|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
Free Zone
Un film di Amos Gitai.
Con Natalie Portman, Hana Laszlo, Carmen Maura
Drammatico,
durata 97 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 12 maggio 2006.
|
Accedi
|
Registrati
|
||||||||||
|
|||||||||||
|
|
|
|
||||
![]() Un film profondo, un road movie dell'anima pervaso di poesia, di sentimento, di rabbia repressa che non trova pace
Barbara Zorzoli
|
|
E' un piacere vedere all'opera attrici (Natalie Portman) che, non deludendo mai, arrivano persino a stupire per il talento mostrato. Cosi' com'è anche piacevole scoprire interpreti meno note (Hanna Laslo, Hiam Abbas) in grado di regalare ottime caratterizzazioni. Ma cio' che è ancor più gratificante è lasciar scorrere sotto i propri occhi l'opera di un Amos Gitai "in piena forma". La pellicola si regge interamente sulla storia di tre donne differenti per cultura, ambizioni e carattere. Donne lontane, ma capaci di entrare in comunione, chiuse in un microcosmo di ferro con quattro ruote, un mezzo per sfuggire al passato e per correre incontro all'avvenire. Tre destini s'incontrano, intrecciano, amalgamano per poi allontanarsi nuovamente. Un film profondo, un road movie dell'anima pervaso di poesia, di sentimento, di rabbia repressa che non trova pace. Gitai tesse un percorso alla ricerca e al recupero della propria identità, identità negata, talvolta misconosciuta, che si manifesta soltanto in un pianto indimenticabile, catartico, universale come quello di Natalie Portman. Perché c'è un luogo dentro ognuno di noi in cui tutto è possibile, uno spazio dell'anima in cui i pensieri si perdono, le speranze si accrescono ed i pregiudizi si dipanano. Quella è la Free Zone, la meta ambita, la terra promessa ove cercare chi si vorrebbe diventare, o dove scoprire che, in realtà, si è sempre stati cio' che si è. |
|
|||||
|
|
premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
DVD | Free ZoneUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 4 luglio 2007
|
Come scavalcare tutti i muri del mondo «Free Zone», le tre donne di Amos Gitai
di Mariuccia Ciotta Il Manifesto
Free Zone, zona libera, materiale e mentale, area della «modernità», al di là degli antichi sentimenti irriducibili che contrappongono mondi a mondi in Medio Oriente. È la modernità che interessa Amos Gitai: «Voglio mostrare israeliani, giordani e palestinesi oggi, in un contesto moderno. In quello del passato, ognuno resta inchiodato ai nazionalismi. La modernità ha anche un lato buono. I templi furono distrutti, edifichiamo al loro posto un tessuto comune, un nuovo modo di comunicare». Infatti, Gitai evita la cartolina esotica, cammelli e tramonti: «della Giordania voglio mostrare vitalità e pulsioni, attraverso il traffico e l'animazione delle strade di Amman». » |
Gitai, allegoria pessimista ai confini dei desideri
di Roberto Nepoti La Repubblica
Davanti al Muro del Pianto Rebecca (una struggente Natalie Portman), americana da poco trasferitasi a Gerusalemme, piange il suo amore perduto: è un lungo-piano sequenza intenso e suggestivo. Poi la ragazza persuade la tassista israeliana Hanna a portarla con sé nella "free zone" tra Stato d'Israele e Giordania, dove la donna intende recuperare una somma di denaro di cui il marito, rimasto ferito in un attentato, è creditore. A loro s'aggiunge la palestinese Leila, che dovrebbe condurle ai soldi. » |
|
|
di Alberto Crespi L'Unità
Ad Amos Gitai mancano sempre 5 centesimi per fare 1 euro. Ovvero, fuor di metafora, il regista israeliano sfiora sempre il capolavoro senza centrarlo mai. Lo stesso dicasi per le sue innumerevoli partecipazioni ai festival: da anni è regolarmente in concorso a Cannes, Berlino o Venezia, ma il bersaglio grosso (Orsi, Leoni e Palme) deve ancora arrivare. Arrivasse con Free Zone, non sarebbe uno scandalo: perché il film - come sempre - non è perfetto, ma ha molte virtù. Crea un terzetto di personaggi femminili semplicemente indimenticabile: Natalie Portman (la regina Amidala di Guerre stellari) è un'americana di passaggio in Israele che si aggrega all'ebrea Hanna Laslo per un periglioso viaggio nella zona libera che sorge ai confini tra Giordania e Iraq; l'ebrea deve recarsi fin laggiù per riscuotere un credito di 30. » |
di Valerio Caprara Il Mattino
Di una bruttezza desolante è apparso, invece, «Free Zone» dell'israeliano Amos Gitai. In questo ennesimo pasticcio molesto, agghindato dall'inutile presenza dell'hollywoodiana Natalie Portman, il pensoso regista contorce inquadrature e fatti tentando di ammannire al pubblico degli esperti il suo augusto parere sul dramma dell'impossibile coesistenza tra arabi e occidentali. La trama sembra, innanzitutto, la parodia di una spy-story da zona di guerra, con la protagonista americana, lasciata dal fidanzato a Gerusalemme, che monta sul tassì di un'israeliana in viaggio verso la Giordania. » |
|
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
Festival di Cannes (1) Articoli & News |