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I viceré
Un film di Roberto Faenza.
Con Alessandro Preziosi, Lando Buzzanca, Cristiana Capotondi, Guido Caprino, Lucia Bosè.
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Storico,
durata 120 min.
- Italia 2007.
- 01 Distribution
uscita venerdì 9 novembre 2007.
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![]() Un'epopea letteraria, un ritratto familiare ottocentesco a tratti didascalico e stereotipato
Mattia Nicoletti
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Sicilia. Ultimi anni di dominazione borbonica prima della nascita dello stato italiano. La morte della principessa Teresa introduce la famiglia Uzeda discendente dei vicerè di Spagna. Le vicende degli Uzeda e i loro intrighi, raccontati negli anni attraverso gli occhi di Consalvo, l'ultimo discendente, rappresentano la società dell'epoca in rapido divenire, in cui sopravvivere significa innanzitutto essere schiavo di regole e tradizioni. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 2 3 |
David di Donatello 3 6 |
Un grande cast per un grande film d'arte
mercoledì 21 novembre 2007
di Monreale a Montreal
Il ritmo agile della narrazione colpisce fantasia e ricordo dello spettatore. Un film che non stanca gli spettatori di oggi pur tratteggiando una saga familiare ottocentesca. La libera ispirazione alle vicende degli Uzeda parla certamente anche al presente ma lo fa in maniera estremamente rispettosa del libro. Ho seguito con piacere un paio di presentazioni di Faenza e De Grado. La sintonia di critico letterario e regista-sceneggiatore è impressionante. Molto onesto ed esemplare il giudizio di Lietta continua » |
5 stelle e molto di più
venerdì 9 novembre 2007
di nadia
Molto più che un film in costume:una rievocazione di un'atmosfera attraverso un intelligente e fine adattamento di un'opera letteraria di un po' di tempo fa ma attuale,moderna.Questo sapore autentico,non anacronistico è sì merito di De Roberto ma soprattutto,parlando di cinema che ha un altro linguaggio rispetto alla letteratura,della sceneggiatura che "riduce" le 700 pagine effettive in una trama complessa ma coerente e nell'insieme e nell'evoluzione dei singoli personaggi.Il fatto che ci sia qualcosa continua » |
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Grande faenza, grazie!
sabato 17 novembre 2007
di Consalvo Uzeda
Era il film che gli italiani aspettavano. I cittadini, non certo la classe politica e il corteo della critica e del giornalismo di sostegno. Ringrazio Faenza, per il coraggio con cui ha scelto di portare sullo schermo un testo tanto complesso quanto scomodo, in cui le storie private di un'aristocrazia ancorata ai vecchi privilegi, pur subendo i contraccolpi dell'evoluzione storica, riesce a mantenere il potere attraverso la forma parlamentare, praticando il trasformismo. Il colore scuro, le notti continua » |
Si faccia l'italia che gli italiani son fatti come
sabato 10 novembre 2007
di Rollo Tommasi
A meno che il film "storico" non vi si addica, "I viceré" va sicuramente visto. Il tentativo di Faenza ha grandi meriti: realizzare una ricostruzione storica (o anche un film "a sfondo" storico) non è cosa facile, ma è pur vero che non tutti i periodi storici sono uguali. Gli anni in cui "si è fatta l'Italia" sono particolarmente complessi (di una complessità particolarmente "attuale", peraltro, viste le polemiche dei nostri giorni), ma il regista si dimostra in grado non soltanto di raccontare continua » |
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| Il principe Giacomo | |
| Adesso che è fatta l'Italia dobbiamo farci gli affari nostri! | |
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| Il principe Giacomo | |
| Libertà è una parola che non significa niente ma accontenta tutti | |
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| Consalvo | |
| Gli uomini sono, sono stati e saranno sempre gli stessi… | |
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Altre frasi celebri del film I viceré
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DVD | I viceréUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 2 aprile 2008
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SOUNDTRACK | I viceré
La colonna sonora del film
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INTERVISTE | Il passaggio della storia italiana dal regno dei Borboni all'Italia unita.Il progetto più prestigioso e complesso che la rai abbia prodotto
venerdì 21 novembre 2008 - Désirée Colapietro Petrini
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INTERVISTE | L'opera letteraria di Federico De Roberto diventa un drammone storico al servizio del grande schermo.Anche i ricchi piangono
lunedì 5 novembre 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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Nell'Italia dei Vicerè vince il voltagabbana
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Bello e ricco, I Viceré di Roberto Faenza presenta almeno tre sorprese, ha tre meriti principali. Innanzi tutto riporta all'attenzione uno straordinario romanzo storico, l'omonimo libro di Federico De Roberto pubblicato nel 1894, affresco feroce d'umorismo nero sulla famiglia, sulla Chiesa e su quel trasformismo politico che è classico vizio italiano: l'opera viene ristampata in seguito al film (edizioni e/o). Secondo merito, aver dato l'occasione giusta a un attore come Lando Buzzanca che è bravissimo, quasi una rivelazione, nel personaggio del catanese Giacomo Uzeda principe di Francalanza e Mirabella. » |
Dopo tante polemiche Faenza delude Non c' è la sottigliezza di De Roberto
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Il valore di un' opera cinematografica può essere misurato in tanti modi. E non solo ricorrendo al metro dell' arte o dello spettacolo. Ci sono film che sono importanti per come colgono lo spirito dei tempi (anche se lo fanno in maniera «scolastica») o magari per come anticipano tendenze sotterranee (pur se si limitano a registrale e non a elaborarle). Ma rarissimamente quel che vale un film si misura dall' aver scatenato polemiche e discussioni preventive. L' esperienza insegna che troppe volte quelle polemiche servono solo a garantire copertura pubblicitaria a buon prezzo. » |
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I cinici Borboni e i politici di oggi principi
di Claudio Carabba Corriere della Sera Magazine
I prelati, prepotenza e avidità. Faenza riesce dove visconti rinunciò. e racconta una Sicilia di fine ottocento come fosse l’Italia dei nostri giorni. Ora che l'Italia è fatta, dobbiamo fare gli affari nostri». La frase che ha più seccato i governanti di oggi, facendo piovere su Faenza l'accusa di furbizia "antipolitica", fu scritta nel 1894 da De Roberto nel suo splendido romanzo sul declino (e la perversa resistenza) della famiglia dei nobili Uzeda. Il regista dunque è rimasto fedele al lucido furore che attraversa le antiche pagine. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Uno legge sul manifesto "Da un romanzo censurato per oltre cento anni" e subito si atteggia a spettatore consapevole, che sceglie di testa sua, pronto a scendere in piazza per difendere la libertà. Poi vede sui giornali le polemiche del regista con la Festa di Roma – "Il mio film avrebbe cambiato le sorti della Festa, non è stato selezionato per motivi politici, pressioni che non hanno nulla a che vedere con il cinema" – e siccome è uno spettatore intelligente capace di far due più due capisce: "c'è un complotto". » |
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