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Factotum
Un film di Bent Hamer.
Con Matt Dillon, Lili Taylor, Fisher Stevens, Marisa Tomei.
continua»
Drammatico,
durata 94 min.
- USA, Norvegia, Germania 2005.
uscita venerdì 31 marzo 2006.
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![]() La fotografia di una provincia americana cupa e grigia attraverso la vita in fumo dedita all'autodistruzione di Bukowski
Mattia Nicoletti
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| Henry Chinasky | |
| MKi ubriacai per tre giorni e tre notti… Quando mi svegliai mi accorsi che avevo perso il lavoro! | |
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| Matt Dillon | |
| Incredibile quanto ferocemente ci attacchiamo alla nostra infelicità, l'energia che bruciamo per alimentare la nostra rabbia. Incredibile quanto un momento siamo lì che ringhiamo come bestie, e un momento dopo ci siamo già scordati il come e il perché. E questo non per ore, o giorni, o mesi, o anni, ma per decadi, vite completamente usate, consegnate agli odi e ai rancori più insignificanti. Alla fine, qui non resta niente alla morte da portar via... | |
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| Matt Dillon | |
| Jan era una grande scopatrice, aveva una fica stretta e lo prendeva come fosse un coltello che la stava uccidendo. | |
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Altre frasi celebri del film Factotum
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DVD | FactotumUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 24 ottobre 2006
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di Dario Zonta L'Unità
È difficile che un film riesca a restituire lo spirito e l'umore del mondo di uno scrittore ricorrendo al suo linguaggio, senza tentativi mani di plagio e illustrazione. Factotum, del regista canadese Bent Hamer ci riesce, trasfigurando la vita e l'arte di uno degli scrittori più intensi della letteratura americana del novecento: Charles Bukowski. Il film si ispira a un suo romanzo omonimo, ma compie felici effrazioni anche in altri racconti, ricostruendo una trama che avanza per episodi e aneddoti. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Calandosi nella disperazione non solo letteraria ma vissuta del libro di Bukowski, Matt Dillon diventa nel film dello svedese Bent Hamer (Kitchen stories) il suo riconoscibile alter ego, Henry Chainasky (il Michael Rourke di Barfly). Uno che non rinuncia alla propria infelicità con ripetuti, inutili, veloci riti consolatori di sesso, violenza e alcol, inaugurando, consumando e superando il concetto stesso di trasgressione. La cronaca del tentativo di inserirsi nell' uovo della vita, mandando manoscritti al New Yorker: sale la delusione universale perché in ogni verso c' è dentro tutto il mondo. » |
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Vita spericolata di Bukowski (non alla Bukowski)
di Claudio Carabba Il Corriere della Sera
Alcuni giorni nella vita di Charles (Hank) Bukowski: vane storie di sbronze, donne, cavalli e macchina per scrivere furiosamente picchiata. Partito da Factotum, uno dei romanzi del ciclo di Henry Chinaski, il regista norvegese Bent Hamer punta sul minimalismo, temendo la retorica del santo bevitore. Tutto è corretto e gli attori sono giusti (ottimo Matt Dillon), ma si rasenta il color grigio. D’altra parte anche gli altri «bukowskiani» del cinema (Ferreri. Schroeder) non avevano spiccato il volo. » |
di Stefano Solinas Il Giornale
A Charles Bukowski è riuscito da morto quello che a nessun altro grande romanziere contemporaneo, è mai capitato: trovare un attore capace di incarnarlo con così tanta autorevolezza e naturalezza da resuscitarlo. È come se ogni bar frequentato dal romanziere, ogni bottiglia svuotata, ogni donna riempita, ogni lavoro perduto, tutto e sempre comunque nel nome della totale fedeltà alla scrittura, non la vita come un romanzo, ma il romanzo della vita, abbia anche fatto parte dell'esistenza di Matt Dillon, una sorta di gioco degli specchi che a distanza di tempo riflette un'immagine nell'altra fino a comporne una nuova e coerente. » |
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