The Dead - Gente di Dublino

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Un film di John Huston. Con Dan O'Herlihy, Anjelica Huston, Donal McCann, Marie Kean, Donald Donnelly.
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Titolo originale The Dead. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 82 min. - USA 1987. MYMONETRO The Dead - Gente di Dublino * * * * - valutazione media: 4,03 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,03/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Dan O'Herlihy
Dan O'Herlihy 1 Maggio 1919 Interpreta Mr Browne
Anjelica Huston
Anjelica Huston (64 anni) 8 Luglio 1951 Interpreta Gretta Conroy
Donal McCann
Donal McCann 7 Maggio 1943 Interpreta Gabriel Conroy
Marie Kean
Marie Kean (97 anni) 27 Giugno 1918 Interpreta La signora Malins
Donald Donnelly
Donald Donnelly (84 anni) 6 Luglio 1931 Interpreta Freddy
Sean McClory
Sean McClory (92 anni) 8 Marzo 1924 Interpreta Il signor Grace
   
   
   
Ho inserito questo film, che non viene mai citato nelle classifiche colte e pochissimo ricordato dal grande pubblico. Le ragioni sono molte.
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Ho inserito questo film, che non viene mai citato nelle classifiche colte e pochissimo ricordato dal grande pubblico. Le ragioni sono molte. La prima è, naturalmente, la qualità del film. La seconda è Huston, che lo diresse pochi giorni prima di morire, sapendo di morire e rappresentando, con un coraggio più che umano, il mistero che andava incontrando. La terza ragione è James Joyce, uno dei massimi scrittori del Novecento, che nessuno aveva mai tradotto in film. Joyce è la letteratura. Col suo celeberrimo Ulisse, e ancora di più col successivo Finnegan's Wake, aveva stravolto i concetti del racconto, non più logico e conseguenza di fatti ma conseguenza di parole, con assonanze, analogie, memorie improvvise e atemporali. In tutto questo c'era davvero poco spazio per le immagini. Ma Joyce nel 1906 aveva scritto i racconti Gente di Dublino, diciamo secondo lo stile tradizionale. Un libro straordinario. Il cinema aveva già attaccato monumenti inattaccabili, come Mann, Kafka e Proust, riuscendo faticosamente ad aderire a storie e significati. Autori cinematograficamente difficili, specie gli ultimi due. Furore può anche essere condiviso da Steinbeck e Ford, e Il gattopardo da Lampedusa e Visconti, ma Il processo è di Kafka non di Welles, e Un amore di Swann è di Proust, non di Schlondorff. Huston riprese l'ultimo dei racconti di Dublino, dal titolo I morti. A Dublino, nel 1904, le sorelle Morkan danno un ballo annuale. È invitata la buona borghesia. Ci va Gabriel, con sua moglie Gretta. Si fa musica, c'è una cena, si parla di tutto: pettegolezzi, arte, il tempo, politica. Prima di lasciare la casa Gretta sente una canzone che letteralmente la sconvolge. La donna ammutolisce, chiude gli occhi, dolorosissimamente. Il marito se ne accorge. Lei gli racconta che quella canzone era cantata da un ragazzo, Michael Furey, morto a diciassette anni di polmonite, perché era rimasto sotto la pioggia per salutare lei che stava per partire. Gabriel è a sua volta sconvolto: non ha mai conosciuto davvero sua moglie, era all'oscuro di una vicenda tanto importante. Di notte, con Gretta che dorme, Gabriel pensa alla morte. Parla a se stesso guardando il buio oltre la finestra. Joyce conclude il racconto così: "Neve cadeva su ogni punto dell'oscura pianura centrale, sulle colline senz'alberi; cadeva lieve sulle paludi di Allen e più a occidente cadeva lieve sulle fosche onde rabbiose dello Shannon. E anche là, su ogni angolo del cimitero deserto in cima alla collina dov'era sepolto Michael Furey. S'ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle tombe, sulle punte del cancello e sui roveti spogli. E l'anima gli svanì mentre udiva la neve cadere stancamente su tutto l'universo, stancamente come se scendesse la loro ultima ora, su tutti i vivi e i morti". Ma Huston non se la sente di far morire il protagonista e queste parole le fa dire a lui. Il film dunque interviene sulle straordinarie parole di Joyce con due licenze: un finale diverso e soprattutto le immagini. Huston mostra il buio, la neve sui vetri, un campanile nero, il ghiaccio sul fiume. La morte secondo le immagini del cinema. Grande cinema e grande letteratura: un soccorso reciproco e tempestivo.

