Piano 17

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Un film di Antonio Manetti, Marco Manetti. Con Massimo Ghini, Enrico Silvestrin, Giampaolo Morelli, Elisabetta Rocchetti, Giuseppe Soleri.
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Commedia nera, durata 105 min. - Italia 2005. uscita venerdì 3 marzo 2006. MYMONETRO Piano 17 * * 1/2 - - valutazione media: 2,99 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,99/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
Trailer Piano 17
Il film: Piano 17
Uscita: venerdì 3 marzo 2006
Anno produzione: 2005
   
   
   
Dei malviventi piazzano una bomba all'interno di una grande banca, ma restano bloccati in ascensore durante la fuga. Storia di piccola e disorganizzata criminalità nel film autofinanziato dei Manetti Bros.
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primo piano
Bloccati in ascensore per una ritmata commedia nera italiana
Davide Morena     * * * - -

I Manetti Bros confermano la loro devozione alla purezza di genere, che con Piano 17 si coniuga felicemente in semplicità, freschezza ed efficacia. Un thriller in piena regola, dunque, o meglio un noir con protagonista una banda di rapinatori in un momento di difficile passaggio di consegne tra Matteo, il capo, e i suoi secondi: suo fratello il Mancini, Luca detto "Pittana" e il grasso Borgia.
Uno strano colpo è tutto sulle spalle di Mancini che deve intrufolarsi nell'ufficio di un dirigente, all'ultimo piano di un palazzo direzionale, per distruggere dei documenti. Mentre sale al piano 17 travestito da uomo delle pulizie, si uniscono a lui nell'ascensore Violetta, bella e spregiudicata segretaria del dirigente, e un giovanotto timido e imbranato, segretamente innamorato di lei. I piani dei tre per la serata rischiano di saltare a causa di un blocco dell'ascensore e, peggio, loro stessi si apprestano a saltare letteralmente in aria: Mancini infatti ha con sé una bomba innescata che esploderà entro un'ora e mezza.
Il film si svolge praticamente in tempo reale, poco ma sufficiente per sbrogliare l'intricata matassa che lega tra loro i destini dei protagonisti dentro e fuori l'ascensore. Scopriamo gli antefatti, fondamentali per comprendere cosa sta accadendo, in una sequela di lunghi flashback che ricostruiscono una trama pulita e ben orchestrata, dove niente è superfluo e dove non c'è spazio per elucubrazioni pseudo-filosofiche sul karma del gangster, vizio tanto in voga nel noir contemporaneo. C'è solo da sedersi e godersi il racconto con Piano 17, magari imitando il gesto dell'anti-eroe Mancini: perché certe cose si fanno come si deve solo masticando un chewing-gum.

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Premi e nomination Piano 17 MYmovies
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Premi e nomination Piano 17

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Film incalzante come l'orologio di una bomba..

giovedì 8 giugno 2006 di Alfonso Scarpa

Una bomba chiusa in una ascensore..pronta ad esplodere, tre personaggi nella stessa ascensore..il finto uomo delle pulizie(Giampiero Morelli) colui che l'ha portata, l'imbranato impiegato(Giuseppe Soleri)mieloso e accondiscendente e lei la segretaria del direttore(Elisabetta Rocchetti)donna affascinante quanto dannata. Il film, un thriller rocambolesco, racconta nell'arco di 1 ora e mezza, il timer della bommba, le vicessitudini di una banda di malviventi capitanata dal bravo e glorioso Massimo continua »

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La bomba non è nella valigia, ma è dentro di loro!

domenica 28 maggio 2006 di Tyler73

Sicuramente una lietissima sorpresa in un panorama (parlo del cinema italiano) dove le buone storie scarseggiano e molte volte si scade nel "già visto", beh Piano 17...è un meccanismo infallibile, dove anche i personaggi con ruoli minori riescono a ritagliarsi momenti di autentica bravura (ad es. Massimo Ghini e Antonio Iuorio, per non parlare del cameo spassosissimo di un Mastrandrea versione scugnizzo napoletano) Beh poi i tre che restano chiusi nell'ascensore, si ritrovano ad essere diversi da continua »

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Al piano 17, con originalità

martedì 29 maggio 2007 di Medz

Un film autoprodotto, a basso costo, con due registi provenienti dal videoclip che mettono quel po' di arte che hanno per raccontare una storia - non lo si può negare- originale. Tarantino durante il 60° Festival di Cannes ha detto: "i film italiani che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutte uguali: non fanno che parlare di ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali", definendo il cinema italiano "deprimente e monotono". Anche Quentin se continua »

