| Titolo originale | Open Grave |
| Anno | 2012 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Gonzalo Lopez-Gallego |
| Attori | Sharlto Copley, Erin Richards, Josie Ho, Max Wrottesley, Thomas Kretschmann Joseph Morgan, Márta Szabó, Balázs Szitás, Zsuzsa Szabados, Tofi Seffer, Éva Botos, Kati Dombi, Araceli Sanz, Pedro De Santiago. |
| Uscita | mercoledì 14 agosto 2013 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,16 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 28 febbraio 2014
Privi di memoria, assediati da esseri umani che sembrano bestie, in capaci di fidarsi gli uni degli altri e intenti a ricostruire cosa sia successo, un gruppo di persone cerca di rimanere in vita. In Italia al Box Office Open Grave ha incassato 238 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Un uomo si sveglia in mezzo a diversi cadaveri dentro una fossa a cielo aperto, una donna gli cala dall’alto una corda, con lei, fuori dalla fossa altri uomini e donne abitano un casale nel bosco. Nessuno ricorda nulla, nè come siano finiti là, nè cosa stessero facendo, nè chi siano o se si conoscessero già in precedenza. L’unica che sembra sapere tutto è una ragazza asiatica muta che non conosce la scrittura occidentale. E’ tuttavia evidente che qualcosa di pericoloso sta succedendo: il circondario dell’appezzamento in cui si ritrovano i protagonisti è infestato da esseri umani caratterizzati da atteggiamenti animali o da insani di mente, tempestati da manie omicide brutali. La soluzione sembra risiedere nelle memorie che lentamente cominciano a tornare.
Attraverso una struttura che procede partendo in media res e arrivando solo alla fine a svelare l’inizio della storia e quindi il suo senso, Open grave cerca di prendere da un verso differente un genere abbastanza abusato, sfruttando suspense e colpi di scena indotti da questa tecnica.
Purtroppo però il gioco non riesce realmente, la tecnica del ribaltamento della consueta struttura narrativa è solo fumo negli occhi e non genera la tensione che dovrebbe poichè personaggi e situazioni irrimediabilmente navigano nella mancanza di interesse. Non c’è reale affezione nè reale odio per i diversi caratteri, l’aria e il genere del film si intuiscono immediatamente e dopo molto poco il banale si fa strada addirittura nei colpi di scena, poichè essi, di svelamento in svelamento, riconducono storia e situazioni verso i lidi più noti e quindi prevedibili.
Mancando inevitabilmente la tensione data dal mistero sulla quale erano state puntate tutte le carte del film, Open grave esaurisce il ritmo narrativo dopo molto poco. Incapace di sostenere il resto del racconto con una messa in scena comunque appassionante o anche solo asciutta a sufficienza da rendere piacevole la reiterazione di regole, luoghi comuni e assunti del genere cui appartiene, diventa immediatamente una gabbia da cui lo spettatore desidera scappare il prima possibile.
Un uomo si risveglia in una fossa piena di cadaveri. Tirato fuori da una donna misteriosa, arriva ad una casa nella foresta dove trova altri tre uomini e una ragazza. Ognuno di loro si trova nella stessa situazione: perdita completa della memoria e conseguente sfiducia nei confronti del prossimo. Ad aggravare il tutto, nella foresta si nascondono individui che di umano hanno veramente poco.
Riprende conoscenza in una fossa comune, come il colonnello Chabert nel racconto di Balzac. Una ragazza asiatica gli tende la mano, e subito si accorge che la memoria non lo assiste: non sa come si chiama, non sa dove si trova, non sa dove deve andare. Abbiamo l'onore di vederlo in prima mondiale, in Spagna e Stati Uniti il film girato in inglese dal regista madrileno non ha ancora una data d'uscita. [...] Vai alla recensione »