Fuoco fatuo

Un film di Louis Malle. Con Jeanne Moreau, Maurice Ronet, Yvonne Clech, Lena Skerna Titolo originale Le feu follet. Drammatico, b/n durata 110 min. - Francia 1963. MYMONETRO Fuoco fatuo * * * * - valutazione media: 4,34 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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4,34/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * * 1/2
Jeanne Moreau
Jeanne Moreau 23 Gennaio 1928 Interpreta Jeanne
Maurice Ronet
Maurice Ronet 13 Aprile 1927 Interpreta Alain Leroy
Yvonne Clech
Yvonne Clech (98 anni) 3 Giugno 1920 Interpreta Mademoiselle Farnoux
Léna Skerla
Un uomo schiavo dell'alcol e di una vita ormai senza senso cerca conforto, inutilmente, prima nell'amicizia poi in una donna. Consapevole della sua ir...
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Locandina Fuoco fatuo

Un uomo schiavo dell'alcol e di una vita ormai senza senso cerca conforto, inutilmente, prima nell'amicizia poi in una donna. Consapevole della sua irrimediabile solitudine, si suicida. È un film psicologico di grande vigore drammatico. Bravi gli interpreti.

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Premi e nomination Fuoco fatuo MYmovies
Premi e nomination Fuoco fatuo

premi
nomination
Festival di Venezia
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Assolo finale

giovedì 4 agosto 2011 di molenga

Malle porta sul grande schermo un libro di drieu de la rochelle cambiandone un paio di particolari ma non il fulcro; alain esce dalla sua casa di cura per morire, muore perché non può fare altrimenti. Ha chiuso con tutto e tutti e non riesce ad essere se stesso, perché chi era prima di divenire un viveur non esiste neanche nella sua memoria. Un ultimo viaggio nel passato non potrà che rafforzare la scelta suicida. Un terribile presagio per Ronet, qui da oscar, belle continua »

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Il peso intollerabile della vita

lunedì 8 giugno 2015 di Luca Scial�

Forse il film più riuscito di Louis Malle, cantore dei malesseri esistenziali della borghesia del boom economico, paranoica, annoiata e perennemente insoddisfatta. La dipinge attraverso l'esistenza grama di Alain, uomo piacente appena uscito dal tunnel dell'alcolismo, ma che non vuole lasciare la clinica per benestanti che lo tiene in cura. Ha paura di riaffrontare la vita. Infatti, di nuovo fuori, fa i conti con un contesto sociale nel quale vive male, circondato da ipocrisia e continua »

Alain Leroy
Volevo tanto essere amato, che mi sembra di amare
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di François Truffaut

Il pubblico è accorso all’appuntamento fissato da Louis Malle con il suo Feu follet. Questo film assomiglia molto a quelli di cui mi auguravo la venuta, un tempo, sulle colonne di “Arts”: semplice, personale, sincero. Ciò nonostante, trovo più argomenti intelligenti nelle critiche dei detrattori che in quelle degli ammiratori; comunque Le feu folletè uno di quei film sul quale tutto quello che si dice è vero: sì, è sincero, sì, è astuto, sì, è molto scarno, effettivamente manca di rigore ecc. Ora, se fosse caduto nell’indifferenza, gli avversari di Louis Malle avrebbero parlato di balordaggine, o di goffaggine, ma non di impostura. »

di Georges Sadoul

Le ultime ventiquattr’ore di vita d’un uomo di trent’anni (Maurice Ronet) che ha deciso di suicidarsi. L’azione del romanzo da cui è stato tratto il film si svolgeva alla fine degli anni ‘20. Louis Malle la trasferì nella Parigi del 1963, facendovi vagare un borghese finito, disperato, dedito all’alcol, dopo l’avventura senza pensieri d’una vita che ora, dopo i 30, gli ha mostrato la sua vacuità. Senso vivissimo della atmosfera e dei personaggi. Maurice Ronet ha saputo identificarsi in modo straziante coll’infelice protagonista. »

di Massimo Magri

Le ultime ventiquattro ore di un suicida trentenne, un tempo idolo e animatore del bel mondo parigino, oggi alcolizzato, abbandonato dalla moglie americana in una clinica per malattie nervose. Il romanzo di Drieu La Rochelle è degli anni venti; Malle lo ha ambientato nella Parigi 1963. Un film raccontato con dolcezza angosciosa, formalmente elegante ma senza compiacimenti o sbavature. Fuoco fatuo non è la storia di una scelta, è il ritratto di un uomo che ha già deciso di uccidersi e dei suoi amici di un tempo: lui è debole, sensibile, incapace di affrontare la maturità, un ragazzo invecchiato poco divertente per gli amici, falsi ribelli o convinti integrati, che non riconoscono la sua crisi. »

di Adelio Ferrero Cinema Nuovo

Rispetto alle più recenti prove del "giovane" cinema francese - con le loro apparenti aperture "sperimentali" e tutto il falso oggettivismo delle poetiche che le promuovono - Fuoco fatuo ha il pregio di gioca re le sue carte allo scoperto, di presentarsi cioè, senza troppi lenocinii, per quello che è: un film così vecchio e anacronistico da apparire per molti versi "retrodatato", ma non per questo meno significativo di uno stato di crisi, di incertezza, di chiusura ideologica e civile di tutta una generazione di intellettuali francesi, in una circostanza storico-politica ben definita nella vita della nazione. »

Fuoco fatuo | Indice

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