Jenayat-E Bi Deghat

Film 2020 | Drammatico 139 min.

Titolo internazionaleCareles Crime
Anno2020
GenereDrammatico
ProduzioneIran
Durata139 minuti
Regia diShahram Mokri
AttoriBabak Karimi, Razieh Mansouri, Abolfazl Kahani, Mohamad Sareban .
TagDa vedere 2020
MYmonetro 2,92 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Shahram Mokri. Un film Da vedere 2020 con Babak Karimi, Razieh Mansouri, Abolfazl Kahani, Mohamad Sareban. Titolo internazionale: Careles Crime. Genere Drammatico - Iran, 2020, durata 139 minuti. - MYmonetro 2,92 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'incendio di un cinema fa tornare alla memoria le rivolte iraniane di quarant'anni fa.

Consigliato sì!
2,92/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,33
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
La storia dell'Iran moderno diventa in una riflessione sul cinema stesso. Ma il film non incendia lo schermo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 8 settembre 2020
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 8 settembre 2020

Nell'Iran dei nostri quattro uomini si intende dare fuoco a un cinema come atto velleitario che rimanda a quanto accadde il 19 agosto del 1978 quando al cinema Rex ad Abadan in una sala affollata quattro persone, sbarrate le porte di uscita, appiccarono un incendio che ebbe come esito la morte di circa 400 persone. Questo avvenimento tragico finì con il divenire uno dei prodromi della rivoluzione che portò alla deposizione dello Shah e all'attuale regime teocratico.

Shahram Mokri ha al suo attivo Fish & Cat che nel 2013 gli portò il meritato Premio Speciale per i contenuti innovativi nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia.

Questa sua rivisitazione di un avvenimento importante nella storia dell'Iran moderno non si rivela però all'altezza di quella sua opera. In quell'occasione una sorta di passaggio di testimone tra una situazione e l'altra riusciva a costruire una forte tensione. In questo caso invece (forse complice un montaggio non così riuscito) ci troviamo dinanzi a situazioni che si giustappongono cercando a fatica un'unitarietà che latita.

Abbiamo degli sprovveduti attentatori che faticano a portare a termine il loro piano. Abbiamo un film in sala in cui dei militari trovano un missile piantato nel terreno e poi incontrano delle ragazze che stanno organizzando in un bosco la proiezione del film che era sullo schermo in quell'agosto del 1978. Abbiamo poi una ragazza che si occupa di cinema ed ha una madre che vorrebbe potersi sentire ancora giovane.

Tutti questi elementi, complice forse anche l'eccessiva durata, finiscono con il rimanere delle monadi assemblate per l'occasione a cui si cerca di dare una motivazione perché, come afferma il regista: "Questo film non cerca di rievocare la storia; è un film sul Cinema stesso." Occorreva forse osare di più nella sperimentazione se si voleva portare a compimento una riflessione anche teorica sulla Settima Arte. Così invece si resta in una via di mezzo che non 'incendia' lo schermo.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 15 settembre 2020
Luca Pacilio
Film TV

Il caso del cinema Rex di Abadan - incendiato nel 1978 dai fondamentalisti islamici, 400 vittime - è un evento che tutto l'Iran ricorda con orrore. Mokri per raccontarlo lo ingabbia in una struttura embricata fatta di livelli temporali multipli, punti di vista mutevoli, dimensioni narrative che proliferano vertiginosamente, siparietti di demenzialità e onirismo quasi lynchiani, scene che innescano [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 settembre 2020
Simone Agnetti
Filmcronache

Giudizio incerto sul film del regista iraniano Shahram Mokri, autore di una cinematografia controcorrente, ricercata e anticonformista: si ricordi la sorpresa del pubblico e il premio della giuria per Fish & Cat (Orizzonti, Venezia, 2013), pellicola che, grazie alla tecnica del piano sequenza, narrava di un tempo circolare e di tragici fatti di cannibalismo nell'Iran contemporaneo.

mercoledì 9 settembre 2020
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Il 19 agosto 1978 il cinema Rex di Abadan, in Iran, venne dato alle fiamme. Doveva essere un atto dimostrativo (molte altre sale vennero incendiate in quel periodo), con il quale i fondamentalisti volevano esprimere il proprio segno di protesta contro la cultura occidentale. Nel caso del Rex, però, che in quel momento proiettava The Deer di di Masoud Kimiai, morirono più di 400 persone, rimaste intrappolate [...] Vai alla recensione »

NEWS
MOSTRA DI VENEZIA
martedì 8 settembre 2020
Giancarlo Zappoli

Un film ambizioso, presentato a Orizzonti e disponibile su MYmovies. Vai all'articolo »

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