| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Cina |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Yazhou Yang |
| Attori | Ni Ping, Dahong Ni . |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Un titolo granitico, a tratti lento ma mai fermo, che trova scorci di poesia in mezzo a polvere e fango, scongiurando il forte potenziale da mattonata insito in certi modi di trattare taluni argomenti.
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CONSIGLIATO SÌ
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In tempi recentissimi la Cina ha aperto le porte alla critica sociale al cinema, passando in breve tempo dal pionierismo travestito da umorismo nero di Un Funerale dell'altro Mondo di Feng Xiaogang alla rappresentazione tangibile ed attuale di fenomeni contemporanei. E' il caso di Loach is Fish Too, opera con la quale Yang Yazhou si impone con coraggio al grande pubblico nazionale ed internazionale.
Ogni anno milioni di emigrati cinesi si dirigono dalle campagne verso le città, con la speranza di un qualsiasi lavoro che permetta loro di migliorare la propria condizione economica. La megalopoli di Pechino risente in modo particolarmente incisivo del fenomeno, ospitando folle di disperati alla ricerca di una qualsiasi occupazione, non importa se legale. Su questo sfondo si evolve la storia di un uomo e una donna che condividono lo stesso cognome, Niqiu (in inglese Loach, ovvero "pesce barometro"): lui, procacciatore di lavoro per le orde di emigranti, offrirà protezione alla donna, lei, recentemente divorziata e madre di due bambine, lo rifiuterà con orgoglio. Nascerà col tempo un rapporto dalle mille sfumature, forgiato da circostanze estreme in una continua lotta contro un mondo che sa essere meraviglioso quanto crudele.
Lo spirito dell'opera è racchiuso nel titolo, che richiama il main-theme della dignità: il pesce barometro (loach), pur essendo un pesce di modesta prelibatezza, è comunque un pesce, e come tale possiede tutti i valori nutritivi della propria specie. La metafora regge, trasferita in modo incisivo in un messaggio di difesa della dignità umana troppo spesso negata e/o dimenticata. Insito nel percorso di sacrificio e sofferenza vi è una costante, ferrea, necessità di sottolineare la componente di coraggio indispensabile per professare e mantenere la propria umanità, soprattutto in condizioni talvolta inumane. Un titolo granitico, a tratti lento ma mai fermo, che trova scorci di poesia in mezzo a polvere e fango, scongiurando il forte potenziale da mattonata insito in certi modi di trattare taluni argomenti.