Il grande orso

Film 2013 | Animazione, +13 90 min.

Titolo originaleKjempestore bjørnen
Titolo internazionaleThe Great Bear
Anno2013
GenereAnimazione,
ProduzioneDanimarca
Durata90 minuti
Regia diEsben Toft Jacobsen
AttoriMarkus Rygaard, Alberte Blichfeldt, Flemming Quist Møller, Elith Nulle Nykjær Adrian Diffey, Lennart Jähkel, Lilly Lambert, Oliver Lambert, Sicilia Vidal, Jules Werner.
Uscitagiovedì 4 luglio 2013
DistribuzionePoker Entertainment
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,79 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Esben Toft Jacobsen. Un film con Markus Rygaard, Alberte Blichfeldt, Flemming Quist Møller, Elith Nulle Nykjær. Cast completo Titolo originale: Kjempestore bjørnen. Titolo internazionale: The Great Bear. Genere Animazione, - Danimarca, 2013, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 4 luglio 2013 distribuito da Poker Entertainment. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,79 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 4 luglio 2013

Sofia e il fratello Jonathan incontrano un orso gigante, che per non farsi trovare dal cacciatore usa gli alberi come copertura mimentica.

Consigliato sì!
2,79/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA
PUBBLICO 3,07
CONSIGLIATO SÌ
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Critica
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Cinema
Una poesia fredda e insolita avvolge questo racconto morale, ispirato dalle leggende animistiche del Nord.
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 4 luglio 2013
Recensione di Marianna Cappi
giovedì 4 luglio 2013

Jonathan e Sofia trascorrono le vacanze in montagna, dal nonno. Dopo un litigio, Sofia scappa dal giardino di casa, nonostante il divieto di allontanarsi. Un orso gigantesco la prende e la porta con sé all'interno della grande foresta. Jonathan, angosciato, si mette a cercarla in ogni dove e incontra un cacciatore ossessionato dall'orso, che ha fatto dell'uccisione dell'animale la sua ragione di vita.
In questo film danese, rivolto, anche se non solo, soprattutto ai bambini, il tono è insolitamente drammatico: l'orso rappresenta ciò che non si conosce e sul quale sono cresciute leggende su leggende che hanno incrementato la paura come sentimento principe, allontanando la curiosità e la volontà di comprensione. Un racconto morale, dunque, quello di Esben Toft Jacobsen, intriso di una poesia fredda e cruda, lontanissima dalla magia di un Miyazaki.
L'animazione non è il punto di forza del film ma, una volta entrati nella modalità, l'occhio si pacifica e non si lascia più disturbare. Le immagini della natura, d'altronde, sono di una bellezza vertiginosa, sempre al confine tra meraviglia e spavento, perché è lì che si gioca tutto il film e il suo scartarsi da altre pellicole dal tema affine.
Sottilmente, con rara sintesi, il racconto rende ragione anche delle diversità di carattere e di attitudine dei due fratelli, con l'undicenne Jonathan già responsabile, piccolo lavoratore, divertito all'idea di spaventare a parole la sorellina, ma anche vittima delle stesse superstizioni che riporta, e Sofia, invece, che a sei anni ha ancora la capacità infantile di parlare alla natura, di suscitare il buono dove vuole vederlo, di obbligare una creatura enorme, dalle unghie smisurate, a scartare una caramella. Ed ecco che l'avventura dei due fratelli si fa viaggio nelle loro emozioni più recondite, e il rapporto di amore-odio che Jonathan ha per Mister Orso è lo stesso che lo lega alla sorella, amata ma spesso mal tollerata.
Ispirato dalla selvaggia natura scandinava e dai racconti indigeni del Nord, che il regista ha ascoltato da bambino quando era solito trascorrere le vacanze in Svezia, Il Grande Orso non è un film "tenero" né "magico", ma è un'avventura che trattiene il fiato e tenta la carta, insolita ed efficace, di fare del grande animale al centro del racconto un'istanza né buona né maligna, proprio com'è ogni forza della natura, che va rispettata e non provocata.
Non si tratta di una visione necessariamente memorabile, ma l'immagine della grande schiena dell'orso sulla quale è cresciuta una foresta di pini che lo aiuta a mimetizzarsi, è un'immagine molto forte, che non se ne va.

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