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La foresta dei pugnali volanti
Un film di Zhang Yimou.
Con Zhang Ziyi, Takeshi Kaneshiro, Andy Lau, Dandan Song
Titolo originale Shi mian mai fu.
Azione,
Ratings: Kids+13,
durata 119 min.
- Hong Kong, Cina 2004.
uscita venerdì 21 gennaio 2005.
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![]() Wuxiapian & Zhang Yimou: un sodalizio che regala un altro gioiello
Giovanni Idili
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premi nomination |
Golden Globes 0 1 |
Il trionfo del wuxiapan
mercoledì 26 gennaio 2005
di serpico
Sembra passato un secolo, ormai, da quando solo quattro anni fa il coraggioso Ang Lee portò sugli schermi il suo film “la tigre e il dragone”, ottenendo contro ogni previsione un successo planetario. Fu la svolta: ormai “sdoganato”, il genere “wuxiapan” (cioè “cappa e spada” in salsa cinese) fece breccia nel cuore degli spettatori, e da allora sono stati molti i registi che hanno provato a cimentarvisi. Non ultimo (e non poteva essere altrimenti) ci ha provato il più famoso cineasta dagli occhi continua » |
Smalto sul nulla
lunedì 24 gennaio 2005
di enoc
Zhang Yimou è uno dei registi più sopravvalutati del pianeta: il suo cinema accattivante e ruffiano non ha mancato di riscuotere successi e consensi da parte di critica e pubblico. Passano gli anni e i suoi film continuano ad occupare gli schermi cinematografici di mezzo mondo, appagando spettatori in cerca di emozioni estetiche a buon mercato. Anche stavolta Yimou non si smentisce e confeziona una pellicola intrisa di sentimentalismo e tanto tanto colorata, ma totalmente priva di un'autentica gestione continua » |
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La foresta dei pugnali volanti
lunedì 24 gennaio 2005
di federico pavani
Anno 859 d.c. e inizia l'epica del nuovo film di Zhang Yimou in pieno stile wuxiapian, ovvero il cinema di cappa e spada orientale. La dinastia Tang sta vivendo un periodo di declino a causa di un gruppo ribelle di guerrieri chimato "pugnali volanti" che si oppongono al potere regnante. Una danzatrice è sospettata di appartenere a questo gruppo ribelle, così, Vento, un soldato dell'esercito imperiale, viene incaricato di seguirla e tramite ella di farsi portare nel covo dei "pugnali volanti". Ma continua » |
Idilliaco!!!
martedì 25 gennaio 2005
di GIANNI
Film giocato sull'angoscia di un "cosciente inganno" piuttosto che sull'azione, e di un "Amore Idilliaco" che macchia di rosso (ultima scena) una foresta imbiancata di neve. Stupenda la metafora visiva tra i sentimenti dei protagonisti e la pittorescha e colorata foresta che, "sul finire", cede il posto alla monocromatica tormenta di neve. Danza e musiche (fantastica Zhang Ziyi nella danza dei tamburi) si amalgamano perfettamente in tutto il film. Da non perdere!!! continua » |
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| Leo,(Andy Lau)durante il duello al Padiglione delle Peonie con Mei.(Zhang Zihi)... | |
| "Èaffascinante battersi con chi non ti vede"... | |
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DVD | La foresta dei pugnali volantiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 5 marzo 2008
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di Mariuccia Ciotta Il Manifesto
Vento è il soprannome del capitano Jin, al servizio dell'imperatore corrotto nell'anno 850, dinastia Tang, e House of flying daggers (ribattezzato in Italia, chissà perché, «La foresta dei pugnali volanti») di Zhang Yimou è il Via col vento del 2004, parte cinese. Il kolossal (presentato fuori concorso a Cannes 2004), rovescia il genere di spade e cavalieri, disintegrandone il cuore virile in una anti-epopea dalla potenza pari al film di Victor Fleming sulla guerra di secessione. Mei, guerriera travestita da cortigiana cieca, militante del gruppo rivoluzionario dei Pugnali volanti che «rubano ai ricchi per dare ai poveri», è una seguace di Rossella O'Hara. » |
di Roberto Nepoti La Repubblica
Cina, anno 859. Mentre la potente dinastia Tang entra in declino, un intrigo coinvolge tre persone: Mei, giovane rivoluzionaria cieca, e i due ufficiali Leo, capo della polizia, e Jin, che si spaccia per un guerriero solitario di nome Vento. A imbrogliare le carte, interviene l'amore col suo seguito di menzogna e doppiogioco, tradimento e vendetta. Due anni dopo "Hero" (da noi uscito pochi mesi fa), Zhang Yimou torna a esercitarsi nel wuxia; ma questa volta lo fa rispettando alla lettera le regole del cinema di spada cinese. » |
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di Alberto Castellano Il Mattino
In bilico tra arti marziali e melodramma in costume, «La foresta dei pugnali volanti» rivendica la facoltà di parlare d'amore sciorinando il tripudio scenografico degli effetti speciali del cappa-e-spada cinese (wuxiapian). Il nuovo film di Zhang Yimou, da vedersi rigorosamente su grandissimo schermo, dispiega lo stesso piglio stilistico che da «La tigre e il dragone» di Ang Lee e il suo recente «Hero» rimanda alla linea di forte impatto giovanilistico «Matrix»/«Kill Bill». La trama, sospesa in un medioevo atemporale, racconta dei capitani di contea Leo e Jin sguinzagliati alla caccia del capo della setta dei Pugnali Volanti che si oppone al corrotto Imperatore. » |
di Mauro Gervasini Film TV
«Crederei solo a un dio che sapesse danzare...». Eh sì, fosse stato un cinefilo il vecchio Nietzsche avrebbe adorato il wuxiapian. Non era del resto in Zarathustra che si augurava la morte violenta dello “spirito di gravità”? Filosofia a parte, La foresta dei pugnali volanti secondo cappa e spada dell’impegnato” Zhang Yimou dopo fiero, ripropone i motivi di fascinazione del genere, dalle leggiadre scene d’azione ai furibondi risvolti melodrammatici (qui, una iperbolica storia d’amore a tre), Il tutto, se mai, si è estremizzato. » |
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