Big Eyes

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Un film di Tim Burton. Con Amy Adams, Christoph Waltz, Danny Huston, Krysten Ritter, Jason Schwartzman.
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Biografico, Ratings: Kids+13, durata 106 min. - USA 2014. - Lucky Red uscita giovedì 1 gennaio 2015. MYMONETRO Big Eyes * * * - - valutazione media: 3,18 su 61 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

L'apparenza inganna Valutazione 4 stelle su cinque

di andrejuve


Feedback: 5008 | altri commenti e recensioni di andrejuve
lunedì 28 dicembre 2015

“Big Eyes” è un film del 2014 diretto da Tim Burton. Dick Nolan, giornalista all’interno di un giornale scandalistico, è il narratore di questa storia che parte col racconto di Margaret Ulbrich, la quale nel 1958 decide di scappare dalla sua abitazione in California assieme alla figlia Jane per dirigersi a San Francisco, in quanto non riesce più a sostenere la sua relazione col marito Frank. Si trasferisce a San Francisco in cerca di lavoro ma purtroppo, nonostante il suo grande talento come pittrice, le possibilità di trovare un’occupazione sono pochissime. Allora l’unica strada per il guadagno è costituita dalla realizzazione di ritratti dipinti e venduti per la strada, anche se il guadagno è minimo. E’ li’ che viene a conoscenza di un altro pittore di strada di nome Walter Keane, il quale cerca di approcciarsi a Margaret, per la quale prova una forte attrazione. Walter è un agente immobiliare e come hobby dipinge dei vicoli di Parigi, città nella quale afferma di aver vissuto a lungo e dove ha effettuato i suoi studi in una delle più importanti Università artistiche. Margaret si fa notare per una caratteristica particolare che consiste nel dipingere soggetti  femminili di tenera età, spesso corrispondenti alla figlia Jane, con occhi di dimensioni sproporzionate al resto del corpo per sottolineare che quella parte del corpo riesce a caratterizzare al meglio i soggetti delle tele. I due cominciano a conoscersi e Walter, dopo che l’ex marito di Margaret pretende che le venga assegnata la figlia Jane, propone a Margaret di sposarla. Anche se appare tutto molto affrettato Margaret, affascinata dal carisma e dall’intraprendenza di Walter, decide di sposarlo. I due si sposano nelle Hawaii e il primo periodo di nozze è felice e roseo. Walter è letteralmente affascinato dallo stile di pittura di Margaret e vorrebbe che i suoi quadri venissero esposti in importanti gallerie d’arte, le quali rifiutano ogni proposta a causa dell’affermarsi dell’arte astratta in quel periodo storico. Durante una serata in un famoso locale della zona Walter chiede al proprietario Enrico Banducci di poter esporre i suoi quadri e quelli della moglie. Banducci glielo concede dedicandogli però solo il corridoio diretto verso i bagni del locale, scatenando le ire di Walter, il quale discute in maniera accesa con Banducci scaraventandogli addirittura uno dei quadri di sua moglie in testa. L’avvenimento suscita grande scalpore, il giornalista Dick Nolan si interessa della storia e la gente incuriosita si reca con molta più frequenza all’interno del locale per ammirare le opere esposte. Walter nota che la maggior parte delle attenzioni del pubblico è rivolta verso i dipinti di Margaret. Allora Walter, approfittando del fatto che molti quadri di Margaret sono stati firmati col cognome acquisito “Keane”, decide di appropriarsi fraudolentemente della paternità di queste opere, affermando di essere lui il vero autore. Questo perché grazie alla sua spigliatezza e alla sua furbizia ha una capacità notevole di concludere affari importanti. Margaret scopre lo stratagemma di Walter e, nonostante sia enormemente delusa e tenti di opporsi fermamente, accetta questa situazione in quanto il guadagno economico risulta inarrestabile e costante. Ormai le opere di Margaret, attribuite a Walter, sono famosissime e ne vengono vendute addirittura delle copie nei supermercati. Nel frattempo la relazione tra Margaret e Walter è sempre più in crisi e Margaret non riesce più ad accettare questa drammatica situazione. Ribellarsi alla sete di guadagno e di successo e alla malvagità di Walter non sarà facile e Margaret dovrà ricavare una grande forza interiore mai avuta sino ad ora. Inoltre Margaret scopre che le bugie di Walter riguardano anche molti aspetti della sua vita raccontati alla moglie. La pellicola effettua innanzitutto una critica nei confronti della falsità dell’essere umano che viene impersonificata dal personaggio di Walter Keane. Walter è un uomo brillante, estroverso e affascinante, capace di trarre beneficio da ogni occasione che si crea davanti a lui. Per fare questo purtroppo utilizza bugie, menzogne e falsità che lo aiutano a raggiungere qualsiasi obiettivo egli si ponga, riuscendo ad aggirare qualsiasi tipo di ostacolo. Il vero obiettivo di Walter è il raggiungimento di un guadagno economico e di un profitto sempre maggiore a prescindere da come esso venga conseguito. Cosi facendo però si impossessa dell’identità della moglie Margaret in quanto i dipinti di quest’ultima rispecchiano a pieno le sue emozioni, le sue sensazioni e i suoi sentimenti. Ogni quadro racconta un pezzo di storia personale di Margaret e nessuno può appropriarsene e approfittarne per perseguire meri interessi personali. Mentre Walter è l’emblema della meschinità dell’uomo Margaret invece è una donna molto timida, introversa e a tratti ingenua in quanto è incapace di riuscire ad inquadrare la personalità delle persone che le stanno accanto. Infatti, in