| Anno | 2009 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | Gran Bretagna, USA, Canada |
| Durata | 163 minuti |
| Regia di | Zack Snyder |
| Attori | Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan Patrick Wilson, Carla Gugino, Stephen McHattie, Matt Frewer, Sonya Salomaa, Niall Matter, Laura Mennell, Danny Woodburn, Carrie Genzel, Glenn Ennis, Dan Payne, Apollonia Vanova, Darryl Scheelar, Clint Carleton, Kevin McNulty. |
| Uscita | venerdì 6 marzo 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,82 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 20 ottobre 2016
In un'ipotetica America, in cui Richard Nixon è ancora al potere, si fronteggiano i blocchi contrapposti USA e URSS. In Italia al Box Office Watchmen ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 2,8 milioni di euro e 1,2 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Ottobre 1985. Un uomo precipita dall'alto di un palazzo di New York e una goccia di sangue macchia per sempre un sorriso. Edward Blake, il Comico, è morto, non è più tempo di scherzi. Rorschach era un suo collega ed ora è inquieto. Si è convinto che Blake fosse solo il primo della lista, qualcuno sta complottando contro gli avventurieri in costume e lui si deve affrettare ad avvertire gli ex compagni, ridotti all'inattività dal decreto Keene. Jon Osterman, ovvero dottor Manhattan ovvero il deterrente nucleare in mano agli Stati Uniti, la sua ragazza Laurie Spettro di Seta (II), il fedele amico Dan Gufo Notturno (II), e l'uomo più intelligente del mondo, Adrian - Ozymandias - Veidt, devono sapere e tornare in azione. Ma Jon si è autoesiliato su Marte e Rorschach cade a sua volta in un'imboscata. Sull'orologio dell'apocalisse, la mezzanotte si fa sempre più vicina.
Opera di carta dei britannici Alan Moore, alla scrittura, e Dave Gibbons, al disegno, il graphic novel Watchmen, al momento della sortita, riscrive le regole dell'universo di appartenenza, quello dei supereroi. I giustizieri che vivono nell'epoca della terza candidatura di Nixon e della vittoria americana in Vietnam non hanno superpoteri - con l'eccezione dell'iperbolico Manhattan - sono sporchi di malefatte, zavorrati dalle nevrosi e corteggiati dal delirio, sia esso di onnipotenza o di indifferenza. Si muovono dentro colori acidi, pagine di letteratura, echi di Shelley, Dylan, Giobbe, Einstein e Jung.
La trasposizione cinematografica di Zack Snyder, fedelissima là dove il concetto di tradimento non calcola l'omissione (necessaria), vibra di devota passione al modello, sboccia con dei titoli di testa che non possono non dirsi incantevoli e resta in fiore per una buona metà del tempo, senza mai veramente accasciarsi ma appassendo naturalmente verso l'epilogo, luogo della resa dei conti col fumetto.
Snyder non è regista di sottigliezze e basso profilo e non indossa guanti bianchi. La sua mano è pesante, non conosce astrazione; smargiasso, fa un frullato di alcuni delle migliori canzoni di fine millennio e le usa a commento, letterale didascalia; ringiovanisce, abbellisce, insomma ridisegna, pur conservando le immagini più eloquenti e in buona parte il piacere del testo. L'universo simbolico e l'aspirazione alla rottura evaporano e quel che resta è una buona pellicola superomistica.
Watchmen film è ciò che Snyder ha visto nelle tavole di Moore, la sua personale interpretazione delle macchie di Rorschach, giusta o ingiusta non è lecito dire; l'ultima parola, l'arma letale - avverte il film - è un telecomando. Certo il test è superato, il dogma dell'infattibilità smentito e gli "uomini straordinari" di leggendaria sfortuna cinematografica risarciti e sostituiti da una corte di ben più appassionati e appassionanti guardiani da guardare.
Tutti si ostinano a dire che Watchmen è un brutto film, alcuni lo dicono perchè non hanno capito molto della storia, sostenendo di avere perso tempo e denaro, altri dichiarano che sia una presa in giro della graphic novel da cui si ispira. Io ho letto sia il fumetto ed ho guardato il film, mi sono piaciuti tutti e due enormemente, ovviamente la storia di Moore è ripiena di dettagli e particolari che [...] Vai alla recensione »
Ad essere sinceri, quando l'eterno progetto di trarre un film da una delle più belle graphic novel di tutti i tempi aveva trovato finalmente una produzione, un budget e un regista, abbiamo esultato. Quel capolavoro del binomio Alan Moore-Dave Gibbons ha rivoluzionato l'universo delle nuvole parlanti, decostruendo la figura stereotipata del supereroe per riportarlo sulla terra, condendolo di nevrosi [...] Vai alla recensione »