| Titolo originale | La Guerre Est Déclarée |
| Anno | 2011 |
| Genere | Commedia drammatica, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Valérie Donzelli |
| Attori | Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, Gabriel Elkaïm, Brigitte Sy, Elina Löwensohn Michèle Moretti, Philippe Laudenbach, Bastien Bouillon. |
| Uscita | venerdì 1 giugno 2012 |
| Tag | Da vedere 2011 |
| Distribuzione | Sacher |
| MYmonetro | 3,50 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 ottobre 2018
Due genitori, un bambino e una tragedia. Affrontata però con determinazione e con il sorriso sulle labbra. Il film ha ottenuto 6 candidature a Cesar, In Italia al Box Office La guerra è dichiarata ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 126 mila euro e 40,2 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Romeo e Juliette si sono incontrati ad una festa in un locale, si sono innamorati e hanno concepito un bel bambino, Adam, che a 18 mesi ha sviluppato un tumore al cervello, in una forma delle più aggressive. Si può pensare che Rome e Juliette non si chiamino così per caso e che quella a cui siamo invitati ad assistere sia una tragedia, ma non è così. Perché i due giovani genitori affrontano la dolorosa lotta contro il male e contro il destino con il sorriso sulle labbra, un'energia senza posa, una determinazione senza pari e un amore contagioso.
Valérie Donzelli e Jérémie Elkaïm sono un duo invincibile, dentro e fuori lo schermo. Non è certo da tutti rimettersi nelle condizioni drammatiche che la vita ha riservato loro realmente, con il calvario della malattia del figlio Gabriel, per riportarlo sullo schermo in quella che per forza di cose diventa una finzione. C'è persino - inutile negarlo - qualcosa di inquietante in questo proposito. Ma la vitalità che si sprigiona da Dichiarazione di guerra è tale, e la sincerità delle dichiarazioni d'amore che lo attraversano (una per tutte la canzone) è così reale e fragrante, che l'impatto del film va ben oltre il suo oggetto narrativo e si configura in primo luogo come una bellissima storia d'amore.
Ci si può stranire di fronte alle sequenze più cinematograficamente ludiche, che rivisitano alcuni tòpoi della nouvelle vague in salsa pop (come già in La Reine de pommes), ma ciò che occorre tenere in mente è che il film della Donzelli non è un documentario e fortunatamente non pretende in alcun modo di esserlo. È un racconto che segue una scelta precisa, quella di tenere fuori quadro gli aspetti negativi e dolorosi, ma non per questo invita ad un ottimismo fastidioso o si pone sopra le cose e le righe. Se mai cambia registro, ad ogni capitolo, quando si passa dalle serate hard rock a quelle insonni per il pianto del neonato, dalla rumorosa allegria della compagnia di amici alla silenziosa solitudine della camera sterile: la guerra, d'altronde, prevede diverse fasi e la necessità di aggiornare le proprie strategie. Ma non ci sono armi improprie in questa battaglia: nessun voyeurismo ingiustificato, nessun cinismo.
I due protagonisti non solo non smettono di vivere, ma raddoppiano il colore, la velocità e l'intensità della loro esistenza. Per una volta, il messaggio (nella sua riuscita traduzione in immagini) è forse la cosa più bella del film.
Una vecchia canzone cantata da Paolo Conte esordiva con I FRANCESI CHE SI INK....o. Ora a mio giudizio agli Italiani rode un poco. E da alcuni anni che i nostri cugini sfornano film di alto profilo, noi fortunatamente per loro, "i nostri cugini", non siamo sciovinisti. Incassiamo il colpo. Questa opera poteva finire nel precipizio dei film del dolore.
«La guerra è dichiarata» è un film bello sin dal titolo, anche perché, alla fine, nonostante il titolo, parla di una storia d’amore. Una storia d’amore particolare, perché è quella di una giovane coppia francese, anzi parigina, che viene messa alla prova dalla precoce malattia del loro piccolo bambino, affetto da una rara forma di tumore al cervello.