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marcobrenni
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sabato 21 gennaio 2017
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la vita non ti regala niente
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Direi che è un ottimo film, basato in parte su una storia vera (!) di successo di una ragazza sveglia che dopo strenue lotte divenne direttrice milionaria di una grossa impresa di televendite. Si potrebbe dire: dal mocio alle stelle! La vera morale di questa bella storia è che "la vita non ti regala niente" (!) Il successo va guadagnato con inventiva, molta fatica, resilienza e capacità di rialzarsi anche dopo cocenti sconfitte: una lezione soprattutto per molti giovani che oggi si danno per vinti troppo presto e che quindi rinunciano già subito a cercare vie alternative individuali al solito posto fisso garantito a vita (che oggi manco esiste più).
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Direi che è un ottimo film, basato in parte su una storia vera (!) di successo di una ragazza sveglia che dopo strenue lotte divenne direttrice milionaria di una grossa impresa di televendite. Si potrebbe dire: dal mocio alle stelle! La vera morale di questa bella storia è che "la vita non ti regala niente" (!) Il successo va guadagnato con inventiva, molta fatica, resilienza e capacità di rialzarsi anche dopo cocenti sconfitte: una lezione soprattutto per molti giovani che oggi si danno per vinti troppo presto e che quindi rinunciano già subito a cercare vie alternative individuali al solito posto fisso garantito a vita (che oggi manco esiste più). Si potrebbe facilmente dire: è il solito "American Dream" ! Ebbene, sarebbe troppo riduttivo e scontato ridurlo a ciò. Vero che c'è il sogno americano, ma che a ben vedere riguarda un po' tutti noi, costretti oggi tra mille fatiche a trovare la NOSTRA strada nella vita. Un film che sprona i giovani ad avere fantasia e creatività, proprio perché oggi, la vita NON TI REGALA proprio più nulla, niente! Guai a rassegnarsi sdraiati sul divano come fa una matura protagonista del film.
Ottima la regia, ottimi tutti gli attori, con perfetti ritmi di narrazione, pure con scene tragicomiche di vita quotidiana di un' attualissima famiglia disfunzionale allargata che lotta per la sopravvivenza tra "antilopi e giaguari" come cantava Rino Gaetano in "Aida". Vero, che oggi la vita è più dura e la via del successo è ancora più in salita di prima per la globalizzazione e la concorrenza sempre più agguerrita. La vita è lotta continua: marcia o crepa insomma, senza troppi piagnistei, ma soprattutto senza rassegnarsi : mai darsi per vinto ! Un noto proverbio americano insegna che non è l'eventuale fallimento di cui bisogna vergognarsi, ma di non più esser stati capaci di rialzarsi per continuare a lottare: questa sì che è un'onta che poi pesa per tutto il resto della vita.
Premi meritatissimi.
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biso 93
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martedì 22 novembre 2016
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troppo di parte
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Joy e' un film del 2015, ultima fatica di David O.Russell che torna a lavorare con Jennifer Lawrence e i fidati Bradley Cooper e Robert De Niro. Joy e' un film che racconta l'ascesa al potere di una famosa imprenditrice, la quale ha dovuto sopportare e sudare tanto per arrivare dove e' oggi. Certo le interpretazioni sono eccelse da parte di tutto il cast, concedendo alla Lawrence la parte da Leone. E' proprio qui il difetto del film. La protagonista viene praticamente miticizzata nel finale, la prospettiva del racconto e della sceneggiatura si mettono completamente dalla parte della protagonista, trattando la famiglia e chiunque le se pari davanti come una minaccia, un soggetto negativo.