preda a grosse difficoltà psicologiche ed economiche, accetta immediatamente la mano di Walter senza effettuare un’approfondita riflessione e credendo che questo importante passo potesse costituire un punto di svolta definitivo all’interno della sua esistenza fino a quel momento ricca di delusioni. Quella che inizialmente era paragonabile ad una fiaba si rivelerà un incubo che influirà negativamente sulla personalità di Margaret, la quale è costretta a mantenere un terribile segreto e a tradire addirittura la sua amata figlia oltre a sé stessa. Cosi facendo perde la cognizione con la realtà circostante, privandosi della dignità e dell’orgoglio personale. Margaret è una donna in gabbia, imprigionata dalle minacce e dalle continue pretese di un marito che lei non ama più ma dal quale ha paura di distaccarsi a causa della sua sete di gloria incessante che lo porta ad assumere un comportamento crudele, malvagio e disumano. Alla fine sono sempre i soldi a mutare negativamente un individuo. Il denaro non fa la felicità e Walter non può pretendere di acquistare l’amore di Margaret attraverso il lusso sfrenato o la ricchezza. Il rapporto di coppia dovrebbe basarsi sulla lealtà e sulla fiducia reciproca e infatti molte delle crisi coniugali derivano dalle menzogne e dalle fandonie di una delle due parti o, peggio ancora, di entrambe. Il problema è che è stata la stessa Margaret, attraverso il suo comportamento accondiscendente, a contribuire a creare questa paradossale situazione senza avere il coraggio di ribellarsi e opporsi ad un’eclatante quanto paradossale ingiustizia. Margaret non è più considerata una persona ma è una semplice quanto inutile figura ingombrante posta dietro alla supremazia incontrastata dello spietato Walter. Margaret perde la fiducia in sé stessa, e un senso di forte rassegnazione e delusione la pervade. E’ come se lei stessa fosse uno dei tanti ritratti tristi imprigionati all’interno di un quadro, senza avere la possibilità di uscire da una gabbia che appare indistruttibile. L’impossibilità di poter sfogarsi liberamente e di confidare ad altre persone il proprio segreto la rende inerme, impotente e sfiduciata nei confronti di un futuro che si preannuncia privo di speranza, di serenità e di soddisfazioni personali. L’unico modo per mutare questa realtà è quello di liberarsi di questo pesantissimo macigno che le causa un enorme disagio e le impedisce di godere a pieno della vita. E’ solo ribellandosi e rivendicando il proprio lavoro e gli innumerevoli sacrifici che può essere effettuato un radicale cambiamento, perché attraverso la tacita accettazione di una condizione pregiudizievole si rischia di dover affrontare un crollo psicologico e morale irrimediabile. In sostanza l’egoismo di Walter causa in Margaret una perdita della propria identità che deve essere a tutti i costi ritrovata e valorizzata. Molto spesso l’apparenza prevale sulla realtà e l’uomo è incapace di distinguere la verità dalla finzione, anzi a volte appare più semplice accettare consapevolmente una falsità piuttosto che affrontare una realtà scomoda e complessa. L’arte dovrebbe essere espressione delle singole emozioni dell’artista e nessuno può sostituirsi e impadronirsi della personalità, della caratterizzazione e della storia di un altro essere umano. Invece questo film ci fa capire che nel mondo dell’arte, cosi come in altri campi, si viene riconosciuti non per le proprie competenze e per la capacità di trasmettere sincere sensazioni, ma per circostanze esterne e per aspetti che dovrebbero essere irrilevanti e rappresentare un semplice contorno. La società che ci circonda è ipocrita, ignorante e superficiale in quanto come delle pecore segue il proprio pastore costituito dalla moda. Le usanze collettive prevalgono sul singolo pensiero e sulle singole opinioni di ciascuno di noi. Ormai l’uomo non è più libero di pensare e di riflettere in maniera obiettiva e razionale, credendo a tutto quello che viene raccontato senza effettuare gli opportuni approfondimenti del caso e senza la voglia di conoscere realmente i fatti. Gli occhi raffigurati da Margaret effettivamente rappresentano lo specchio dell’anima di ognuno di noi e nessun altro organo riesce a cogliere a pieno la spontaneità e i sentimenti dell’uomo. Non a caso Margaret dipinge solo i bambini, i quali sono gli unici ad incarnare la sincerità e l’affetto nei confronti di coloro che amano e ai quali vogliono bene. Gli occhi di Walter sarebbero indecifrabili cosi come la sua personalità ambigua e indefinibile anche da lui stesso, il quale essendo costretto a recitare e ad apparire per ciò che non è realmente, non riesce più a comprendere quale sia il suo vero volto. In questa situazione l’unica speranza è riposta nei confronti del rapporto di amore sincero tra Margaret e Jane, l’unica a sostenere la madre nei momenti di più grande difficoltà. Il vero affetto fornisce una forza di volontà per ritornare a vivere e a riscoprire aspetti dell’esistenza ormai trascurati. Un bel film che, attraverso la maestria di Tim Burton, narra una curiosa, emozionante e coinvolgente storia realmente accaduta. Grandissime le interpretazioni di Amy Adams, nei panni di Margaret Ulbrich, la quale rappresenta una delle migliori giovani attrici all’interno del panorama cinematografico, e dello straordinario Christoph Waltz, in quelli dello spregevole Walter Keane, che si conferma uno degli attori più brillanti e camaleontici degli ultimi anni. Un film che consiglio vivamente di vedere.

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