| Titolo originale | El espinazo del diablo |
| Anno | 2001 |
| Genere | Horror |
| Produzione | Spagna, Messico |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | Guillermo Del Toro |
| Attori | Eduardo Noriega (II), Marisa Paredes, Federico Luppi, Fernando Tielve, Íñigo Garcés Irene Visedo, José Manuel Lorenzo, Paco Maestre, Junio Valverde, Berta Ojea, Adrián Lamana, Daniel Esparza. |
| Uscita | venerdì 30 giugno 2006 |
| Tag | Da vedere 2001 |
| MYmonetro | 3,13 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 13 gennaio 2012
Una desolata landa spagnola. Un imponente edificio come orfanotrofio. Bambini fantasma. In Italia al Box Office La spina del diavolo ha incassato 98,4 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Spagna 1939: la Seconda Guerra Mondiale scuote l'Europa ma nel paese c'è ancora la guerra civile. Carlos, giovane orfano, entra in un riformatorio sinistro e atipico, diretto dalla dolce Carmen, dal dottor Casares (di lei segretamente innamorato) e da Jacinto, enigmatico e aitante custode. Carlos entra subito nel mirino di Jaime, compagno violento e cattivo, che non perde occasione per rendergli la vita un inferno. A complicare ulteriormente le cose arrivano le apparizioni di Santi, alunno scomparso misteriosamente anni prima.
Il film, del 2001 e ripescato solo oggi, è l'ultimo girato dal regista prima della naturale cooptazione hollywoodiana che ha comunque permesso a Guillermo del Toro di regalare agli appassionati due pellicole di ottima fattura come Blade II e Hellboy. L'atipico scenario che fa da sfondo al film, permette allo stesso di non spendersi come mera ghost - story ma di elevarsi una spanna sopra i potenziali concorrenti, avvicinandosi più alla forma di un tetro romanzo di formazione. Nonostante qualche incongruenza, l'atmosfera terrorizzante è resa alla perfezione ed i colpi di scena non mancano. Tecnicamente ottimo, esaltato da fotografia e montaggio, La spina del diavolo permette a Federico Luppi e Marisa Paredes di dimostrare ancora una volta un notevole talento, anche se è tutto il cast a rispondere alla perfezione agli input di un regista la cui passione ed entusiasmo sono percepibili a ogni inquadratura.
Il film ha i toni del dramma, dell'horror di meno. Nonostante non abbia una trama di contorno, non un difetto ma una difficoltà in più, si dimostra lodevole e strutturato con cura e qualità. Racchiude il dolore della guerra, le difficoltà di più ragazzini orfani e caccia fuori il lato diabolico di una mente disturbata e malvagia.
Distribuito con cinque anni di ritardo, alla faccia dei premi raccattati ovunque, rischia di passare inosservato tra gli avanzi di fine stagione. O, peggio, di venire assimilato agli horror fasulli sul genere "Aiuto! C'è un ragazzino inquietante nascosto nel mio ripostiglio!". Sgombriamo subito il campo: questo non è un film, è un gioiello. E non importa quale sia la ragione dietro al recupero (i prodotti [...] Vai alla recensione »