| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Gran Bretagna, USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | James Marsh |
| Attori | Gael García Bernal, William Hurt, Pell James, Paul Dano, Laura Harring, Mohammad Ahmed Derek Alvarado. |
| Uscita | venerdì 25 novembre 2005 |
| MYmonetro | 3,01 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 27 aprile 2015
Elvis Valdarez, figlio illegittimo di un pastore battista, cerca l'amore e il riscatto. Respinto dal padre - un Williama Hurt superlativo - e accolto dalla sorellastra, ignara del legame, il ragazzo sconvolgerà tragicamente l'equilibrio familiare. In Italia al Box Office The King ha incassato 32,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Elvis Valdarez, riformato dalla Marina Americana, decide di tornare a casa. Una casa mai vista e mai abitata, dove vive suo padre, il pastore battista David Sandow. Conosciuto attraverso i racconti della madre ormai defunta, David Sandow è l'unico "luogo" in cui Elvis può andare, l'unica persona che può interrogare per scoprire il proprio passato, per apprendere le sue origini. Ma la sua auto di seconda mano si fa presto notare a Corpus Christi, nel Texas, dove il padre vive e si accompagna a una moglie devota e ai figli Paul e Malerie. Padre di famiglia e padre (spirituale) della comunità, David non sembra gradire i rigurgiti del passato né tantomeno il figlio illegittimo. Allontanato e rifiutato bruscamente, Elvis diviene la nemesi della famiglia Sandow, di cui corteggerà la figlia/sorellastra ben oltre la soglia di casa. Usurpato il fuoco domestico, Elvis li trascinerà con sé all'inferno.
Presentato a Cannes 2005 nella sezione "Un Certain Regard", il primo lungometraggio del blasonato documentarista James Marsh è una tragedia che nasce da un abbandono e da un non riconoscimento. Elvis, il personaggio creato dalla penna di Milo Addica (nominato all'Oscar per Monster's Ball) e di James Marsh, è l'eroe tragico di una provincia americana che ricerca la vendetta e ottiene l'annientamento di un'intera famiglia. Inconsapevole, come l'Edipo di Sofocle che incontrò e amò sua madre, Elvis incontra e innamora la sorellastra; come Edipo è portatore di hybris, orgoglio gratuito ed aggressivo. L'ambizione smodata di Elvis, un ambiguo Gael Garcia Bernal, è ottenere l'amore del padre ma il pastore, un William Hurt superlativo e figlio di un dio maggiore, nega per la seconda volta l'affetto a quel figlio smarrito, provocandone l'ira. La privazione si trasforma allora in desiderio di potere, il padre diventa re da usurpare con un gesto finale: Elvis, dentro un fast-food, si confeziona una corona di carta e si proclama re.
L'incapacità del padre e del figlio di accettare il compromesso, la rielaborazione del passato e del peccato, non può che portare alla catastrofe dei contendenti e di tutti quelli che dipendono da loro. Scritto da un agnostico e da un cristiano convertito, The King è tragico e mistico insieme. In tempi bui per la ragione e per l'uomo al protagonista, fatto scempio di sé e degli altri, non rimane che affidarsi alle mani dell'unico (forse) Re.
“The King” è uno di quei film che lasciano senza parole. Sconvolgente. Si esce dal film con un gran senso di vuoto, dovuto all’ incredibile vicenda narrata. E’ tuttavia un film molto difficile. Ho provato a rivederlo una seconda volta, a distanza di tempo, è servito molto. Secondo me si tratta di una straordinaria fotografia su una realtà troppo spesso sottovalut [...] Vai alla recensione »
Un film da maneggiare con destrezza, come un`arma contundente The King di James Marsh in uscita nelle sale dal 25 novembre e film d'apertura (non è un caso) al Roma Film Festival. Presentato a Un certain regard a Cannes 2005 espone come un gioiello Gael Garcia Bernal, la scoperta adolescente, la purezza dello sguardo tale da poter «essere» il giovane Ernesto Guevara.