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Free Zone
Un film di Amos Gitai.
Con Natalie Portman, Hana Laszlo, Carmen Maura
Drammatico,
durata 97 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 12 maggio 2006.
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![]() Un film profondo, un road movie dell'anima pervaso di poesia, di sentimento, di rabbia repressa che non trova pace
Barbara Zorzoli
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
DVD | Free ZoneUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 4 luglio 2007
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Come scavalcare tutti i muri del mondo «Free Zone», le tre donne di Amos Gitai
di Mariuccia Ciotta Il Manifesto
Free Zone, zona libera, materiale e mentale, area della «modernità», al di là degli antichi sentimenti irriducibili che contrappongono mondi a mondi in Medio Oriente. È la modernità che interessa Amos Gitai: «Voglio mostrare israeliani, giordani e palestinesi oggi, in un contesto moderno. In quello del passato, ognuno resta inchiodato ai nazionalismi. La modernità ha anche un lato buono. I templi furono distrutti, edifichiamo al loro posto un tessuto comune, un nuovo modo di comunicare». Infatti, Gitai evita la cartolina esotica, cammelli e tramonti: «della Giordania voglio mostrare vitalità e pulsioni, attraverso il traffico e l'animazione delle strade di Amman». » |
Gitai, allegoria pessimista ai confini dei desideri
di Roberto Nepoti La Repubblica
Davanti al Muro del Pianto Rebecca (una struggente Natalie Portman), americana da poco trasferitasi a Gerusalemme, piange il suo amore perduto: è un lungo-piano sequenza intenso e suggestivo. Poi la ragazza persuade la tassista israeliana Hanna a portarla con sé nella "free zone" tra Stato d'Israele e Giordania, dove la donna intende recuperare una somma di denaro di cui il marito, rimasto ferito in un attentato, è creditore. A loro s'aggiunge la palestinese Leila, che dovrebbe condurle ai soldi. » |
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di Alberto Crespi L'Unità
Ad Amos Gitai mancano sempre 5 centesimi per fare 1 euro. Ovvero, fuor di metafora, il regista israeliano sfiora sempre il capolavoro senza centrarlo mai. Lo stesso dicasi per le sue innumerevoli partecipazioni ai festival: da anni è regolarmente in concorso a Cannes, Berlino o Venezia, ma il bersaglio grosso (Orsi, Leoni e Palme) deve ancora arrivare. Arrivasse con Free Zone, non sarebbe uno scandalo: perché il film - come sempre - non è perfetto, ma ha molte virtù. Crea un terzetto di personaggi femminili semplicemente indimenticabile: Natalie Portman (la regina Amidala di Guerre stellari) è un'americana di passaggio in Israele che si aggrega all'ebrea Hanna Laslo per un periglioso viaggio nella zona libera che sorge ai confini tra Giordania e Iraq; l'ebrea deve recarsi fin laggiù per riscuotere un credito di 30. » |
di Valerio Caprara Il Mattino
Di una bruttezza desolante è apparso, invece, «Free Zone» dell'israeliano Amos Gitai. In questo ennesimo pasticcio molesto, agghindato dall'inutile presenza dell'hollywoodiana Natalie Portman, il pensoso regista contorce inquadrature e fatti tentando di ammannire al pubblico degli esperti il suo augusto parere sul dramma dell'impossibile coesistenza tra arabi e occidentali. La trama sembra, innanzitutto, la parodia di una spy-story da zona di guerra, con la protagonista americana, lasciata dal fidanzato a Gerusalemme, che monta sul tassì di un'israeliana in viaggio verso la Giordania. » |
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