| Anno | 2025 |
| Genere | Fantasy, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 74 minuti |
| Al cinema | 3 sale cinematografiche |
| Regia di | Virgilio Villoresi |
| Attori | Luca Vergoni, Giulia Maenza, Aomi Muyock, Lorenzo Talotti, Vinicio Marchioni Paolo Belletrutti, Giulia Gonella, Alina Massone, Giuditta Sin, Virgilio Villoresi. |
| Uscita | giovedì 27 novembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Double Line |
| MYmonetro | 3,78 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 novembre 2025
Un fantasy diretto da Virgilio Villoresi. Orfeo è 60° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 67,00 e registrato 7.615 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il giovane pianista Orfeo suona ogni sera in un locale, il Polypus, dove gli capita di incrociare lo sguardo di Eura Storm nel pubblico, e di venirne rapito. L'infatuazione sembra reciproca, ma la ragazza scompare, lasciando Orfeo nella disperazione. La rivedrà soltanto di sfuggita, mentre varca la soglia di un edificio non lontano da casa sua. Nel tentativo di inseguirla, scopre che la porta conduce a un mondo misterioso, presidiato dall'Uomo verde e popolato di creature immaginifiche come la Giacca, che è il diavolo custode dell'aldilà. Tra loro Orfeo si lancia, determinato a ricongiungersi alla sua Eura.
Tra il surreale e il fantasy, tra l'animazione e il reale, il primo lungometraggio di Virgilio Villoresi è una summa sorprendente e originale delle sue sensibilità artistiche, colte all'incrocio tra la rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice e l'eredità di Dino Buzzati, del cui "Poema a fumetti" il film è una trasposizione.
Finora Villoresi si è cimentato un po' con tutti i linguaggi dell'immagine creativa - dai corti alle pubblicità al videoclip, passando per la videoarte. Il suo immaginario personale li contiene tutti e ne è pervaso, tanto da spingersi in un'allegorica discesa negli inferi che è modernista invece di classica, favolistica più che tragica. Nel fondersi con Buzzati, un altro mescolatore di generi che in quell'opera esplorava il formato della graphic novel già nel 1969, la fascinazione per l'aldilà assume i contorni di un incubo magnifico, un parco giochi dai contorni molto tattili. Le componenti live action sono infatti girate in studio e in 16mm, artificiose eppure concrete, mentre gli slanci di animazione più visionari sono realizzati con tecniche artigianali e stop motion.
Giochi di specchi e di illusione che producono "immagini intrappolate nel tempo" e personaggi ossessionati dall'atto del vedere: è forse per questo che negli inferi-in-interni di Villoresi la fanno da padrone le finestre pittoriche, le aperture da e verso il paesaggio, la chiamata in causa della città, lei così ignara delle profondità oniriche che si celano dietro le sue porte all'apparenza più innocue.
In quella milanesità tanto cara a Buzzati (un po' smussata e resa meno novecentesca da Villoresi) c'è una villa dove avvengono metamorfosi, proprio come nelle tavole originali qui ricalcate in inquadratura all'inizio del film. A livello di adattamento siamo davanti a una sottile opera di riconfigurazione, che sa essere insieme fedele e radicalmente diversa. Un po' meno Dalì, un po' più di quella follia cinematografica che ricorda a volte un altro genio folle come Bertrand Mandico.
Il tempo di arrivare a destinazione in compagnia di Orfeo (Luca Vergoni, già visto ne La scuola cattolica e qui al lavoro soprattutto come paio di occhi catalizzatori della baraonda infernale) che il tutto si fonde assieme, uscendo fuori anche dai binari del mito per immettersi su quelli che conducono in stazione.
Love story all'insegna della fantasia e della sperimentazione, il film assale lo sguardo e la mente in egual misura, e rappresenta soprattutto un personalissimo tour de force per Villoresi, che mette in mostra un talento vasto e determinato. Come il suo protagonista, non si ferma mai a chiedersi se sia davvero il caso di proseguire la discesa; la risposta è un imperativo artistico quanto sentimentale.
