| Titolo originale | Happy Ever Afters |
| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Irlanda |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Stephen Burke |
| Attori | Sally Hawkins, Tom Riley, Jade Yourell, Ariyon Bakare, Sinead Maguire (II) Tina Kellegher, Deirdre Molloy, Jill Murphy, Simon Delaney, Leroy Harris, Cillian Byrne, Cian Byrne, Peter Byrne, Lenny Hayden, Eamonn Hunt, Jonathan White. |
| Uscita | venerdì 27 agosto 2010 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 2,28 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 dicembre 2012
Le cerimonie di due matrimoni si scontrano quando arrivano tutti insieme allo stesso hotel per festeggiare. In Italia al Box Office Indovina chi sposa Sally ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 27,3 mila euro e 13 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Nel giorno dei loro rispettivi matrimoni, Freddie e Maura sono molto nervosi e pieni di dubbi. Lui è un trentenne pavido e insicuro che sta per sposarsi per la seconda volta con la stessa donna dopo un primo matrimonio finito fra psicanalisi e antidepressivi, lei è una madre single con avviso di sfratto decisa a sposare per motivi economici uno sconosciuto a cui serve la cittadinanza irlandese. Le due cerimonie avvengono in parallelo, ma sono destinate a incrociarsi nello stesso albergo durante i festeggiamenti e a far crollare i reciproci equilibri precari delle due coppie.
Che il matrimonio idilliaco e vestito di bianco immacolato sia solo il residuo di un sentimentalismo fiabesco, il cinema ce la racconta ironicamente dai tempi della screwball americana e della commedia del "rimatrimonio", in cui mogli e mariti passavano dallo stato di coniugi a divorziati alla velocità di un taglio di montaggio. Non a caso, la commedia brillante ha sempre preferito i divorzi ai matrimoni e anche quando si è concentrata solo sulle cerimonie di nozze, si è divertita più a raccontarne i "rumori fuori scena" che il sogno romantico dal sapore dolce-confetto.
Indovina chi sposa Sally rientra in questa visione laica e maliziosa della sacra promessa, incrociando ben due matrimoni infelici e cercando di coniugare il dialogo arguto della vicina corrente inglese (il coté Quattro matrimoni e un funerale) con la tradizione più fisica e mimica dello humour americano sullo sfondo del paesaggio costiero irlandese. Tuttavia, quando due specifiche correnti umoristiche decidono di sposarsi fra loro, si può solo sperare che non sia un matrimonio di convenienza, o ancor peggio riparatore. I dubbi sono legittimi soprattutto di fronte a un film come questo, dove ogni convenzione del genere regredisce fino al grado zero e viene rigidamente riproposta nella sua forma più elementare, dove ogni momento presupposto all'ironia viene come trasportato indietro nel tempo fino alle gag delle comiche del muto. I due personaggi principali, i rispettivi partner e tutta l'ordinaria lista di invitati ubriachi, molesti e assatanati, sono chiamati a sostenere il connubio mediante smorfie, goffaggini e buffonerie varie dotate di un dinamismo rappreso, raffermo, quasi arcaico nella sua ingenuità.
Fra gli attori chiamati a riaffrescare questo vecchio repertorio di comiche, è proprio la Sally Hawkins su cui ha puntato tutto anche il titolo della distribuzione italiana a sembrare la più fuori luogo.
Dalla sobrietà della Mary Poppins neorealista di Mike Leigh (Happy-Go-Lucky) a questa commedia per famiglie senza riso né confetti, in effetti corre la stessa differenza che c'è fra una corposa e amarognola birra irlandese e una pinta annacquata.
Film statico, a tratti noioso, senza ritmo. Sembra quasi che sia stato montato male. Però si lascia guardare, in quanto il soggetto non è male. Sicuramente è un film che non trasmette nulla, tranne la voglia di spegnere il lettore dvd.
Sally Hawkins, protagonista de La felicità porta fortuna di Mike Leigh, può risultare irresistibile o irritante: chi scrive propende per la seconda, e dunque il fatto che sia lei la mattatrice della commedia romantica dell'esordiente irlandese Burke non depone a favore della riuscita del film. La storia è improbabile, ma avrebbe potuto dare luogo ad una farsa sul modello delle screwball comedy americane: [...] Vai alla recensione »