Racconto d'estate

Film 1996 | Commedia 101 min.

Titolo originaleConte d'été
Anno1996
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata101 minuti
Regia diEric Rohmer
AttoriMelvil Poupaud, Amanda Langlet, Gwenaëlle Simon, Aurélia Nolin, Aimé Lefèvre Alain Guellaff, Evelyne Lahana.
TagDa vedere 1996
MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1996 con Melvil Poupaud, Amanda Langlet, Gwenaëlle Simon, Aurélia Nolin, Aimé Lefèvre. Cast completo Titolo originale: Conte d'été. Genere Commedia - Francia, 1996, durata 101 minuti. - MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Gaspard è un giovane musicista che arriva in Bretagna per un periodo di vacanza. Incontra Margot, un'etnologa che fa la cameriera durante l'estate, e intreccia con lei un'amicizia che potrebbe diventare amore.

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Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,55
CONSIGLIATO SÌ
Un film dove dominano le attenzioni formali, i ribaltamenti o gli 'svuotamenti' di situazioni e personaggi tipici di Rohmer.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Da lunedì 17 luglio a domenica 6 agosto seguiamo le vicende di Gaspard, neolaureato in matematica che raggiunge un paesino sulle coste della Bretagna per trascorrere qualche giorno di vacanza in un appartamento prestatogli da un amico. Fa amicizia con Margot, in attesa che lo raggiunga la sua fidanzata Léna ma viene anche attratto dalla ritrosa Solène.
L'uscita in Italia di questo Racconto d'estate venne segnata da due elementi negativi di cui resta ancor oggi da interrogarsi sulla motivazione. Il titolo, che per le altre tre opere del ciclo viene rispettato, è qui stravolto come se ci si trovasse di fronte a un film dei fratelli Vanzina (Un ragazzo, tre ragazze). Vengono poi tagliate tre sequenze significative: l'incontro con il pescatore a Terranova e due cene, rispettivamente con gli zii di Solène e con i cugini di Léna.
Questo 'racconto' è meno legato rispetto agli altri a una trama intesa come un succedersi di accadimenti. A dominare sono piuttosto le attenzioni formali, i ribaltamenti o gli 'svuotamenti' di situazioni e personaggi che già abbiamo incontrato nel cinema di Rohmer. Il protagonista Gaspard potrebbe essere visto, con un facile accostamento, come la versione maschile della Delphine di Il raggio verde. Gaspard però, proprio perché maschio, non gode di una posizione privilegiata nel cinema del regista. Se Delphine conduce una, per quanto confusa, ricerca interiore, il neolaureato in matematica si dimostra indeciso a tutto e la sua autoanalisi risulta priva di spessore. Si lascia trasportare dagli eventi come se in questo finisse con il consistere il suo vero 'Io'. Se ciò che riguarda l'"apparire" sembra disturbarlo, gli è sempre difficile guardarsi dentro, forse per la paura inconscia di non trovare nulla che abbia un vero significato. In definitiva un teorizzatore del caso come lui (che giunge ad affermare "Non amo provocare il caso, ma che il caso mi provochi") finisce in qualche modo con lo scontrarsi con punti di vista diversi dai quali la casualità stessa può venir messa in discussione.

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Giancarlo Zappoli
venerdì 19 settembre 2003

