| Titolo originale | Reasonable Doubt |
| Anno | 2014 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Peter Howitt |
| Attori | Dominic Cooper, Gloria Reuben, Ryan Robbins, Erin Karpluk, Dylan Taylor Samuel L. Jackson, Philippe Brenninkmeyer, John B. Lowe, Will Woytowich, Jessica Burleson, Lane Styles, Dean Harder, Kelly Wolfman, Gabriel Daniels, David Duncan, Verity Marks, Chris Witkowski II, Karl Thordarson, Carson Nattrass, Steven Ratzlaff, Jon Ljungberg, Curtis Moore, Darren Wall, Jacqueline Loewen, Lance 'The Snake' Cartwright, Thanya Romero, Yusof Mutahar. |
| Uscita | giovedì 6 marzo 2014 |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| MYmonetro | 1,69 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 7 marzo 2014
Un legal thriller ricco di suspence e colpi di scena per i due popolari attori reduci dai successi Marvel. In Italia al Box Office Un ragionevole dubbio ha incassato 137 mila euro .
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CONSIGLIATO NO
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Mitch è un procuratore distrettuale infallibile, che non ha mai perso una causa. Una sera si concede un po' di baldoria con i colleghi, ma decide comunque di tornare a casa in auto; terrorizzato dalla polizia finisce per investire un uomo, ridotto in fin di vita, e lo abbandona dopo aver chiamato un'ambulanza. Venuto a sapere della morte dello stesso e dell'arresto di un presunto omicida, fa di tutto per ottenere il caso e scagionare l'imputato, un meccanico di nome Clinton Davis.
Capita sempre più di rado di assistere all'esplicito disconoscimento di un'opera, come all'epoca dei film firmati Alan Smithee, ma Peter Howitt, regista di Sliding Doors, adatta ai giorni nostri l'antica usanza, scegliendo di firmare con lo pseudonimo di Peter P. Croudins.
Basta poco per comprenderne le ragioni. Dopo decenni di legal thriller che hanno invaso piccoli e grandi schermi, è sempre più arduo affrontare il genere e aggirarne i cliché: specie senza essere sorretti da una sceneggiatura di sostanza, forte di colpi di scena credibili, e con l'aggravante di una colonna sonora che enfatizza con un crescendo insistito ogni sequenza, spesso a prescindere dal contesto filmico. Una volta esisteva il cinema di serie B, che faceva di necessità virtù, concentrando gli sforzi su script anche sensazionalisti, per ottemperare alle manchevolezze della produzione. Oggi che lo scenario è profondamente mutato e la serie B è stata in parte rimpiazzata dalle serie Tv e dal loro boom, al cinema si chiede altro; ma niente di questo altro rientra in quel che Un ragionevole dubbio è in grado di dare.
È facile intuire come procederà la parabola dell'avvocato che non perde una causa e che ha sviluppato una corazza di egotico cinismo, costretto a sprofondare e a vivere il peggiore dei contrappassi per poter ritrovare se stesso. Un percorso prevedibile, destinato a essere risollevato dall'inventiva di alcune sequenze o da qualche exploit interpretativo, elementi che purtroppo latitano. È il volto stesso degli attori coinvolti a denunciare una sensazione che pare di sconforto generale: Samuel Jackson non è nuovo a ruoli su commissione, ma mai come in Un ragionevole dubbio sembra ingabbiato in un personaggio bidimensionale, incapace (o semplicemente privo della volontà, dello stimolo) di infilare uno dei suoi guizzi, di donare il colore che manca a un'opera esangue. La breve durata, infine, evidentemente costretta sotto gli 80 minuti da ragioni extradiegetiche, porta a un'accelerazione forzata e innaturale del ritmo, verso l'ovvia risoluzione. Quel che partiva con un ragionevole dubbio si è trasformato in una desolante certezza.
Film in cui si racconta di un giovane avvocato, padre di famiglia, che al ritorno da una serata di festeggiamenti, essendo un pò brillo, investe un uomo con la macchina e non gli presta alcun soccorso. Da questo momento per il protagonista accadrà una serie di avvenimenti che gli renderanno la propria esistenza non più tranquilla, dal processo ad un uomo di colore accusato [...] Vai alla recensione »
Abominevole giallo, che, dopo una discreta partenza, barcolla paurosamente tra aule di tribunali, sensi di colpa e false piste. A Chicago l'ambizioso avvocato Dominic Cooper travolge un pedone col Suv. Terrorizzato, chiama un'ambulanza da un telefono pubblico e scappa. L'indomani apprende che l'uomo è morto e che il pirata, il meccanico Samuel T. Jackson, è già stato arrestato.