| Anno | 2001 |
| Genere | Comico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 72 minuti |
| Regia di | Enrico Caria |
| Attori | Biagio Izzo, Pasquale Petrolo, Giovanni Mauriello, Claudio Gregori, Stefano De Sando Pietro De Silva, Cristiano Callegaro, Cinzia Mascoli, Massimo De Santis, Clotilde De Spirito, Zuleika Dos Santos. |
| MYmonetro | 2,68 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 24 marzo 2014
Tra rapinatori ammalati, sparatorie improbabili, sangue che cola come passata di pomodoro e una droga, blek giek per l'appunto, che ha lo straordinario potere di farti sballare fino a causare una morte apparente.
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CONSIGLIATO NÌ
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Il 'blek giek' è una sostanza molto particolare: riesce a provocare la morte apparente. Ne stanno facendo uso i tossicodipendenti Ragno e Gigino quando il boss Scellone, che ha avuto un attacco cardiaco, li raggiunge. Scellone. Vengono interpellati due cardiologi che finiscono per il morire entrambi in una ridda di eventi scatenata dalla gelosia. Scellone sta sempre peggio e chiede a Gigino di reperire suo fratello Walter ma la ricerca non ha un esito migliore. Scellone è sempre più vicino alla morte.
Va riconosciuta ad Enrico Caria la disponibilità ad assumersi dei rischi. Questa sua terza regia di un lungometraggio ha come obiettivo quello di far entrare il più possibile lo sguardo dello spettatore nella psiche distorta dei suoi personaggi grazie a una continua scelta di deformazioni di luoghi e oggetti che ci dimostrino l'abbattimento del confine tra sogno (indotto dalla droga) e realtà. Caria sembra non aver dimenticato le sue origini di scrittore e disegnatore e ci offre un fumetto pulp che però non ha il respiro sufficientemente ampio per sostenere le dimensioni dello schermo. Non mancano i riferimenti cinefili (gli zombie alla Romero) o le scelte interpretative volutamente eccessive (lo Scellone di Biagio Izzo è costantemente esagerato).
Troviamo anche, alla loro seconda prova sul grande schermo, Lillo e Greg coinvolti in una storia che ci conferma che c'è ancora uno spazio per sperimentare nel cinema italiano di inizio millennio. Ci attesta però anche che la creazione strategica del caos non è nelle nostre corde ma resta saldamente in possesso di Tarantino & co.
Trovo che la recensione "ufficiale" sia assolutamente "fuori rotta". Il film non è stato capito nel suo spirito. Non è stato apprezzato per quello che è veramente. Le scene finali dei pesci redivivi, costituiscono forse la parte meno importante, più scontata e meno divertente di una pellicola altrimenti estremamente valida. Non sarà il film del secolo, ma è sicuramente un buon prodotto, nel suo genere. Pu [...] Vai alla recensione »