La fonte è il Poema a fumetti di Dino Buzzati, che reimmaginava in una chiave contemporanea il viaggio di Orfeo nell'aldilà per salvare Euridice. Da lì parte Virgilio Villoresi per il debutto registico nel lungometraggio, dopo un paio di decenni spesi tra corti, spot e videoclip animati. Ma il percorso di Orfeo non è soltanto un viaggio nell'amore e nell'altrodove alla ricerca della perduta Eura, quanto [...] Vai alla recensione »
Favola di un pianista innamorato alla disperata ricerca della sua bella amata in una misteriosa e magica abitazione, l'opera prima di Villoresi è un'impresa d'altri tempi, totalmente artigianale, con tecniche antiche di animazione che si coniugano alle riprese "dal vero", Filmaker di spot commerciali e di videoclip, usa con sapienza giochi di luce per raccontare il viaggio onirico e surreale del personaggio [...] Vai alla recensione »
In un' epoca come questa, nella quale il racconto, nello specifico quello cinematografico, sembra avere il respiro dal fiato corto di un minimalismo talvolta punitivo con l'evanescente allure dell'autorialità a giustificarne lo status o l'ingessata magniloquenza di un programmatico e rutilante spettacolo (aggiornando il packaging della messa in scena su storie ormai consumate in tutti le possibili [...] Vai alla recensione »
Lo scrittore britannico Julian Barnes, interrogandosi sul mito di Orfeo ed Euridice nel doloroso memoir Livelli di vita, ebbe a scrivere: «È un esempio del rapporto che abbiamo con l'abisso. Orfeo scende nell'oltretomba per riprendersi la moglie morta. Oggi le nostre possibilità di andare in profondità sono minori di una volta: per riportare alla luce possiamo solo scendere dentro i nostri sogni.
Ispirato al Poema a fumetti di Dino Buzzati, 1969, primo titolo La cara morte , il primo graphic novel apparso, l' Orfeo diretto da Virgilio Villoresi è un po' commedia dantesca, un po' il Mastorna di Fellini e restituisce senso all'aggettivo fantastico, consunto dall'uso. Immaginifico, maraviglioso con la «a», il film induce a condividere l'amore che porta il pianista Orfeo a varcare le soglie dell'aldilà [...] Vai alla recensione »
Questa mosca bianca del cinema italiano, in regolare uscita in sala, è una delle cose più attraenti degli ultimi anni. Alla base, il «fumetto» del geniale Dino Buzzati sul mito di Orfeo e Euridice. In un mondo reale ibridato subito dal disegno animato d'accento gotico il celebre pianista Orfeo si innamora della bellissima ballerina Euri che, vittima di sortilegio, scompare oltre la porta di casa (c'è [...] Vai alla recensione »
La figura di Orfeo ha origini misteriose. Figlio di Calliope, si dice fosse un musicista capace di incantare con le sue composizioni musicali gli animali, la natura e perfino gli dei stessi. Forse è anche per questo che Virgilio Villoresi, artista toscano classe 1980, ha scelto di dare tale titolo alla sua prima impresa cinematografica. Già presentato fuori concorso all'82a Mostra del cinema di Venezia, [...] Vai alla recensione »
Per Dino Buzzati, scrivere e dipingere erano la stessa cosa. Per Virgilio Villoresi, autore dell'esordio italiano più sorprendente dell'anno - il film che quasi nessuno s'aspettava -, il cinema è una cosa che si ottiene sommando l'insieme dei lavori possibili per creare un territorio dove il sogno e la pratica s'interfacciano. Autore emerso pienamente formato già dal suo primissimo corto, al quale [...] Vai alla recensione »
La chiave sta nel nome della casa di produzione, Fantasmagoria, che letteralmente sta per "il rapido alternarsi o susseguirsi di immagini stranamente vivide e attraenti" oppure "una serie di supposizioni infondate che colpiscono esageratamente l'immaginazione". Una parola-mondo che certifica l'identità di Orfeo, presentato Fuori Concorso a Venezia 82, che segna il debutto nel lungometraggio di Virgilio [...] Vai alla recensione »
«Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri». Dino Buzzati raccontava così al lettore il perché del suo Poema a fumetti. Questo romanzo scritto e disegnato, troppo a lungo sottovalutato, se non dimenticato, che mette in scena un Orfeo divenuto cantante pop, alla ricerca della sua Euridice in una Milano underground, è diventato, adesso, il primo lungo [...] Vai alla recensione »
Basato sulla graphic novel Poema a fumetti (1969) di Dino Buzzati, l'opera prima (co-sceneggiata assieme allo scrittore Marco Missiroli) di Virgilio Villoresi è da intendersi innanzitutto come un grande trattato a favore di una concezione totalmente artigianale del cinema. Sì, perché al netto di tutti i riferimenti artistici e cinefili di cui il film è composto, a cominciare dal titolo stesso, che [...] Vai alla recensione »