Orfano

Film 2025 | Drammatico, 132 min.

Regia di László Nemes. Un film Da vedere 2025 con Grégory Gadebois, Marcin Czarnik, Andrea Waskovics, Bojtorján Barabas, Andrea Waskovich. Cast completo Titolo originale: Orphan. Genere Drammatico, - Ungheria, Francia, Germania, Regno Unito, 2025, durata 132 minuti. Uscita cinema giovedì 11 giugno 2026 distribuito da Movies Inspired. - MYmonetro 3,03 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 1 dicembre 2025

Dopo la rivolta ungherese del 1956, la visione idealizzata del padre defunto di un ragazzino viene infranta quando un uomo grezzo si presenta come suo vero padre.

Consigliato sì!
3,03/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,05
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
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Un film che sa ricostruire con grande finezza filologica la Storia e il clima respirato da un giovane ragazzo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 28 agosto 2025
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 28 agosto 2025

Andor cresce nell'Ungheria del secondo dopoguerra e, dopo il tentativo di rivolta represso nel sangue del 1957, si ritrova a confrontarsi con la memoria di un genitore così come gli viene raccontata dalla madre e un altro uomo che pretende di esserne il padre biologico.

László Nemes, di cui resta indimenticato Il figlio di Saul, torna ad affrontare tematiche che ben conosce portando sullo schermo situazioni vissute dalla sua famiglia, "che ha attraversato", come dichiara, "le devastazioni dell'Olocausto e la tirannia del regime comunista".

È proprio in questo periodo particolarmente duro di repressione di qualsiasi possibilità di dissenso che colloca la vicenda di Andor. Ciò che fin da quando scorrono i titolo di testa con le sigle di chi ha partecipato alla coproduzione del film che purtroppo si insinua un elemento che rende più difficile decodificare quest'opera.

Perché non ci sono dubbi sul fatto che il regime comunista fu una dittatura ma la 'democratura' di Victor Orban (che imbavaglia la stampa e cerca, senza successo, di impedire il Gay Pride) non costituisce un esempio di riconoscimento dei diritti. Nasce così il sospetto che, seppure involontariamente, Nemes abbia finito con il prestarsi ad un'operazione di propaganda tesa a ricordare le nefandezze di quel regime che purtroppo in più di una situazione si perpetuano sotto la bandiera di una presunta libertà o del recupero di altrettanto presunti valori.

Dopo aver esplicitato questo dubbio va detto che Nemes sa ricostruire con grande finezza filologica quegli anni e, soprattutto, il clima che un essere umano in formazione poteva respirare. Andor è un ragazzo ebreo che vive non solo la condizione dell'essere privo di un genitore ma anche quella della sua appartenenza al popolo che era stato vittima dell'Olocausto ma nei confronti del quale il regime comunista non era tenero. Anche per questo il suo bisogno di parlare con un padre che vorrebbe avere accanto a sé ed è invece assente si unisce al rifiuto della realtà. Perché la paternità biologica appartiene ad un rozzo macellaio il quale aveva nascosto la madre dalle persecuzioni approfittandosi di lei.

Il giovane attore protagonista è molto abile nel continuare a tenere alta la tensione nei rapporti che intrattiene sia con gli adulti che con i coetanei. La società in cui sta crescendo si presenta, anche grazie ad interessanti scelte di illuminazione e di ripresa, come sfaldata e priva di una consistenza che non sia quella dettata da un ordine imposto dall'alto. Andor ha bisogno di un modello positivo a cui ispirarsi. Un modello che non riesce a trovare anche se lo cerca disperatamente.

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Una notizia che sconvolge.
a cura della redazione
mercoledì 18 giugno 2025

Un ragazzino, cresciuto dalla madre con il racconto di un padre morto idealizzato, si trova, dopo la rivolta ungherese del 1956, di fronte a un uomo brutale che sostiene di essere il suo vero padre. -

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 5 settembre 2025
Adam Solomons
IndieWire

Nella caotica Ungheria del dopoguerra il dodicenne Andor cresce nel mito del padre, presumibilmente morto nei campi di sterminio, nonostante i tentativi della madre di far aprire gli occhi al ragazzo. Invece alla loro porta si presenta un corpulento macellaio che sostiene di essere il padre di Andor, gettandolo in una crisi esistenziale: una catastrofe personale ed etnica, visto che il macellaio non [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 28 agosto 2025
Giancarlo Zappoli

Nemes torna con la storia di un ragazzo nell’Ungheria comunista alla ricerca del proprio genitore. In concorso alla Mostra di Venezia. Vai all'articolo »

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