| Anno | 2002 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA, Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Tom Tykwer |
| Attori | Cate Blanchett, Giovanni Ribisi, Remo Girone, Stefania Rocca, Alessandro Sperduti Mattia Sbragia, Stefano Santospago, Alberto Di Stasio, Giovanni Vettorazzo, Gianfranco Barra, Vincent Riotta, Mauro Marino, Stefania Orsola Garello, Fausto Lombardi, Giorgia Coppa, Max Giusti, Giuseppe Lo Console. |
| MYmonetro | 2,50 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 26 luglio 2016
Una professoressa decide di vendicarsi e tenta di uccidere l'assassino di suo marito. Al Box Office Usa Heaven ha incassato 784 mila dollari .
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CONSIGLIATO NÌ
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Il soggetto e la sceneggiatura sono di Kieslovski e del suo sceneggiatore Piesewicz. Il produttore è il pluridecorato (dagli Oscar), Anthony Minghella. Il regista è Tom Tykwer, e questo è l'anello debole della catena. E' la storia di Philippa, insegnante inglese che lavora a Torino, che decide di uccidere uno spacciatore responsabile della morte del marito. Ma la sua bomba uccide quattro innocenti. Arrestata non si difende neppure, accetta di essere accusata di strage "politica". Nel frattempo un poliziotto si è innamorato di lei e riesce a farla evadere. I due cominciano a nascondersi in Toscana. Tutto a seguire una serie di tesi astratte che comprenderebbero gran parte dei dolorosi temi contemporanei. In realtà una gran confusione. Una citazione per la Blanchett.
Film assolutamente da vedere. Anche se un po’ smielato, riporta lo spettatore ai buoni sentimenti, alla vita agreste, al gusto delle piccole cose e dei sapori genuini della terra, all’amicizia e al divertimento fatto di piccole cose e di relazioni vere e sincere. La vita di città, indirettamente, viene rappresentata come portatrice di conflitti, di solitudine, di depressione.
La frenesia del “regista che corre” Tom Tykwer ha una battuta d’arresto e si smarrisce davanti a una sceneggiatura di Krzysztof Kieslowski e Krzysztof Piesiewicz. È facile e ovvio (ma è inevitabile) immaginare che cosa questa storia sarebbe diventata, grazie al suo inimitabile sguardo da entomologo dell’anima, se a dirigerla fosse stato lo stesso Kieslowski.