La foresta dei pugnali volanti

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Un film di Zhang Yimou. Con Ziyi Zhang, Takeshi Kaneshiro, Andy Lau, Dandan Song Titolo originale Shi mian mai fu. Azione, Ratings: Kids+13, durata 119 min. - Cina, Cina 2004. - Bim Distribuzione uscita venerdì 21 gennaio 2005. MYMONETRO La foresta dei pugnali volanti * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 65 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
serpico mercoledì 26 gennaio 2005
il trionfo del wuxiapan Valutazione 4 stelle su cinque
81%
No
19%

Sembra passato un secolo, ormai, da quando solo quattro anni fa il coraggioso Ang Lee portò sugli schermi il suo film “la tigre e il dragone”, ottenendo contro ogni previsione un successo planetario. Fu la svolta: ormai “sdoganato”, il genere “wuxiapan” (cioè “cappa e spada” in salsa cinese) fece breccia nel cuore degli spettatori, e da allora sono stati molti i registi che hanno provato a cimentarvisi. Non ultimo (e non poteva essere altrimenti) ci ha provato il più famoso cineasta dagli occhi a mandorla: quello Zhang Yimou che, dopo aver girato addirittura un film “di prova” (sì, avete capito bene!) come il controverso “Hero”, ha portato sul grande schermo “La foresta dei pugnali volanti”, un film dalla struttura “classica” per il genere, con tutti gli ingredienti al posto giusto: intrighi, duelli, combattimenti, amori più o meno impossibili, effetti speciali a iosa… Tutto già visto? Indubbiamente sì. [+]

[+] wuxiapian e non wuxiapan (di )
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gianni martedì 25 gennaio 2005
idilliaco!!! Valutazione 5 stelle su cinque
81%
No
19%

Film giocato sull'angoscia di un "cosciente inganno" piuttosto che sull'azione, e di un "Amore Idilliaco" che macchia di rosso (ultima scena) una foresta imbiancata di neve. Stupenda la metafora visiva tra i sentimenti dei protagonisti e la pittorescha e colorata foresta che, "sul finire", cede il posto alla monocromatica tormenta di neve. Danza e musiche (fantastica Zhang Ziyi nella danza dei tamburi) si amalgamano perfettamente in tutto il film. Da non perdere!!!

[+] molto bravo (di francesco2)
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laurence316 sabato 4 febbraio 2017
il wuxiapian secondo zhang yimou Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

A seguito del grande successo di Hero due anni prima, Yimou ritorna al wuxiapian con La foresta dei pugnali volanti, da lui scritto (con Feng e Bin), diretto e prodotto. Fin dall'inizio è un film di grande bellezza figurativa, un film ipnotico che gioca abilmente con i contrasti di luce e colori, meravigliando in più di una sequenza lo spettatore, attraverso strabilianti invenzioni visive. La trama non è probabilmente all'altezza della messa in scena, alcuni passaggi sfiorano il ridicolo, ma in questo genere di film sono soprattutto le coreografie e le scene d'azione a farla da padrone, e in questo ambito il film di Yimou eccelle: alcuni passaggi sono veramente straordinari (l'iniziale scena di danza, gli inseguimenti fra i boschi di bambù, l'epilogo nel paesaggio innevato), gli attori sono tutti ottimi, la colonna sonora trascinante, la regia (nonostante qualche virtuosismo di troppo) funzionale. [+]

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federico pavani lunedì 24 gennaio 2005
la foresta dei pugnali volanti Valutazione 5 stelle su cinque
71%
No
29%

Anno 859 d.c. e inizia l'epica del nuovo film di Zhang Yimou in pieno stile wuxiapian, ovvero il cinema di cappa e spada orientale. La dinastia Tang sta vivendo un periodo di declino a causa di un gruppo ribelle di guerrieri chimato "pugnali volanti" che si oppongono al potere regnante. Una danzatrice è sospettata di appartenere a questo gruppo ribelle, così, Vento, un soldato dell'esercito imperiale, viene incaricato di seguirla e tramite ella di farsi portare nel covo dei "pugnali volanti". Ma è a questo punto che il regista Yimou sconvolge completamente le carte del genere wuxia, introducendo nel film la tematica amorosa che rovinerà i piani iniziali di Vento: il coraggioso e forte guerriero si innamora della danzatrice ed è quindi costretto a difenderla senza esclusione di colpi: si susseguono infatti straordinari combattimenti ambientati in un meraviglioso sfondo naturale che colpisce lo spettatore grazie ad una straordinaria varietà di colori e sfumature. [+]

[+] tarantiniano??? (di lello)
[+] bravo (di un tuo ammiratore)
[+] commento recensione (di davide gamberini)
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h.m. giovedì 24 febbraio 2005
perché la fuga? Valutazione 1 stelle su cinque
58%
No
42%

Perché il collega del bellone lo spinge a fuggire con la bellona, visto che fa parte anche lui dell'Alleanza dei pugnali volanti? La fuga ci è giustificata all'inizio come un 'trucco' per scoprire il covo dei rivoluzionari e per stanare il nuovo capo... Non ho niente da dire sulla regia, sulla fotografia, sui combattimenti (che rinosco essere impeccabili), ma mi domando quale produttore abbia avuto il coraggio di investire soldi in un film la cui trama non è soltanto effimera (fosse stata così mi sarebbe andato anche bene! Sarebbe stata una scelta del regista per focalizzare l'attenzione, che so, sulle immagini o sui sentimenti - scelta più che legittima), ma contiene in più una madornale contraddizione di fondo! Vabbé, direte voi che l'avete apprezzato, chi se ne frega, ci sono altre cose che contano in un film. [+]