La vicenda si sviluppa in un arco di tempo che va da lunedì 17 luglio a domenica 6 agosto.
Gaspard, un ragazzo appena laureato in Matematica, raggiunge un paesino sulla costa della Bretagna per trascorrere qualche giorno di vacanza nell'appartamento prestatogli da un amico. Conosce una giovane etnologa che fa la cameriera per guadagnare qualche soldo e il cui fidanzato sta lavorando in Polinesia. I due si recano insieme a intervistare un anziano pescatore e Gaspard le parla delle proprie composizioni musicali. Il ragazzo le rivela di stare aspettando Léna, la sua fidanzata, che è in vacanza in Spagna con le amiche e dovrebbe raggiungere dei cugini per poi fare una gita con lui all'isola di Ouéssant. Margot si offre di sostituire Léna per la gita qualora la ragazza non arrivasse.
Nel corso di una serata in discoteca, a cui Gaspard si è recato su invito di Margot, si sente osservato da una bella ragazza. Si tratta di Solène, di cui Margot gli parlerà il giorno dopo. Dato che Gaspard non nega di avere qualche dubbio sul fatto che Léna sia effettivamente in vacanza con le amiche, Margot lo invita a puntare su Solène che ha appena lasciato il suo ragazzo. A distanza di poche ore Margot e Gaspard si baceranno ma la ragazza si ritrarrà subito. Si sviluppa invece il rapporto con Solène. I due arrivano a scambiarsi effusioni ma la ragazza afferma che non andrà oltre perché non si concede mai la prima volta. Gli propone però a sua volta una gita a Ouéssant. Gaspard torna a cercare la compagnia di Margot dato che Solène durante la settimana lavora, ma arriva finalmente Léna che gli ricorda la gita. Dopo un appuntamento andato a vuoto e l'annuncio che la gita dovrà essere rinviata, i due litigano. Gaspard confida le sue incertezze a Margot che lo ritiene insieme cinico e ingenuo. I due tornano a baciarsi. Ora Gaspard rinuncia alla gita con Solène e non si entusiasma troppo per il tentativo di Léna di fare pace. Cogliendo al volo l'invito di un amico che gli propone di acquistare un registratore a un buon prezzo, Gaspard lascia Dinard. Sul molo c'è Margot che afferma di non pensare che lui sia quel tipo inconcludente che vuoi far credere di essere. Anzi, forse ha raggiunto proprio il risultato che si era prefisso.
Rohmer torna ai "Racconti delle stagioni" e al 35 mm con questo Un ragazzo, tre ragazze in relazione al quale vanno forniti alcuni dati sconfortanti per quanto riguarda l'edizione italiana. Al di là dell'operazione condotta sul titolo, Conte d'été, che abbiamo già commentato nella presentazione della serie, va rilevato che sono state tagliate tre sequenze significative: l'incontro con il pescatore che è stato a Terranova, e le cene con gli zii di Solène e con i cugini di Léna. C'è da chiedersi perché si debba distribuire Rohmer per poi tagliano. Le risposte sono sicuramente molte ma nessuna può considerarsi logica.
Adempiuto il dovere d'informazione, è subito necessario dire che questo "racconto" si presenta come il meno legato a una trama intesa come succedersi di accadimenti. Sono le attenzioni formali, i ribaltamenti o gli "svuotamenti" di situazioni e personaggi già presenti nel cinema rohmeriano che dominano. Sin dall'inizio, Rohmer torna a lavorare sul silenzio, come aveva già fatto negli altri due "Racconti delle stagioni", regalandocene quasi sette (a partire da L'albero questo numero continua a ritornare) minuti. Restano in scena solo pochi e ben selezionati suoni, ma la voce umana è assente, al punto che Gaspard, il protagonista maschile, quando si siede al tavolino di un bar non chiama il cameriere ma alza un dito. Rohmer sembra poi voler dichiarare con forza, se possibile, ancora maggiore due degli elementi fondanti il suo cinema: la centralità dell'essere umano e il suo rapporto con lo spazio. I luoghi percorsi da Gaspard e Margot in incessante procedere sono spiagge o sentieri collinari liberi da qualsiasi significazione "altra" che non sia quella attribuitagli da coloro che li attraversano. Sono spazi rarefatti, luoghi topograficamente individuabili, ma tracciati con segni dall'incerta decifrazione su una mappa interiore in fieri che in Gaspard ha la consistenza di un velo. Gaspard potrebbe essere letto, con un facile accostamento, come la versione maschile della Delphine di Il raggio verde. La citazione di Venne, che in questo caso fa riferimento a Il segreto delle acque in cui si parla dell'isola di Ouéssant, potrebbe suffragare questa ipotesi. Gaspard però, proprio perché maschio, non gode certo di una posizione privilegiata nel cinema rohmeriano. Se Delphine conduceva una, seppur confusa, ricerca interiore, il nostro neolaureato in Matematica è invece indeciso a tutto e la sua autoanalisi è priva di spessore. Si lascia trasportare dagli eventi come se in questo consistesse il suo vero modo di essere, il suo scopo finale. Se ciò che riguarda l"apparire" sembra disturbano, gli è sempre difficile guardare dentro di sé, forse per la paura inconscia di non riuscire a trovare nulla di significativo. Le teorie che elabora sulle proprie capacità di rapporto con l'altro sesso si rivelano prive di un riscontro. Ritiene di avere maggiore successo con le ragazze più "difficili" ma rinuncerà proprio alla spinosa Léna.
Crede nell'innamoramento ma scopre la strana amicizia con Margot. Pensa all'essere amato come a un bisogno primario e poi si ritrae al momento giusto. Cerca il rapporto sessuale con Solène, non lo ottiene, e proprio quando starebbe per concretizzarlo parte. Le tre ragazze che lo circondano (simmetricamente a Racconto di primavera) finiscono così col rappresentare volti differenti di una femminilità di gran lunga più consapevole e matura. Pauline, un'Amanda Langlet che torna dopo quattordici anni nel cinema di Rohmer, è indubbiamente cresciuta:
Margot è una studentessa di etnologia e studia le persone senza doverle necessariamente osservare dall'alto di un cinismo utilitaristico com'era quello dell'Henry del film del 1982. È a lei che spetta il ruolo di fare da cantina al tornasole delle reazioni di Gaspard, conservandosi in attento equilibrio tra l'amicizia e l'amore. Léna e Solène si trovano invece a interpretare i ruoli di eletta e seduttrice che erano propri dei "Racconti morali". Con la differenza sostanziale dei segni di un tempo che lascia tracce indelebili sui comportamenti. Se Gaspard diventa così una sorta di narratore il cui monologo interiore si esterna grazie alla presenza dell'amica Margot (Gaspard avrà modo di affermare che «si sta meglio con un'amica che non con un'innamorata, perché così non ci sono commedie da recitare»), la soluzione finale non sarà quella del ritorno a una, per quanto fragile e instabile, "normalità". L'unico modo di reagire per il giovane rohmeriano di fine millennio è costituito dalla fuga. Il telefono che serviva ad Adnien di La collezionista per informarsi sul primo volo per Londra al fine di raggiungere la fidanzata, è ora utilizzato da Gaspard come mezzo che gli fornisca una scusa per lasciare Dinard. L'isola di Ouéssant viene così confinata, come in parte il raggio vende, nel limbo di una realtà desiderata ma dalla consistenza fantasmatica. Così come torna a proporsi l'alternanza tra verità e falsificazione. A Gaspard che le mostra una foto di Léna, Mangot risponde che «una foto non prova nulla» e il pensiero non può non andare alla foto di Charles gelosamente custodita da Félicie in Racconto d'inverno. Così come l'ipotesi, avanzata ancora da Margot, dell'inesistenza di Léna rinvia al Benoït di Incontri a Parigi.

