Il sole nero

Film 2006 | Drammatico 104 min.

Regia di Krzysztof Zanussi. Un film con Valeria Golino, Kaspar Capparoni, Lorenzo Balducci, Mariella Lo Sardo, Toni Bertorelli. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, 2006, durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 15 giugno 2007 - MYmonetro 2,67 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Agata ha finalmente trovato il vero amore nella persona del suo giovane marito Manfredi. Ma il sogno si trasforma drammaticamente in incubo, costringendola a scegliere tra perdono e vendetta. In Italia al Box Office Il sole nero ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 44,3 mila euro e 27,5 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,67/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,00
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO NÌ
Formalmente elegante e rigoroso, l'amour fou raccontato con freddezza da Zanussi.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 13 giugno 2007
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 13 giugno 2007

Agata e Manfredi si amano di un amore assoluto. Dopo una notte di passione in cui i giovani sposi progettano un figlio e il futuro, Manfredi viene ucciso per noia e invidia da un vicino di casa balordo, celato dietro una persiana. Agata, impazzita per la perdita prematura del marito, è decisa a vendicarsi. Diffidente nei confronti dello Stato e della sua giustizia, Agata riconosce, pedina e inchioda al suo destino l'assassino del compagno.
Dopo l'elaborazione del lutto sentimentale dell'ambasciatore "non grato" e polacco del film precedente, Zanussi gira un melodramma metafisico ispirato a un fatto di cronaca accaduto nella provincia catanese. Nella città siciliana cova il dolore e la vendetta di una sposa che il capriccio di un "angelo caduto" ha reso dissennata e vedova. Formalmente elegante e rigoroso, il cinema del regista polacco risulta composto e distante nel trattare l'amour fou. La freddezza del film risiede nella volontà di non intervenire se non coi fatti, un metodo oggettivo tenacemente attaccato allo stato delle cose piuttosto che ai sentimenti.
Neppure la morbidezza della Golino riesce a creare il caos necessario a scompigliare le perfette geometrie esistenziali del film, la passione eccessiva e totale di Agata per Manfredi è tragica ma priva di vertigine. Lontani dalla Sicilia che "respira" di Crialese, i bei lineamenti dell'attrice sembrano piuttosto raffreddati dalla direzione di Zanussi, che non si annienta mai nel suo personaggio. Persino il mare di Siracusa che "infrange" Catania (il film è stato girato nelle due città siciliane che per licenza poetica diventano una sola) resiste alla sua macchina da presa, incapace di esplorarne l'identità profonda.
Le incertezze fisiologiche, la Tradizione, la profondità storica della Sicilia restano impermeabili allo sguardo "straniero" del regista, che non raccoglie l'emozione della sua eroina e che contrasta il racconto invece di accompagnarlo. È un film di oggetti, di superfici (quadri, specchi, pavimenti, tavoli e tavole da obitorio), di dettagli distribuiti per restituire il punto di vista di Agata, che nello sfiorare la realtà non fa che rivelarsene estranea, incapace a coglierla se non frantumata e alienata. Più abile e a suo agio nello sfruttare la situazione nascosta dietro le apparenze della situazione evidente, Zanussi sacrifica l'anima melò a quella metafisica e affronta il tema della giustizia intesa come conoscenza assoluta attraverso un caso di cronaca nera: la favola d'amore interrotta di una sposa. Nel Bel Paese che ha spinto all'estremo l'impunibilità, il regista segue il proposito di giustizia (sommaria) di una donna immobile e disumana, chiusa alle sollecitazioni esterne. Le mancanze dello Stato, che toglie otto anni di vita a un omicida che ha eliminato una vita intera, vengono sostituite con la miseria morale della protagonista, inesorabile giustiziera. La colpa di Agata è la stessa che condanna la sua vittima: la disumanità di un atteggiamento contratto in una dimensione irreale, quella dello studio di posa che introduce il film e in cui il film si perde.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Trionfante, l'arcangelo Michele si erge sopra Satana, steso a terra ma non del tutto vinto, e anzi fatto ancor più minaccioso dalla lotta terribile ingaggiata con il suo nemico. Così, secondo un'iconografia antica, si vede in un quadro cupo che sta nella grande casa di Agata (Valeria Golino) e Manfredi (Lorenzo Balducci). E infattitra il Bene e il Male che si combattono, e che combattendosi si alimentano [...] Vai alla recensione »

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