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Joy e' un film del 2015, ultima fatica di David O.Russell che torna a lavorare con Jennifer Lawrence e i fidati Bradley Cooper e Robert De Niro. Joy e' un film che racconta l'ascesa al potere di una famosa imprenditrice, la quale ha dovuto sopportare e sudare tanto per arrivare dove e' oggi. Certo le interpretazioni sono eccelse da parte di tutto il cast, concedendo alla Lawrence la parte da Leone. E' proprio qui il difetto del film. La protagonista viene praticamente miticizzata nel finale, la prospettiva del racconto e della sceneggiatura si mettono completamente dalla parte della protagonista, trattando la famiglia e chiunque le se pari davanti come una minaccia, un soggetto negativo. In sostanza la sceneggiatura e' di parte e questo a mio parere non e' ne giusto, ne' corretto. Il film e' anche piuttosto lento nella parte iniziale, dovuto alla volonta' di voler creare un parallelismo con le soap opera. Un buon film in sostanza ma David O. Russell ci ha regalato di meglio.
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yalaperla
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lunedì 23 maggio 2016
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niente male
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Film sopravvalutato, la storia è bella ma il ritmo è lento e a volte sembra quasi noioso forse un pò troppo pesante
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florentin
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venerdì 8 aprile 2016
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il sogno americano
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Che a volte funziona. Anche se sempre meno. Lei Jennifer Lawrence è carina -un assemblaggio di Bridget Jonese e Katherine Eigle. Meno la sua famiglia asfissiante. Certo che l'idraulico haitiano è una gran trovata. E interssante anche la mamma drogata di soap opera. La nonna narrante è la favola infatti alla fine muore.
DE Niro sempre più smorfiante, la Rossellini messa per il botteghino che anche una di ultima avrebbe potutto interpretare la sua parte che il risultato non cambiava.
Però si lascia vedere, e il mocio è un buon riferimento. Non è che quello che vendono oggi sia così un portento ché in lavatrice si rovina alla fine, ma tant'è.
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Che a volte funziona. Anche se sempre meno. Lei Jennifer Lawrence è carina -un assemblaggio di Bridget Jonese e Katherine Eigle. Meno la sua famiglia asfissiante. Certo che l'idraulico haitiano è una gran trovata. E interssante anche la mamma drogata di soap opera. La nonna narrante è la favola infatti alla fine muore.
DE Niro sempre più smorfiante, la Rossellini messa per il botteghino che anche una di ultima avrebbe potutto interpretare la sua parte che il risultato non cambiava.
Però si lascia vedere, e il mocio è un buon riferimento. Non è che quello che vendono oggi sia così un portento ché in lavatrice si rovina alla fine, ma tant'è.
Unico colpo d'ala il finale. Scontato però. E leri finalmente ricca e soddisfatta...e comprensiva, in ricordo delle sue precedenti pene, quando le vengono proproste invenzioni ( mette a disposizione delle suite...l'holiday Inn è troppo plebeo...per chi ha quel talento...).
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redrose
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giovedì 31 marzo 2016
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la rivincita del mocio
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Premesso che di mocio non ne capisco granché e non ne uso, ergo devo esimermi da un’eventuale empatia da casalinga disperata, mi piacciono questi film americani dove c’è sempre il lieto fine e tutti possono diventare quello che vogliono. Stesso regista de Il lato Positivo infatti, stessa protagonista. Stesso happy ending assolutamente irrealistico (ma si sa agli americani piace strafare). La storia che ci racconta questa volta (anche se romanzata al 50%), è quella di Joy Mangano, regina delle televendite e inventrice del Miracle Mop, la magica scopa per pulire i pavimenti. E se questo non ci interessa tanto, la sua bizzarra famiglia e la ricostruzione perfetta di quel periodo, nell'atmosfera tardi '80 della provincia depressa e dello sfavillante mondo della tv commerciale, rendono il film decisamente ben confezionato, visto che siamo in tema di vendite di prodotti.