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Giancarlo Zappoli

Uno studente in vacanza estiva, seduttore vigliacco e insicuro, non sa chi scegliere tra tre ragazze. Risolve la situazione con la fuga.

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Amori, sentimenti e indecisioni per Rohmer.
Recensione di Giancarlo Zappoli

Gaspard è un giovane musicista che arriva in Bretagna per un periodo di vacanza. Incontra Margot, un'etnologa che fa la cameriera durante l'estate, e intreccia con lei un'amicizia che potrebbe diventare amore. Gaspard sta aspettando Léna, la sua ragazza, ma fa la conoscenza anche di Solène con cui potrebbe avere inizio un altro rapporto sentimentale. Indeciso a tutto, il protagonista di Rohmer entra di diritto nella galleria di uomini irrisolti che percorrono il cinema del regista francese. Un cinema in cui lo spazio sembra diventare un luogo astratto in cui ciò che contano sono i segni tracciati dal pensiero e dalla parola. Parola a cui Rohmer sa di poter anche rinunciare come dimostra, con rigore assoluto, all'inizio del film. La versione italiana ha tre scene tagliate rispetto all'originale e il titolo è quanto di più deleterio si potesse inventare.

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Charmeur senza calcoli, seduttore suo malgrado, un po' vigliacchetto e insicuro, studente in vacanza estiva sulla costa bretone non sa chi scegliere tra Léna, Margot e Solène. Risolve l'impiccio con la fuga. 3° film del ciclo legato alle quattro stagioni, conferma le qualità del sempreverde Rohmer, dandy della semplicità, squisito analista della banalità quotidiana, curioso della gioventù, che fa un cinema all'insegna della parola, dell'eleganza, della sobrietà e di un'ambiguità non priva di sottili perversioni.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 9 aprile 2011
fedeleto

Rohmer dopo essersi preso una pausa dai racconti delle stagioni con Incontri a parigi,torna alla tematica con questo nuovo capitolo.Un ragazzo passa l'estate al mare da solo in attesa della sua ragazza con sui ha un rapporto alquanto bizzarro,ma inaspettatamente conosce margot una dolce ragazza che lavora in un ristorante,diventeranno molto amici,e seppur il ragazzo e' molto demoralizzato [...] Vai alla recensione »

martedì 2 ottobre 2012
gianmarco.diroma

La differenza tra una conferenza tenuta in uno spazio universitario e una in televisione è più o meno questa: in televisione si può cambiare canale, mentre all'università, a scuola, chi parla o chi ti ha detto di andare ad ascoltare quella conferenza, magari alla fine ti giudicherà! Suona più o meno così l'ammonimento di Philippe Daverio durante Venetonight.

martedì 15 settembre 2009
Luviana

A parte l'ambientazione nella magnifica Bretagna è uno dei film più noiosi e neno riusciti di Rohmer. E pure datatissimo.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Siccome non va mai da nessuna parte, Eric Rohmer non era qui a presentare a “Un Certain Regard” Conte d’été, il terzo dei suoi Racconti delle quattro stagioni che uscirà in Italia la settimana prossima con il titolo Un ragazzo, tre ragazze... In compenso sono apparse sul palcoscenico della sala Debussy le attrici del film, Amanda Langlet (anche in Pauline à la plage), Gwenaelle Simon e Auréha Nolin. [...] Vai alla recensione »

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