| Titolo originale | P3K |
| Anno | 2004 |
| Genere | Animazione |
| Produzione | Canada, Francia, Spagna |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Daniel Robichaud |
| Uscita | giovedì 5 gennaio 2006 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,29 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 2 aprile 2019
L'animazione in 3D di Daniel Robichaud trasporta la storia di Pinocchio nell'anno 3000. Il burattino di legno è mutuato in robot ma sogna sempre di diventare un bambino vero. Lo aiuteranno il padre Geppetto, e la spumeggiante fatina Cyberina. Il film ha ottenuto 1 candidatura al Festival di Giffoni, In Italia al Box Office P3K: Pinocchio 3000 ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 187 mila euro e 123 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Chi non conosce le avventure del burattino di Collodi, disegnate da Walt Disney nel 1940, tradotte per il piccolo schermo da Luigi Comencini, rivisitate sul grande da Roberto Benigni e ora lanciate nel futuro dal canadese Daniel Robichaud? Probabilmente i più piccini a cui naturalmente non ci stanchiamo di raccontarle e a cui suggeriamo di correre numerosi al cinema come nel Paese dei Balocchi, perché il burattino creato con l'animazione 3D conserva "l'anima bella" di Collodi. Trasferito in un futuro lontano dieci secoli, il Pinocchio tecnologico di Mastro Geppetto ha il corpo di metallo, il cuore digitale e un software in testa che "salva in memoria" il bene e il male. Il Pinocchio robot vive a Scamboville, metropoli del 3000, governata da un sindaco che detesta la natura e ha a noia i bambini.
Scamboli, moderno Mangiafuoco, costruisce grattacieli che soffocano il verde e una città dei balocchi con cui irretire e trattenere per sempre i bambini della città. Marlene, figlia ribelle di Scamboli è la versione femminile e rivisitata di Lucignolo, è un ecologista convinta, una ragazza della via Gluck che sogna l'erba dove adesso sorge una città. E poi c'è Geppetto, falegname mutuato in informatico che conserva intatto il sogno di creare un figlio da amare. C'è Cyberina, la fatina olografica che smette i panni turchini e indossa abiti fasciati da Drag Queen, che dispensa consigli e pillole da mandare giù senza zucchero con la bella voce di Platinette.
E c'è ancora il grillo parlante trasformato dalla fantasia degli autori in un cyber-pinguino, tutore confuso ma coscienza diligente che da sempre sa cosa è bene per il suo burattino. Cab e Rodo sono invece la cattiva coscienza tecnologica, gli epigoni maldestri del gatto e la volpe, incapaci però della radicale scelleratezza della loro versione letteraria. In questa trascrizione per lo schermo non manca nemmeno la balena, dal cui ventre Pinocchio salverà una volta ancora il suo amato babbino restituendolo alla vita e rinnovando per sé il miracolo di essere un bambino vero.
La riproduzione dei personaggi di Collodi soffre di un esagerato buonismo che preserva i giovani spettatori dalle amare emozioni suscitate dalla letteratura ottocentesca. Ma se l'addolcimento della visione infantile farà storcere il naso agli adulti, non dispiacerà troppo ai bambini ai quali, si sa, le bugie, soprattutto quelle dal naso lungo e le gambe corte, piacciono tanto.
Gia nel 1940 uscì il Pinocchio della Disney, poi anche Commenci realizzò il suo Pinocchio, poi da Benigni e quest' anno nel 2013 il Pinocchi di Enzo D' Alò anche se non ha avuto una grande fama e nel 2004 il Pinocchio Daniel Robichaud. Tratti dalla bella favola che racconta la storia di un burattino di legno e delle sue avventure.
Un Pinocchio robot del futuro si era già visto con A.I. di Spietberg e Kubrick. Questo, di produzione canadese e realizzato tutto in 3D, è per i più piccoli, con scenografie dai bei colori in stile Guerre stellari. I temi di Collodi sono tradotti in fantascientifico favolistico, con il grillo che diventa un pinguino e Pinocchio che gli risponde “salvato in memoria”.