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Premesso che di mocio non ne capisco granché e non ne uso, ergo devo esimermi da un’eventuale empatia da casalinga disperata, mi piacciono questi film americani dove c’è sempre il lieto fine e tutti possono diventare quello che vogliono. Stesso regista de Il lato Positivo infatti, stessa protagonista. Stesso happy ending assolutamente irrealistico (ma si sa agli americani piace strafare). La storia che ci racconta questa volta (anche se romanzata al 50%), è quella di Joy Mangano, regina delle televendite e inventrice del Miracle Mop, la magica scopa per pulire i pavimenti. E se questo non ci interessa tanto, la sua bizzarra famiglia e la ricostruzione perfetta di quel periodo, nell'atmosfera tardi '80 della provincia depressa e dello sfavillante mondo della tv commerciale, rendono il film decisamente ben confezionato, visto che siamo in tema di vendite di prodotti. Se non altro perché c’è una celebrazione suprema della donna: a parte l’ormai consacrata Jennifer Lawrence, sempre perfetta in ogni performanca, troviamo l'inossidabile Diane Lane (magnifica nel ruolo della nonna Mimi), una abbastanza antipatica Isabella Rossellini e Virginia Madsen. Evviva le donne, che tutto possono, anche con una scopa in mano.
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marce84
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giovedì 31 marzo 2016
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joy, eroina moderna
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Il nuovo film di David O. Russell probabilmente è meno brillante rispetto ai suoi precedenti successi, ma è ugualmente un buon film. E’ un film sulla speranza, sulla forza di non mollare mai anche quando tutto attorno a te sembra un fallimento, ma non dimentica le contraddizioni dell’America moderna, che ti dà la possibilità di giungere al top, ma che che può scaraventarti nel fango e nella miseria con la stessa velocità. Inoltre, Joy è anche un film tutto femminile, incentrato sulla figura della protagonista, interpretata dalla sempre ottima Jennifer Lawrence che trova la forza per contrastare un destino cinico e avverso e ribalta le difficoltà in opportunità.
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Il nuovo film di David O. Russell probabilmente è meno brillante rispetto ai suoi precedenti successi, ma è ugualmente un buon film. E’ un film sulla speranza, sulla forza di non mollare mai anche quando tutto attorno a te sembra un fallimento, ma non dimentica le contraddizioni dell’America moderna, che ti dà la possibilità di giungere al top, ma che che può scaraventarti nel fango e nella miseria con la stessa velocità. Inoltre, Joy è anche un film tutto femminile, incentrato sulla figura della protagonista, interpretata dalla sempre ottima Jennifer Lawrence che trova la forza per contrastare un destino cinico e avverso e ribalta le difficoltà in opportunità. Nella prima parte, a tarparle le ali ci pensa la situazione familiare: una famiglia piuttosto disfunzionale e squilibrata. Secondo me è la parte migliore del film, perché Russell riesce a rendere bene l’idea della follia e delle difficoltà alla quale la protagonista deve far fronte. Splendido e terribile nello stesso tempo, è il quadro familiare, con la mamma malata immaginaria, il padre ambiguo e viscido, la nuova compagna del padre cinica e attaccata ai soldi, la sorella gelosa e meschina e l’ex marito inaffidabile, trasandato, ma sempre pronto a difendere e a fare da spalla a Joy. Nella seconda parte, le difficoltà sono soprattutto economiche, perché Joy deve lottare contro un sistema più forte di lei, inizialmente troppo innocente e inesperta per diventare un’imprenditrice di successo, ma che, come un romanzo di formazione, riesce a prendere coscienza di sé, a trovare forze e risorse inaspettate, fino a riuscire a ribaltare il destino, simboleggiato nella scena della nevicata surreale, che cade dal cielo, quasi a sfiorare e ad accarezzare con dolcezza Joy, finalmente vincitrice. Russell chiude la storia in modo favolistico, consapevole del fatto che si tratta di una favola moderna, ma di una potenza che le storie inventate non hanno, perché qui la storia è vera e il messaggio di speranza che arriva allo spettatore è forte e diretto.
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elpiezo
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venerdì 26 febbraio 2016
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una stucchevole favola moderma
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Ispirato alla vera storia dell'inventrice Joy Mangano, si narra la vita di un' ambiziosa e sognante ragazza e la sua ardua scalata verso il successo commerciale a discapito di una famiglia logorante e le ciniche leggi immorali che regolano il mondo degli affari. Una moderna favola con ritmi da soap opera, dove risalta l'ottima performance della giovane Jennifer Lawrence utile quanto meno a riscattare la fiacca prova di Robert De Niro e l'inutilità del pur bel Bradley Cooper.