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Altro che spaghetti-thriller

sabato 26 agosto 2006 di aledeca

Semplice senza annoiare, divertente senza strafare. "Piano 17" è un bel film, girato senza dispendio di mezzi e con risultati più che buoni. Il flashback è un'arma pericolosa, rompe il filo della tensione più che esaltarlo, se non lo di calibra bene. I Manetti Bros ci riescono con grande mestiere. Morelli-Mancini, icona di cattivo-buono con brio, è spassoso con la sua arguzia al chewingum. Ma bravi sono tutti, e quando l'ascensore torna al piano terra dispiace un po' che la bomba abbia già fatto continua »

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SOUNDTRACK | Piano 17

La colonna sonora del film * * * * -

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APPROFONDIMENTI | Ottimi artigiani del cinema, nessuno come loro è attaccato ai generi.

Manetti bros

mercoledì 16 aprile 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Manetti Bros Lo strano caso dei Manetti Bros, al secolo Marco e Antonio Manetti, cineasti romani eccentrici e rockettari. Nessuno come loro è attaccato ai generi, spesso con accenti truci e senza paura di esagerare, sia che affrontino l'action/noir di Piano 17 (2005), l'horror di Paura 3D (2012), persino la fantascienza di L'arrivo di Wang (2011), uno dei loro titoli migliori, anche solo per il coraggio di gettarsi a capofitto in un tipo di racconto fantastico, con tanto di effetti speciali digitali, che di solito terrorizza le nostre produzioni.

   

di Francesco Alò Rolling Stone

Il piano dei Manetti Bros. era chiaro: girare un film con 60 mila euro, in digitale. Dopo essere rimasti scottati dal fallimento di Zora la vampira i due fratelloni dei videoclip trash firmati Er Piotta volevano tornare al lungometraggio in punta di piedi, ma cambiando registro. Piano 17 urla Michael Mann a ogni inquadratura: in una Roma criminale molto notturna, elettrica e sofisticata, una banda di criminali capitanata dall’elegante Massimo Ghini si infila in un ginepraio di intrighi e doppi giochi che finirà per chiudere tre persone in ascensore con una bomba pronta a esplodere sulle loro teste. »

di Stefano Lusardi Ciak

Avviso importante ai filmmaker italiani depressi, smarriti o rassegnati: si può fare un bel film - solido, tosto, avvincente - anche con 65 mila euro. Come? Lo spiegano Marco e Antonio Manetti, che hanno scritto, diretto e autoprodotto Piano 17. «Prima di tutto rinunci ai camion, alle roulotte e ai cestini. La segretaria di edizione, pronta ad altri ruoli come tutti i quindici della troupe, può fare anche la sarta, gli attori si cambiano in bagno, per le luci usi al massimo tre quartetti, se devi fare un dolly metti la macchina (per fortuna è digitale, perciò leggera), su un pezzo di legno e la tiri su, se ti serve un interno un po’ di lusso affitti per una sera una camera d’albergo. »

di Mariarosa Mancuso Il Foglio

Per prima cosa, un inchino all’autofinanziamento. Invece di lamentare l’assenza di produttori, o di andare a caccia dei contributi statali, i registi hanno fatto da soli, mettendo insieme 70.000 euro per le spese vive, più altri 18.000 per il trasferimento da digitale a pellicola. Tecnici, attori e comparse hanno lavorato in cooperativa. Non dovrebbe essere difficile arrivare al pareggio, e magari guadagnarci qualcosa. Scritto e organizzato in un mese, più cinque settimane per le riprese, Piano 17 si guarda molto più volentieri dei film italiani candidati all’Oscar (due, perché il primo titolo selezionato, Private, non aveva i requisiti tecnici). »

di Dario Zonta L'Unità

I Manetti Bros hanno colpito ancora. Sono riusciti a fare, con Piano 17, un film adrenalinico, elaborato e ricco con soli 70mila euro. Incredibile! E non si sono fatti mancare niente, a partire da un cast variegato (Massimo Ghini, Antonio lurio, Enrico Silvestrin, Elisabetta Rocchetti...). Il segreto, oltre al mestiere dei due fratelli, è il cosiddetto lavoro in partecipazione. Nessuno è stato pagato, ma tutti hanno diritto a una quota degli incassi. Non è questa, sia ben chiaro, una formula estendibile. »

Piano 17 | Indice

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