesti, due anziani ex pugili cercano di rimanere a galla e recuperare le occasioni professionali e familiari perse in gioventù.
Si sono incontrati due volte sul ring e hanno vinto una volta ciascuno, poi la vita privata ha portato uno dei due a non voler più incontrare l'altro, privandolo di quello a cui tiene di più: una rivincita. Ora tutti sembrano di colpo interessati a loro e alla loro rivalità, tanto che l'idea di un nuovo incontro, nonostante l'età avanzata, diventa una gallina dalle uova d'oro della quale, viste le difficoltà economiche, sono costretti ad approfittare riaprendo vecchie ferite.
Nonostante non venga mai detto esplicitamente Il grande match si fa latore di una promessa metacinematografica, ovvero mettere sul medesimo ring gli attori al centro di due dei più importanti film di boxe di sempre (e implicitamente due dei personaggi più importanti del cinema sportivo tout court). E di metacinema il film vorrebbe cibarsi davvero con le sue continue citazioni interne, dagli allenamenti di Rocky (ripetuti, presi in giro e sfruttati) alle smorfie di Jake LaMotta fino ai sobborghi white trash in cui macerano i personaggi, solo lievemente aggiornati da qualche pigro riferimento alla crisi attuale, quello che gli manca tuttavia è il fiato necessario per reggere il peso di tante incombenze, finendo schiacciato dai miti che non sa gestire praticamente subito, a pochi minuti dai titoli di testa.
Tagliato sulle misure del cinema di Sylvester Stallone e adattato ai personaggi in cerca di assoluzione personale, propri della china discendente della carriera di Robert De Niro, Il grande match è sostanzialmente una storia di resistenza alla modernità che solo occasionalmente ricalca il cinema sportivo, non perdendo occasione per mettere i propri personaggi nella condizione di essere sfruttati o di canzonare tutto ciò che è recente e attuale. Siano videogiochi, motion capture, arti marziali miste o iPad, quello che non viene dall'era in cui erano giovani è vissuto con un tangibile senso d'opposizione che facilmente sfocia nello scontro. Esiste un mondo presente e uno passato e non sono conciliabili nella visione di Peter Segal (che sembra più che altro quella di Sylvester Stallone se si guarda alla sua filmografia recente) ma separati da un abisso di onestà sentimentale.
Per i presupposti con i quali è stato concepito Il grande match dovrebbe essere capace di fondere diverse mitologie, di unire visioni poco compatibili (quella di Rocky e quella di Toro scatenato per l'appunto) e forse riuscire a dire qualcosa della maniera in cui la carriera degli interpreti sia al medesimo stallo di quella dei personaggi. Obiettivi totalmente fuori dalla portata di un team realizzativo senza nessuna voglia di impegnarsi. Anche poco.
È così che il film lentamente lascia emergere la sua vera ragion d'essere assieme al pubblico per il quale è pensato, non certo quello del cinema sportivo o d'azione (che comunque è lo spettatore che Sylvester Stallone punta e ogni tanto riesce ancora ad intercettare nella sua ricerca dell'eterna giovinezza filmica) ma quello anziano, folto e bisognoso d'intrattenimento oggi più di ieri, disprezzato dai blockbuster e dal cinema action contemporaneo (che ha in mente solo i più giovani) e assetato di eroi che lo rappresentino. O meglio che gli raccontino quello che gli altri film non fanno: una storia di rivincita generazionale in cui la parte del leone la fanno anziani che si comportano come giovani.
Il disastro di Il grande match è però che oltre questa molto puerile voglia di rivincita generazionale non c'è altro. Lo spunto già risibile non è supportato in alcun modo da una scrittura anche solo ai livelli minimi di decenza e, nonostante un po' di autoironia all'acqua di rose, il film in ogni momento ribadisce la serietà del proprio unico fine: celebrare la terza età sovvertendone i principi di inabilità e appassimento.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 19 gennaio 2014
Hidalgo

1976: Rocky, di John G. Avildsen, vince tre premi Oscar e lancia un allora poco conosciuto Sylvester Stallone nel mondo del cinema. Rocky Balboa diventerà un mito, e con lui il suo muscoloso protagonista. 1980: Toro Scatenato, di Martin Scorsese, segna forse la più importante collaborazione tra il regista e Robert De Niro; l'interpretazione di Jake LaMotta vale all'attore [...] Vai alla recensione »

Frasi
"NON SEI IL MIO ALLENATORE, AL MASSIMO PUOI AVERLO MANGIATO"
Billy 'The Kid' McDonnen (Robert De Niro)
dal film Il Grande Match - a cura di Valter
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Quanto gioca, il pregiudizio, nella valutazione critica di un film? non poco, cari lerrori. Siamo andati a vedere Il grande match con un pregiudizio - ovvero, un giudizio già formato - pesantuccio. Riassumibile nella seguente frase: ma perché dobbiamo perdere due ore della nostra vita a vedere De Niro e Stallone che fanno a cazzotti alla verde età di 67 (Sly) e 70 (Bob) anni? Poi comincia il film, [...] Vai alla recensione »

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