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Premi e nomination The Dead - Gente di Dublino

premi
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The dead

domenica 21 marzo 2010 di G. Romagna

Dublino, inizi del Novecento. Cena di Natale in una dimora della ricca borghesia. Al termine della serata Gretta Conroy rimane rapita nei suoi pensieri udendo una canzone cantata da un tenore presente all’evento. Al ritorno a casa ella spiega al marito il perché di quella commozione: il brano ascoltato era infatti spesso cantato da Michael Fury, un ragazzo che l’aveva amata da giovane e che, già malato, era morto a soli diciassette anni dopo averla a lungo attesa al gelo continua »

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L'impossibilità di gridare al capolavoro

lunedì 1 febbraio 2016 di francirano

Ultima, breve, ma intensa pellicola di Huston. Difficile sarebbe non gridare al capolavoro. E invece è quello che avviene. Non perchè non lo meriti, ci si intenda subito. Ma se la prima parte del film, come da più parti rimarcato, non è altro che una sequenza preparativa molto lunga, il fatto è che gli ultimi dieci minuti ti lasciano spiazzato, senza fiato, senza parole. Senza alcuna intenzione di muovere un solo muscolo. Altro che alzarsi e gridare al capolavoro. continua »

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The dead-gente di dublino

lunedì 4 aprile 2011 di il cinefilo

Il film è ispirato a un romanzo di james Joyce,sceneggiato dal figlio del regista John Huston(Tony Huston)e interpretato,tra i vari attori,anche dalla figlia Anjelica che riesce a dare al suo personaggio un grandissimo spessore melodrammatico che si evince con chiarezza solamente nella sua"confessione d'amore"finale per un ragazzo defunto molti anni prima. Il film sembra voler descrivere,attraverso la lunghissima sequenza della festa di natale in cui i signori e le signore continua »

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La media borghesia irlandese di inizio '900

lunedì 29 aprile 2013 di Luca Scial�

In una cena post-natalizia, parenti e amici della media borghesia irlandese si ritrovano a Dublino per una cena organizzata da tre sorelle zitelle. Artisti mancate. La cena prosegue in modo tranquillo, di tanto in tanto scossa da qualche ricordo, aneddoto, battuta fuori posto, ballo, musica, canzone, offerta dai commensali. John Houston traspone Gente di Dublino di Joyce, senza alcuna stucchevole trovata registica o colpo di scena forzato. Si limita a riportare i dialoghi dei protagonisti, lasciando continua »

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DVD | The Dead - Gente di Dublino

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 9 marzo 2010

Cover Dvd The Dead - Gente di Dublino A partire da martedì 9 marzo 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd The Dead - Gente di Dublino di John Huston con Dan O'Herlihy, Anjelica Huston, Donal McCann, Marie Kean. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet The Dead. Gente di Dublino è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

“I maestri di prim’ordine - scrive il maggiore dei filosofi-poeti - si fanno riconoscere dal fatto che così nel grande come nel piccolo sanno trovare in modo perfetto la fine [...!”. John Huston è stato un tal maestro. The Dead è una fine splendidamente trovata. La neve scende stancamente sull’universo, i vivi e i morti abitano lo stesso mondo di ombre, ma Huston dà alla “fine” una grandezza che nessun manto gelido uccide. Mentre ne riconosce e accetta la inevitabilità fredda, le inventa un senso poetico che la vince. »

di Walter Veltroni

Forse la morte si annuncia, lanciando strani avvertimenti, onesti avvisi. Forse vuol far sapere del suo imminente arrivo per consentire di prepararsi, mettere a posto le proprie cose, riordinare gli affetti. Forse vuole che quando le si apre la porta si sia a posto, in ordine, almeno dentro. Forse John Huston era stato avvertito quando decise di mettere mano, per quello che sarebbe stato il suo ultimo film, a un racconto della raccolta Gente di Dublino di James Joyce. Quelle pagine avevano un titolo che doveva suonare terribilmente familiare a quell’uomo vecchio e stanco, I morti. »

di Stefano Reggiani

Quel vecchio istrione, capace di trascorrere cinicamente attra verso i generi e i divi, capace di distrazioni clamorose, ma incapace di non essere un grande regista. John Huston, con The Dead (I morti), il racconto di Joyce, così intenso, così apparentemente semplice, dà un addio che è una meditazione sulla morte, una lettura di Joyce fedele e ispirata. Nel breve film si racconta solo di un pranzo natalizio e di un ritorno in albergo, delle chiacchiere a tavola, di una canzone dell'ultima ora e dei pensieri di un uomo davanti alla finestra; ma le immagini hanno quella capacità di evocare un senso ulteriore suggerita dalla loro semplicità. »

di Claude Beylie

Una serata in casa di vecchie zitelle insegnanti di musica, nel 1904. Vari gli invitati, in genere anziani. Durante la lunga cena e dopo cena affiorano nella conversazione i ricordi del passato, stimolati ora dalla recitazione di una poesia, ora dall’esecuzione di una canzone o di una romanza. Una canzone sollecita in Gretta il ricordo doloroso di un giovane innamorato, morto di polmonite per esser rimasto sotto la pioggia ad attenderla, una sera, inutilmente. Quando, rientrati in casa, il marito Gabriel le si accosta con desiderio, Gretta gli rivela la causa della sua malinconia, e in Gabriel subentra la comprensione, a sostituire un atteggiamento egoistico. »

The Dead - Gente di Dublino | Indice

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