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Jumper
Un film di Doug Liman.
Con Hayden Christensen, Jamie Bell, Rachel Bilson, Samuel L. Jackson, Diane Lane.
continua»
Avventura,
Ratings: Kids+13,
durata 88 min.
- USA 2008.
- 20th Century Fox
uscita venerdì 29 febbraio 2008.
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![]() Un film spettacolare che riesce nel suo intento di mostrare il carattere molto attuale della frenesia visiva, a discapito però del contenuto
Matteo Treleani
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David scopre a 17 anni di avere il dono del teletrasporto. Può materializzarsi in qualsiasi parte del mondo guardando una semplice immagine. Ma non è il solo, i Jumpers esistono da secoli e vivono una lotta costante contro i Paladini, una setta che vuole sterminarli. Come in Star Wars III, Christensen interpreta un uomo che sceglie l’uso amorale delle sue doti. David è un antieroe che sfrutta il misterioso potere per rubare nelle banche e viaggiare. Tratto da un romanzo di Steven Gould, inedito in Italia, Jumper mette in scena una trama superficiale per mostrare salti spaziali verso una serie di location da cartolina. Si balza dalla Sfinge, al Big Bang, a Tokyo, in maniera nervosa e piuttosto confusa. E di queste location la pellicola non mostra più di quanto si veda in una bella foto turistica, dando l’impressione di sfondi vacui e inutili alla narrazione. Dedicata a Roma, e, per non rischiare di uscire dalla banalità, al Colosseo, una lunga sequenza del film, l’unica posata e seguibile peraltro, dove David si lascia arrestare dai poliziotti italiani, restando ore in attesa di un magistrato. Al di là dell’idea di partenza, e della difficoltà a lasciarsi coinvolgere con un antieroe volutamente antipatico, Jumper mostra il carattere molto attuale della frenesia visiva a discapito del contenuto. Alla costruzione dei personaggi e delle situazioni, si preferisce spesso l’accumulo spropositato di luoghi spettacolari, ostentati in oggettive irreali con l’aiuto della computer graphic. Doug Liman, regista di The Bourne Identity e Mr. & Mrs Smith, non approfondisce, come ci si attenderebbe, il rapporto degli attori nello spazio. Impaziente e incapace di valorizzare i luoghi, introduce i viaggi da visioni aeree roteanti e pompose, certamente belle sul grande schermo ma incapaci di fissarsi nella memoria per la loro vacuità narrativa. Al caos visivo si aggiunge il pasticciato plot, che pur essendo privo di sorprese, è raccontato con buchi e sequenze apparentemente insensate. Una nota positiva va alla striminzita durata, che evita l’inutile polpettone ma accentua la sensazione di aver visto il trailer di Jumper 2. |
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| Griffin a David a Tokyo | |
| Mi piace camminare! Mi fa sentire normale! | |
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| Griffin a David all'interno del Colosseo | |
| Benvenuto in questa guerra! | |
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| Millie a David a scuola | |
| Se devi sognare, tanto vale farlo alla grande! | |
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Altre frasi celebri del film Jumper
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DVD | JumperUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 24 settembre 2008
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INTERVISTE | Il film di Doug Liman sul teletrasporto scombina il concetto di superpotere.Gli anti(super)eroi del nuovo millennio
mercoledì 6 febbraio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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Noioso e da evitare
di Massimiliano Zampini Ventiquattrominuti
Serata a Londra, surf alle Fiji e, per finire, colazione sulla Sfinge in Egitto. Solo per organizzare questo giro del mondo ai comuni mortali ci vogliono dei giorni e una barca di soldi. Ma non ai Jumper. Loro, in un istante, possono teletrasportarsi ovunque. Un potere per pochi, tra cui David Rice (Hayden Christensen), teenager che vive con il padre, dopo l'abbandono della mamma. Quando si rende conto della dote, scappa di casa e svaligia qualche banca per fare la bella vita. E così porta anche la ragazza dei sogni in vacanza a Roma (alcune scene sono state girate al Colosseo, riaperto a una troupe dopo tanti anni). » |
di Alessio Guzzano City
Scampando a un fiume ghiacciato, un ragazzino scopre di avere il dono del teletrasporto. Cresce surfando tra i luoghi e sulla vita: l'attimo prima rimorchia una mora a Londra, quello dopo è alle Figi. Come un angelo viziato, si ripara dalla pioggia sul Big Ben e si abbronza sopra la Sfinge. Si mantiene smaterializzandosi dai caveau delle banche dopo aver fatto rifornimento. Il regista del primo episodio delle smemorate gesta di Damon/Bourne e dei non memorabili gesti, l'un contro l'altro armati, di Brad e Angelina, segue svogliato le insulse avventure da cartolina di un legnoso Hayden Christensen, meritevole di espulsione dal nobile ordine Jedi. » |
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«Jumper», una teen soap con sogni da fantascienza
di Giulia D'Agnolo Vallan Il Manifesto
Da Philip K. Dick al magnifico The Stars My Destination, di Alfred Brester (l'adattamento impossibile che tutti sognano di fare), il teleporting è un classico della letteratura fantascientifica. Più recente prodotto di questa discendenza, Jumper dello scrittore antropologo Stephen Gould, arriva al cinema filtrato dallo sguardo di Doug Liman. La scelta, in effetti, è coerente: dopo tutto, una delle precedenti creazioni di Liman, l'agente Jason Bourne, sembra ubiquo e spazialmente inafferrabile, capace di macinare continenti nel giro di secondi, come se si teletrasportasse anche lui. » |
di Lou Lumenick New York Post
Da una premessa intrigante – un ragazzo che si può teletrasportare ovunque nel tempo e nello spazio – viene fuori un'avventura di fantascienza ridicola e incoerente. Un ragazzo del Wisconsin scopre di avere un potere soprannaturale cadendo in un lago ghiacciato e ritrovandosi nella biblioteca pubblica. Ne approfitta per volare a New York e poi nel caveau di una banca, da cui esce con un milione di dollari in contanti. In che modo riesca ad acquistare un lussuoso appartamento in contanti è il primo dei tanti misteri irrisolti del film. » |
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