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Ti lascio perché ti amo troppo
Un film di Francesco Ranieri Martinotti.
Con Alessandro Siani, Francesco Albanese, Maria Mazza, Mariana Braga, Caterina De Santis.
continua»
Commedia,
durata 90 min.
- Italia 2006.
uscita venerdì 14 aprile 2006.
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![]() Giovane commedia italiana sugli amori che finiscono e iniziano
Rossella Farinotti
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Quando una storia finisce e i due non sanno come dirsi addio arriva la classica scusa "ti lascio perché ti amo troppo".Con questa frase Daniela dice addio a Mariano e, letteralmente, sparisce. Gli amici cercano di aiutare Mariano nel più classico dei modi, presentandogli altre ragazze. Ma Daniela è sempre nei suoi pensieri. Finalmente sembra profilarsi il chiodo che scaccerà il chiodo, nei panni di una bellissima brasiliana. Ma la conquista non si presenta affatto facile. |
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Leggero, simpatico, esilarante in alcune parti.
mercoledì 12 aprile 2006
di caione
Per chi non mastica il napoletano alcune battute saranno off-limits. Ma Alessandro SIani nel suo primo film d'attore è davvero bravo. Al suo fianco una bella e brava Mariana Braga e l'amico di sempre Francesco Albanese. Il film è molto carino, unisce l'esplosiva simpatia dell'attore partenopeo a momenti di malinconia molto troisiani. Siani in alcune scene ricalca proprio i personaggi del grande Massimo Troisi ed è questo l'unico limite del film. La trama è leggera ma scorrevole, il film vola via continua » |
Commedia italiana
giovedì 20 aprile 2006
di Andrew
Il film è ambientato in una Napoli diversa non canonica....immagini nuove di una Napoli europea e non solo spaghetti,mandolino..... Gli attori,considerando Siani, tutti esordienti,che sotto la guida precisa e professionale di Francesco Martinotti, riescono a dare al film una nota leggera,fresca non volgare ad un copione semplice,ma che ci accomuna tutti!!!Chi non ha mai attraversato un periodo difficile come quello di Mariano?? Siani è bravo ben supportato da attrici di calibro come Clara Bindi,ottima continua » |
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Grande siani!!!
lunedì 8 maggio 2006
di alisà
Molto divertente il primo film del comico napoletano più amato della città. quasi tutti a napoli hanno visto questo film e quasi tutti sono molto soddisfatti del risultato di questo ragazzo davvero esilarante. la storia è semplice,forse un po' banale:mariano viene "scaricato"dalla ragazza,soffre molto per un po' e poi si reinnamora.è la più antica storia del mondo ma siani ha saputo renderla divertente,allegra,mai pesante o ancorata ad antichi stereotipi. però... in alcuni casi sembrava un po' troppo continua » |
Un talento sprecato o forse due...
lunedì 8 maggio 2006
di emanuela
Se è vero che la buona volontà spesso non basta, è pur vero che la fatica spesso è ripagata... e andrebbe onestamente perseguita, anzichè snobbata, per rispetto nei confronti del talento che non si "guadagna", ma si ha per dono divino. Le idee, che pure si intuiscono in questo film, sono sviluppate in modo superficiale nella scrittura e addirittura in modo becero nella "messinscena". L' alto esempio di Massimo Troisi ci ha mostrato che cosa sia l'umiltà dell' artista ma, soprattutto, cosa debbano continua » |
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| Mariano (Alessandro Siani) | |
| Gesù entra nel ristorante e dice “Questo è pane l'ho portato da casa per voi! questo è pesce l'ho portato da casa per voi! Questo è vino l'ho portato da casa per voi!” acchè s'avvicinaie u camerier e dicett ma vist ke avit tutt sta robb v' puteuv pur i a'ffa na gita a muntuvergin! | |
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| Alessandro Siani | |
| "ORA MI METTETE IN DIFFICOLTA', IN SERISSIMA DIFFICOLTA'." | |
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DVD | Ti lascio perché ti amo troppoUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 6 luglio 2006
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di Marco Consoli Ciak
Mariano (Alessandro Siani), trentenne napoletano, viene lasciato all'improvviso dalla sua fidanzata. Passano i mesi e nonostante gli sforzi degli amici, il ragazzo non riesce a togliersi dalla mente il perduto amor. Un giorno incontra Ana Paula (Mariana Braga), turista brasiliana in visita a Napoli, e ne rimane affascinato. Con una serie di stratagemmi, Mariano riesce a convincerla a sistemarsi a casa propria, facendole credere che si tratta di un Bed & Breakfast. Forse è l'inizio di un nuovo amore. » |
Dopo Napoli ci prova in tutta Italia
di Alberto Crespi L'Unità
Il cinema italiano ha risorse inaspettate. Una si chiama «regionalità», e vi preghiamo di non intenderla in senso leghista. Il cinema è un'industria strana, in cui esiste una sorta di «federalismo dal basso» che a volte provoca strani fenomeni. Qualche anno fa, ad esempio, esplose il fenomeno barese, con Lacapagira. Poi c'è stata una piccola, ma significativa, nouvelle vague sarda. Ora tocca a Napoli, e non è una sorpresa: quella città è da sempre un mondo autosufficiente, anche e soprattutto nello spettacolo. » |
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Siani sulla scia di Troisi in una commedia surreale
di Valerio Caprara Il Mattino
Il salto dal cabaret al cinema risulta spesso micidiale, ma Alessandro Siani è superprotetto dalla sincera autoironia e dal garbo naturale. Il regista Francesco Ranieri Martinotti e l'esperto produttore Mauro Berardi lo accompagnano, così, in Ti lascio perché ti amo troppo lasciando campo libero a una comicità di situazione che, nella sua fragilità blandamente surreale, riesce a schivare le trappole della napoletanità autoreferenziale. Un po' come accadeva nel primo Troisi, il trentenne personaggio interpretato dall'emergente showman ci tiene a restare nei panni del giovane normale, buffo e spaesato come tantissimi coetanei, tollerante verso se stesso quanto tardivo nelle scelte esistenziali e solo occasionalmente toccato dalla grazia del più ingombrante genius loci disponibile su scala nazionale. » |
Napoli e la commedia, ma non è Troisi
di Francesco Alò Il Messaggero
Francesco Ranieri Martinotti ricomincia da due e, dopo il flop Branchie, si trasferisce a Napoli a cucire addosso al cabarettista tv Alessandro Siani un film che ne possa esaltare le doti comiche. Il vestito regionalista si chiama: Ti lascio perché ti amo troppo. Ma Siani non è Troisi, al massimo una copia trash di Pieraccioni. Il suo Mariano, 30enne scaricato dalla fidanzata, è misogino, superficiale e ovviamente invaghito, come il buon Leonardo, della solita sudamericana di turno. Olè. Che tristezza vedere un regista molto promettente e un tempo profeta della generazione dei giovani senza lavoro (Cresceranno i carciofi a Mimongo era frutto della collaborazione con Fulvio Ottaviano) finire a dirigere un film di gag stanche, in una Napoli che più finta non si può. » |
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