| Anno | 2026 |
| Genere | Biografico |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Alessandro Casale |
| Attori | Fausto Maria Sciarappa, Eleonora Giovanardi, Gaja Masciale, Michael Marini Tobia De Angelis, Michele Venitucci, Diego Facciotti, Anita Kravos, Alen Kermac, Giovanni Morassutti, Francesco Roder. |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento lunedì 9 febbraio 2026
Il ritratto di Abdon Pamich, un uomo che ha fatto della costanza, della determinazione e della resilienza il suo stile di vita.
Passaggio in TV
martedì 10 febbraio 2026 ore 21,30 su RAIUNO
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CONSIGLIATO N.D.
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Il vero Abdon Pamich, ormai anziano, apre il racconto percorrendo, su un altopiano carsico, una strada che appartiene alla sua infanzia. E riavvolge il tempo tornando a Fiume, città di confine travolta dalla Storia, nel secondo dopoguerra. L'annuncio della liberazione fa sì che Abdon e il fratello maggiore Giovanni credano che tutto possa tornare alla normalità. Ma l'illusione si spezza con l'arrivo del nuovo potere jugoslavo. Lo zio Cesare, allenatore di pugilato, viene prelevato "per chiarimenti". Il padre subisce pressioni politiche che lo rendono sospetto per il nuovo regime e vulnerabile come capro espiatorio. Fiume cambia nome, lingua e volto. Per gli italiani comincia il tempo della paura. Arresti e sparizioni si moltiplicano, i confini si chiudono.
Abdon e Giovanni, ancora adolescenti, scelgono di non cedere alla disperazione. Partono da soli. Ad attenderli in Italia ci sono campi profughi, povertà e diffidenza. I fratelli riescono, comunque, a proseguire gli studi. Tutto quello che Abdon ha visto e imparato a Fiume gli apre una porta nella scuola e, poco dopo, nello sport. A Genova incontra Giuseppe Malaspina, il mago della marcia, che riconosce in quel ragazzo taciturno una qualità rara: la capacità di resistere, di durare. La marcia diventa per Abdon il linguaggio dell'esule: non lo scatto, ma il passo continuo; non la fuga, ma l'andare avanti, sempre. Dopo anni di lavoro silenzioso e sconfitte, arriva l'oro olimpico a Tokyo, coronamento di un percorso umano, prima ancora che sportivo. Per Abdon Pamich, tutto comincia con un'assenza: quella della sua terra, Fiume, e del senso di appartenenza che gli viene strappato via da ragazzino.