I FILM DI GIORNATE DEGLI AUTORI
Racconti di solitudine, di desiderio e di ricerca, in cui è costante lo spaesamento di personaggi incapaci di adattarsi al mondo circostante e in attesa di una rivelazione. Corposa e da non perdere la proposta di film delle Giornate degli autori (giunte quest’anno alla 20ma edizione, purtroppo la prima senza il suo presidente Andrea Purgatori), che come sempre guardano soprattutto al cinema extra-europeo e offrono esempi di cinema coraggioso, difficile da classificare, espressione di uno sguardo aperto sul mondo, i suoi conflitti, i suoi rapporti di forza, i suoi luoghi di speranza e di salvezza.
Dal concorso vengono infatti Backstage di Afef Ben Mahmoud e Khalil Benkirane (Marocco e Tunisia), atipico road movie con protagonista una compagnia di danza perduta in una foresta marocchina, e Kanata no uta (Following the Sound) di Kyoshi Sugita, racconto a tre voci di altrettante solitudini, tra ascolto, incontro e comprensione.
È invece tra gli eventi speciali 21 Days Until the End of the World di Teona Strugar Mitevska, che prova a rispondere a una domanda semplice (e molto attuale…): come reagiresti se sapessi che mancano pochissimi giorni alla fine del mondo?
Mentre appartiene alla sezione Notti veneziane, osservatorio sul cinema italiano sempre gestito dalle Giornate degli autori, Casablanca di Adriano Valerio, documentario sull’incontro in Umbria di due figure segnate dalla solitudine dal dolore, il marocchino Fouad, figlio di un Imam, in Italia senza documenti e in attesa di cure mediche, e Daniela, un’ex tossicodipendente di origini agiate: l’inizio di un amore aiuterà a entrambi a guarire dai rispettivi mali, mentre passano le stagioni e le giornate si riempiono di piccoli riti quotidiani.