| Titolo originale | Comme les autres |
| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Vincent Garenq |
| Attori | Lambert Wilson, Pilar López de Ayala, Pascal Elbé, Anne Brochet, Andrée Damant Florence Darel, Marc Duret, Liliane Cebrian, Luis Jaime Cortez, Catherine Erhardy, Eriq Ebouaney, Agathe Chouchan, Esther Sironneau, Juliette Degenne, Sophie-Charlotte Husson. |
| Uscita | venerdì 19 dicembre 2008 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 2,53 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 8 marzo 2010
Determinato ad adottare un figlio, il pediatra gay Manu, decide di lasciare il suo compagno Philippe dopo che questi si è dimostrato restio per l'ennesima volta. Troverà forse la partner ideale in una ragazza colombiana... In Italia al Box Office Baby Love ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 152 mila euro e 15,1 mila euro nel primo weekend.
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Emmanuel e Philippe sono una coppia solida e innamorata, ma il desiderio di paternità di Emmanuel è talmente forte e la resistenza di Philippe talmente salda che la loro relazione si spezza. Una ragazza argentina incontrata per caso, in occasione di un tamponamento stradale, pare risolvere ciò che sembrava infattibile: farà lei un figlio a Manu, in cambio di un matrimonio di convenienza che la tolga dallo stato di clandestinità. Eppure i tre non hanno fatto i conti con gli imprevisti del caso, vale a dire dell'amore.
L'opera prima di Vincent Garenq è uno specchietto per le allodole. Il tema della possibilità di una famiglia omoparentale si trasferisce dal dibattito etico-politico allo schermo cinematografico senza che questa traduzione comporti un reale cambio di registro: preoccupato di raggiungere un ampio target, Baby Love lascia dialogare tra loro le diverse posizioni, alterna slanci e pudori, mima una profondità di sguardo che non possiede.
Garbato, sensibile, romantico è tutto ciò che la realtà in questi casi non sarebbe; cinema di evasione in senso letterale, fuga nella favola, tesi. Il campanello d'allarme, in questo senso, lo offre l'ambientazione: il pediatra Manu abita a Belleville, quartiere-laboratorio di integrazione multietnica, e ci tiene a farlo presente all'assistente sociale che esamina la sua candidatura a genitore adottivo, ma non c'è ragione nel film perché abiti lì piuttosto che altrove. È l'insolito per l'insolito, il detto al posto del mostrato.
Tutto ciò non toglie nulla ad una pellicola che procede spedita, forte di ottimi attori -la coppia Lambert Wilson e Pascal Elbé, la bella intrusa Pilar Lopez De Ayala-, con una matematica dei sentimenti che nulla tralascia e nulla storpia e un unico neo di superficie nel doppiaggio. Tuttavia, in questo cinema dove l'amore omosessuale è uno sguardo rubato e quello del regista uno sguardo moderato, lo sguardo che emoziona di più è quello mancato, quello che la coppia felice sottrae alla madre surrogata: umano e disumano, credibilmente vero.
Garenq raccoglie la sfida di raccontare una possibilità, ma non solo non ha il coraggio di scegliere se far star in piedi o meno il suo triangolo non euclideo, ma di fatto non cerca un'idea -non si pretende di regia ma almeno di sceneggiatura- per narare quella che in fondo è esattamente una ricerca d'identità. Sceglie la medietas della commedia dal retrogusto amaro, del divertimento rigato di dramma, pecca, in fondo, di prodigalità: dà un po' a ciascuno per piacere a tutti. Peccato che l'amore sia un sentimento esclusivo.
La scena di amore carnale tra il gay e la godibilissima (malcapitata) etero c'illude per un momento che il prodotto di due perversioni nella stessa persona possa dare per risultato la normalità: come dire meno per meno più. Ma non è così, l'algebra non c'entra, così come a nostro giudizio non c'entra neanche la geometria con i suoi triangoli: la coppia di maschi non smette mai di amarsi, i loro due [...] Vai alla recensione »
Piacevole, spiritosa e financo tenera commedia francese, che affronta con ironia un tema spinoso . Dunque in Baby Love, scritto e diretto da Vincent Garenq il pediatra parigino gay Emmanuel (Lambert Wilson) annuncia al compagno avvocato Philippe (Pascal Elbé) di aver fatto richiesta d'adozione. L'altro, che di figli non ne vuol sapere, prende e se ne va.