Proprio quando ha deciso di perdere la verginità con il focoso fidanzato TJ, la diciassettenne Sasha è colta da un grave attacco cardiaco. Portata d'urgenza in ospedale viene sottoposta a un trapianto di cuore. Quando si è ristabilita e cerca di recuperare una vita normale, lo zio Frank, con cui vive e per il quale lavora nel suo negozio di acquari e pesci tropicali, gli presenta Ben Lefevre, il padre di Becky, la ragazza donatrice. Se Sasha e Frank vivono con più di qualche problema economico in un ambiente molto popolare, Ben e la moglie Nancy sono molto ricchi e offrono a Sasha una borsa di studio in memoria di Becky in un rinomato istituto. Sia pure combattuta, Sasha accetta e si ritrova in un mondo del tutto nuovo. Ma la ragazza comincia anche ad avere strane visioni e percezioni. Cerca di saperne di più su Becky a partire dalla vera causa della morte, ammantata di mistero. E più scopre, più c'è da sapere in un viluppo sinistro e ambiguo.
È dai tempi di Le mani dell'altro (1924) di Rupert Wiene, prima trasposizione cinematografica del romanzo "Le mani di Orlac" di Maurice Renard (poi riportato sullo schermo più volte: Amore folle, Le mani dell'altro di Greville, Le mani dell'assassino), quando il tema dei trapianti era pura fantascienza, che si propaga la supposizione, o la sensazione, che qualcosa della personalità del donatore si trasmetta al ricevente assieme all'organo trapiantato. Si tratta, com'è ovvio, di una tesi priva di fondamento, ma molto suggestiva e narrativamente funzionale, anche solo per suggerire sospetto e inquietudine.