[+] sceneggiatura latitante (di marcello)
[+] la trama (di andro)
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ilpredicatore martedì 30 marzo 2010
azione, avventura, passione e... Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

Un ufficiale dell'esercito dell'imperatore, un soldato, una giovane cieca in una casa di piaceri. Sono i tre protagonisti di questa sorprendente pellicola di Zhang Yimou che muta di minuto in minuto. Il regista è bravo soprattutto ad amalgamare epica, romanticismo e dramma a scene d'azione, duelli e scontri girati al rallentatore con una poetica affascinante, mai banale, non una mossa da combattimento futile, ma tutto perfettamente rigoroso e ben congegnato, niente a che vedere con un action di kung fu qualsiasi. Ogni elemento del film si rovescia, ogni scena è più coinvolgente e sorprendente di quella precedente, si susseguono efficaci colpi di scena, i personaggi si trasformano, tanto da rendere ogni volta difficile decidere da che parte stare (e alla fine ci si accorge che non si può stare da nessuna parte), emozioni e sentimenti sono ben supportati dalle musiche magniloquenti di Umebayashi. [+]

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cineman94 mercoledì 16 luglio 2014
questo film è... pura poesia! Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Per me questo film è sempre stato un bel ricordo, uno dei primi che ho considerato tra i miei preferiti in assoluto, quindi in un certo senso non vedevo l'ora di recensirlo. La trama è, di per sè, non originalissima, anche se alcuni elementi sono effettivamente nuovi e la distanziano da altri film di questo tipo; infatti è la maniera con cui essa si dipana e rivela i propri misteri che è veramente accattivante ed intrigante. Però è veramente difficile individuare quale settore di questo film è gestito meglio. Comincerei quindi dicendo che la regia è qualcosa di incredibilmente poetico; le inquadrature e le scene d'azione come quelle drammatiche riescono in ogni singolo momento a catturare e ad armonizzare l'essenza, l'intensità e il significato della storia che vogliono raccontare, restituendo allo spettatore un senso di coinvolgimento fortissimo. [+]

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great steven lunedì 17 dicembre 2018
duelli, boschi, traditori e intrighi di palazzo. Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

LA FORESTA DEI PUGNALI VOLANTI (CINA/HK, 2004) diretto da ZHANG YIMOU. Interpretato da TAKESHI KANESHIRO, ANDY LAU, ZHANG ZIYI, DANDAN SONG
Wuxiapian è un vocabolo che, già nel 2004, cominciava a riacquistare il suo fascino e, dopo aver assistito alla proiezione di questo film, capirne la ragione diventa un gioco da ragazzi. Yimou, dopo il fantastico Hero, realizza un’altra opera sospesa sul filo del tempo e avviluppata da un’ impalpabile aura poetica. Anno 859 d.C.: il declino della dinastia regnante dei Tang è sotto gli occhi di tutti. Numerosi gruppi sovversivi caldeggiano nell’oscurità il crollo del governo imperiale, ritenuto responsabile della decadenza morale in cui riversa la Cina da molto tempo. [+]

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gabrielebaldin mercoledì 18 settembre 2013
pura eleganza Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Come al solito Zhang Yimou si dimostra un regista di un'eleganza sopraffina, come pochi se ne vedono in giro.
Il suo cinema raffinato ha un'estetica curatissima fino al minimo particolare, basti pensare all'utilizzo dei colori (che in Hero erano ancora più evidenti), senza però tralasciare la storia o la direzione degli attori (tutti ottimi).
Lo spettatore oltre al fascino che prova alla vista è coinvolto anche emotivamente dalla storia, dalle sorti dei protagonisti, e che dire di quel finale di un commovente potente, con i duellanti che si affrontano partendo da un paesaggio primaverile verdeggiante per arrivare ad uno invernale tutto bianco e innevato, al sacrificio di lei per salvare il suo amato che termina con quella canzone splendida che accentua ancora di più la drammaticità della scena che si sta assistendo (io personalmente piango ogni volta che lo rivedo)
Un film bellissimo assolutamente da vedere . [+]

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ghezzi666 venerdì 15 agosto 2008
danzando l'amore Valutazione 4 stelle su cinque
56%
No
44%

Zhang yimou colpisca ancora|Con quasto film dimostra la sensibilità che il suo far cinema a con i colori,il bianco della neve si confonde agli arancionei delle foglie ai verdi dei lunghi bambù ai cieli veri specchi dei moneti più importanti del film. Un film di genere , ma non convenzionale le battaglie viaggiano sempre tra il reale e l'irreale,la poesia lascia spazio al cinismo ,il vecchio si contrappone al moderno,l'amore può o e anche amore, come dice anche Osho l'amore senza l'odio non esiste. Quasi una bilancia il film di yimou per alcuni momenti (anche la scelta della falsa cecità) ricorda il cinema di Kitano , ossia un poeta che guarda non con freddezza ma con obbiettività la vita e il cinema,perche come l'amore e l'odio anche il cinema e il vita sono contrapposti. [+]

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