| Anno | 2012 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Italia |
| Durata | 24 minuti |
| Regia di | Alessandra Locatelli |
| MYmonetro | 2,75 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 29 maggio 2013
Le contraddizioni di una Valcamonica nascosta e rurale, raccontata con affetto, tra solitudini e speranza.
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CONSIGLIATO SÌ
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Angelo e Lucia sono gli ultimi abitanti di due paesi fantasma della Valcamonica, imponente distesa lombarda nel cuore delle Alpi. Questo paesaggio, maestoso e rigoroso nel suo silenzio montano, è mutilato dalla speculazione edilizia. Nei centri storici deserti di paesini sospesi nel tempo, le case in pietra, disabitate da anni, vengono abbattute, per fare posto alle villette a schiera e alle moderne unità abitative di complessi residenziali, tutti uguali nella loro essenziale efficienza. Efficienza, però, limitata, dato che i nuovi quartieri, costruiti sulle macerie dei vecchi, sono funzionali al facoltoso turismo invernale, che necessita di un comodo accesso alle piste da sci.
Così, mentre la Valcamonica cambia volto, a scapito della tutela storica di edifici che risalgono anche al 1800, i pochissimi abitanti che resistono, come Angelo e Lucia, provano a difendere almeno i ricordi dalla violenza devastatrice delle ruspe. Attraverso lo sguardo velato di lacrime di chi vede la propria vita svanire nel rumore delle demolizioni, la regista Alessandra Locatelli dà voce a mondi che si vorrebbero sommersi, in funzione di una storpia idea di progresso.
Emergono le storie di infanzie serene, pregne di semplicità. Così, una Valcamonica nascosta e rurale torna alla vita, laddove il deserto di solitudine della valle riattiva il pulsare allegro e chiassoso delle voci di paese, in contrapposizione all'oratoria finto-pragmatica dei venditori di case. E negli occhi commossi di una donna ormai anziana è racchiusa tutta la speranza di un futuro capace di cogliere la bellezza del passato.