Una sdolcinata fiaba contemporanea narrata attraverso una regia atona confinata in lunghe sequenze tutt'altro che accattivanti.
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enzo70
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domenica 21 febbraio 2016
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una favola capitalista
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Joy potrebbe essere definita una fiaba del capitalismo; da un lato, la voglia di fare della protagonista, Joy interpretata da Jennifer Lawrence, dall’altro, i mille corvi di un sistema abitato da cialtroni, anche parenti, ed imbroglioni. Joy è una casalinga annoiata, la madre abbandonata dal marito ha trasferito la sua vita nelle soap opere, ha due figli, una sorellastra invidiosa, l’ex marito che vive nello scantinato che sarà costretto a condivider con il suocero, Robert De Niro, uno sciupafemmine molto carente sotto il profilo umano. Joy n accetta la vita cui il destino l’ha condannata ed inventa il Mocio, si proprio lui. Ma una cosa è inventare un oggetto, una cosa diversa affermare sul mercato un prodotto, per quanto valido.
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Joy potrebbe essere definita una fiaba del capitalismo; da un lato, la voglia di fare della protagonista, Joy interpretata da Jennifer Lawrence, dall’altro, i mille corvi di un sistema abitato da cialtroni, anche parenti, ed imbroglioni. Joy è una casalinga annoiata, la madre abbandonata dal marito ha trasferito la sua vita nelle soap opere, ha due figli, una sorellastra invidiosa, l’ex marito che vive nello scantinato che sarà costretto a condivider con il suocero, Robert De Niro, uno sciupafemmine molto carente sotto il profilo umano. Joy n accetta la vita cui il destino l’ha condannata ed inventa il Mocio, si proprio lui. Ma una cosa è inventare un oggetto, una cosa diversa affermare sul mercato un prodotto, per quanto valido. E la favola è proprio questa, nel lieto termine assicurato e nelle notti del bosco degli insuccessi. O Russell non replica il grandissimo America Hustler, ma vi assicuro che Joy vale il biglietto.
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megliosenza
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domenica 14 febbraio 2016
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di una noia mortale
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Nemmeno la freschezza di una giovane attrice, lo rende accettabile.
Di una noia mortale.
E poi il gruppetto Lawrence-Cooper-Russell, a cui si è aggiunto, penosamente e opportunisticamente De Niro, fa venire il nervoso come le nostre cricche romane di amici di amici che fanno film sempre insieme e che noi siamo obbligati a sorbirci, sempre uguali.
Irritante.
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no_data
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giovedì 11 febbraio 2016
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un film che promette bene, ma non mantiene!
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Un film che sulla carta ha tutti gli ingredienti per essere un grande film: attori strepitosi, già collaudati insieme; una storia di successo vera da mettere in scena e ovviamente il grande e mitico sogno americano. Tutto perfetto se non fosse per la sceneggiatura che decisamente non regge. Film lento, che per i primi 40 minuti si sofferma su dettagli che si potevano riassumere in una manciata di scene. Peccato, perché gli spunti narrativi nella storia non mancano, ma spesso sono solo accennati come contorno al ritratto della protagonista. Due quesiti su tutti: la madre è appassionata di soap opera, ma devono sorbirsele anche gli spettatori? E infine...che problemi ci sono con il figlio maschio? Bambino che esiste ma sembra tagliato in tutte le scene.
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Un film che sulla carta ha tutti gli ingredienti per essere un grande film: attori strepitosi, già collaudati insieme; una storia di successo vera da mettere in scena e ovviamente il grande e mitico sogno americano. Tutto perfetto se non fosse per la sceneggiatura che decisamente non regge. Film lento, che per i primi 40 minuti si sofferma su dettagli che si potevano riassumere in una manciata di scene. Peccato, perché gli spunti narrativi nella storia non mancano, ma spesso sono solo accennati come contorno al ritratto della protagonista. Due quesiti su tutti: la madre è appassionata di soap opera, ma devono sorbirsele anche gli spettatori? E infine...che problemi ci sono con il figlio maschio? Bambino che esiste ma sembra tagliato in tutte le scene....
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