| Anno | 1991 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Lawrence Kasdan |
| Attori | Steve Martin, Danny Glover, Mary McDonnell, Kevin Kline, Mary-Louise Parker, Alfre Woodard Jeremy Sisto, Todd Allen, Branscombe Richmond, Jeanne Bates, Jack Kehler, Sarah Trigger, Tina Lifford, Christopher M. Brown, Willie C. Carpenter, Cora Lee Day, Sharon Lee Jones, Ben McCreary, Henry Kingi, Basil Wallace, Carole Ita White, Mary Ellen Trainor, Shaun Baker, Patrick Malone, Randle Mell, Destinee DeWalt, Candace Mead, Loren Mead, K. Todd Freeman, Deon Sams, Gregg Dandridge, Walt Jordan, Georgina Lindsey, Marley Shelton, Lynn Salvatori, Jim Morange, Steven Keith Davis, Ben Chaney, Gary Cervantes, Sam H. Ginsburg, Brett A. Jones, Paul Short, Antonio Royuela, Edward G. Perez, Clifton Gonzalez, Hugh Ross (II), Anne Ward, Roxanne Kasdan, John Ashby, Jacqueline Alexandra, Kristen Amaber. |
| MYmonetro | 3,00 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Kasdan, il regista de Il grande freddo, sembra riprendere in chiave diversa i problemi della generazione sessantottina, alle prese con la realt... Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 1 candidatura a Golden Globes,
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CONSIGLIATO SÌ
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Kasdan, il regista de Il grande freddo, sembra riprendere in chiave diversa i problemi della generazione sessantottina, alle prese con la realtà di tutti i giorni e le sue delusioni in contrasto con gli antichi ideali. Siamo a Los Angeles, metropoli inumana, dove vediamo muoversi in particolari situazioni i personaggi. Una donna scopre un neonato mentre fa una corsa nel parco. L'automobile del marito smette di funzionare proprio nel bel mezzo di un quartiere non molto tranquillo e l'uomo conosce un meccanico con un'idea della vita molto diversa dalla sua. Un produttore viene ferito mentre cercano di rubargli l'orologio.
Degrado e violenza metropolitana sono da sempre uno degli argomenti preferiti dal cinema americano: Grand Canyon, di Lawrence Kasdan, affronta lo stesso tema con l’intenzione di dirci qualcosa di nuovo. E lo fa con i toni tipici del regista di Il grande freddo e Turista per caso, focalizzando l’attenzione sul malessere interiore che la disgregazione sociale provoca nei personaggi.