| Anno | 1964 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 95 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Jean-Luc Godard |
| Attori | Anna Karina, Claude Brasseur, Sami Frey, Louisa Colpeyn, Chantal Darget, Ernest Menzer, Danièle Girard Georges Staquet, Jean-Claude Rémoleux, Michel Delahaye, Louis Jojot, Claude Makovski, Michèle Seghers, Jean-Luc Godard. |
| Uscita | lunedì 12 febbraio 2018 |
| Tag | Da vedere 1964 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,76 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 12 febbraio 2018
Arthur e Franz, seguendo una segnalazione della loro amica Odile, stanno preparando un colpo in una casa nella periferia parigina. In Italia al Box Office Bande À Part ha incassato 39,8 mila euro .
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Arthur e Franz, seguendo una segnalazione della loro amica Odile, stanno preparando un colpo in una casa nella periferia parigina. La vittima dovrebbe essere un pensionante della zia della ragazza, che tiene nascosta in soffitta una grossa somma di denaro. Per convincere Odile a lasciarli entrare in casa, i due prendono a corteggiarla a turno, con biglietti d'amore e inviti a ballare. Ma le cose non andranno come previsto.
Questo tentativo di rapina ha un narratore che guida lo spettatore ed è anche capace di autoironia che spesso diviene riflessione sulla 'messa in scena' mentre riflette sui sentimenti dei personaggi.
È Jean-Luc Cinèma Godard (come lui stesso si definisce nei titoli di testa). Ci accompagnerà fino alla fine quando ci annuncerà un sequel (questa volta a colori) consapevole di star realizzando un film che entrerà a buon diritto tra i classici della sua filmografia e del cinema tout court.
A partire dalla scena, omaggiata e copiata più volte, della visita a tempo di record del Louvre in cui la leggerezza della gioia dei tre protagonisti si fonde con la presa in giro degli americani. Godard sa bene come muoversi all'interno dei generi, a partire dai noir di serie B che cita esplicitamente (il soggetto trae ispirazione dal noir "Fools's Gold di Dolores e Bert Hitchens"), nel raccontare di questa scombinata banda di aspiranti malfattori. Ma quello che più impressiona (e che lascia il segno nello spettatore che abbia una sensibilità che vada oltre la superficie della 'storia') è come in una vicenda apparentemente leggera sappia inserire segnali di cupezza che ne mutano il segno. A partire dal 'gioco' tra Franz e Arthur che fingono una sparatoria alla Billy the Kid che anticipa quanto accadrà più avanti.
Ancora una volta poi Godard si dimostra abile nell'offrire alla sua protagonista femminile una scena in cui possa emergere. Anna Karina, alla sua quarta prova con Godard e all'epoca sua moglie e musa ispiratrice, rifulge nella scena della lezione di inglese in cui sa mostrare con il solo sguardo si possa sedurre, sullo schermo e nella realtà. Realtà e sua rappresentazione che continuano a intersecarsi a tutto vantaggio chi guarda (e impara).
Quando parti dall’idea che un film ti piace c’ è poco da fare, lo spirito critico va a farsi benedire e ti ritrovi a guardare le immagini con la faccia estasiata, pensando che non esista modo migliore per mostrare quello che stai vedendo. Ma quando si tratta di Godard, sembra proprio che non si possa far altro che guardare questi piani e sentire il loro potere, più delle parole più di qualsiasi discorso [...] Vai alla recensione »