Good Night, and Good Luck.

Film 2005 | Drammatico +16 90 min.

Regia di George Clooney. Un film Da vedere 2005 con David Strathairn, Frank Langella, Robert Downey Jr., Patricia Clarkson, George Clooney. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2005, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 16 settembre 2005Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,19 su 45 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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George Clooney, alla sua seconda prova come regista, sceglie un tema forte e sempre attuale: la tv e l'informazione. Quella onesta. Il film ha ottenuto 8 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Venezia e 5 candidature a Golden Globes. In Italia al Box Office Good Night, and Good Luck. ha incassato 2,6 milioni di euro .

Consigliato sì!
3,19/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,28
CONSIGLIATO SÌ
Clooney accompagna questa battaglia giornalistica con una sceneggiatura raffinata che ricorda il meglio del cinema americano degli anni Cinquanta, fondendo impegno civile e leggerezza di scrittura.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Il cinema americano può ancora sperare di ritrovare la propria anima originaria se darà spazio a registi come George Clooney che con il Presidente degli Usa condivide solo il nome. Clooney però si sente, e a buon diritto, un vero americano e dichiara "Io spero che con questo film abbiamo reso merito ai giornalisti coraggiosi. Erano dei patrioti e come tali devono essere ricordati". Di uno di questi si occupa il suo film: Ed Murrow che nel 1953 condusse dagli studi della CBS una dura battaglia contro il senatore McCarthy propugnatore delle liste di proscrizione contro i 'comunisti' che causarono perdite di lavoro, incentivazioni della delazione e anche suicidi tracciando una pagina nera della storia americana. Clooney sceglie, per questa sua seconda prova registica dopo Confessioni di una mente pericolosa, uno stile "old fashion". Un bianco e nero lucido ci accompagna in un percorso che conta soprattutto sui volti degli attori decidendo inoltre di non far interpretare a nessuno il ruolo di McCarthy. Tutte le immagini dell'ottuso e rancoroso senatore sono affidate a materiale di repertorio. Il suo volto, la sua voce (nella versione originale) parlano da sole. Dicevamo dell'old fashion. Clooney accompagna questa battaglia giornalistica ("Non si può portare la libertà altrove se in patria si calpestano i diritti individuali") con una sceneggiatura che non mitizza nessuno, neppure Ed Murrow, ma ci ricorda il meglio del cinema americano degli anni Cinquanta fondendo impegno civile e leggerezza di scrittura. Un film raffinato quindi per un tema che a cinquant'anni di distanza si ripropone con una forza esponenzialmente più elevata (e non solo negli States): l'informazione televisiva e il tentativo, da parte dello stesso mezzo, di narcotizzare le coscienze. Con in più, e anche qui la storia si ripete, l'uso massiccio del terrorismo verbale: quel 'comunisti' o 'fiancheggiatori dei comunisti' gettato addosso a chiunque non sia d'accordo. Il simpatico seduttore dall'occhio malandrino è capace di grande impegno e serietà. Clooney ci narra dell'ieri con davanti una chiara visione dell'oggi prendendosi anche una piccola soddisfazione che farà contenta una parte del pubblico: in questo film si fuma, accanitamente, in continuazione. Che sia una voluta scelta 'politically uncorrect"?

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 2 febbraio 2010
Fabrizio Cirnigliaro

Clooney, figlio di giornalista, decide di realizzare un film, girato durante il primo mandato dell’allora presidente Bush, per denunciare l’assopimento dei media, troppo accondiscendenti nei confronti dei politici e dei “poteri forti”. La pellicola è girata in bianco e nero, vi sono inseriti dei servizi televisivi originali degli anni 50, infatti nessun attore interpreta [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 ottobre 2010
paride86

Davvero un bel film, questo di George Clooney regista. Con un sofisticato bianco e nero racconta la missione e gli scrupoli di un famoso giornalista americano. Le battaglie sue e del suo staff sono, in realtà, una metafora per raccontare il mondo di chi si occupa dell'informazione, ponendo l'accento sulle caratteristiche che deve avere l'informazione in un paese che si definisce [...] Vai alla recensione »

martedì 10 agosto 2010
davidestanzione

Se per il suo (imperfetto, ma stuzzichevole) esordio dietro la macchina da presa, "Confessioni di una mente pericolosa", si era avvalso della briosamente ipercreativa penna del funambolico Charlie Kaufman, qui invece, per la sua ispiratissima, raffinata, fumosamente sbrilluccichevole seconda regia, dal lapidario, pregnante, esemplificativo titolo odoroso di mantra similprofetico ("Buona notte.

martedì 27 maggio 2014
Luca Scialo

America, anni '50, inizia la Guerra fredda con l'Unione sovietica. Il Senatore McCarthy mette in piedi un sistema di controllo e persecuzione di politici, giornalisti, militari e funzionari di qualsiasi settore minimamente sospettati di collaborare o essere simpatizzanti col comunismo. La Cbs, mediante i servizi del presentatore Ed Murrow, decide di occuparsi del caso, accusando il senatore [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 aprile 2014
lafra1986

ha vinto l'oscar davvero?

giovedì 2 luglio 2009
ciaccià86

sarò breve ma coincisa:UN FILM.....DUE PALLE!

sabato 11 dicembre 2010
ultimoboyscout

Piatto. Scarno. Pratico. E un piccolo record almeno per me ce l'ha: ero in un piccolo cinema  a vederlo a circa un mese dalla sua uscita. A metà primo tempo mi rendo conto che tutti, e dico tutti gli spettatori dormono, compresa la mia dolce metà seduta alla mia destra e solo io, decisamente annoiato, lo sto guardando, cercando di farmi forza e coraggio.

giovedì 11 marzo 2010
Cindowen

Un film coraggioso, che narrando la campagna giornalistica promossa da Edward Murrow contro il maccartismo, ci riporta all'informazione addomesticata cui oggi siamo abituati, facendo  riflettere con una certa amarezza ma instillando anche qualche goccia di speranza. L'uso del bianco e nero ci proietta direttamente negli anni '50, focalizzando l'attenzione sulla narrazione.

Frasi
Non dobbiamo confondere il dissentire con il tradire…
Una frase di Edward R. Murrow (David Strathairn)
dal film Good Night, and Good Luck. - a cura di Aldo
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Saranno fischiate le orecchie a più d' uno nei piani alti dei nostri palazzi televisivi se è pervenuto fin lassù l' eco del discorso che incornicia Good Night, and Good Luck di George Clooney, presentato ieri alla Mostra. Il film dà voce all' indignazione che abbiamo tutti dentro nei riguardi di una tv «usata per distrarre, illudere, divertire e isolare».

Vittorio Zucconi
Il Venerdì di Repubblica

Washington. Se il giornalismo radiotelevisivo fosse una religione, lui ne sarebbe diventato il primo santo. «Saint Ed», Edward Murrow, il Petrus sul quale la cattedrale della diretta, il messalino del formato Tv7, i paramenti del trench coat per signori e della pashmina per signore, e il martirologio del reporter senza macchia e senza saliva, sono stati costruiti.

Natalia Aspesi
La Repubblica

Lo scapolo definito il più sexy del mondo, il rapinatore pasticcione e sfortunato di Ocean’s eleven, l’avvocato vanesio che specchia la nuova dentatura nella lama del coltello di Prima ti sposo. Poi ti rovino, l’attore dalla voce carnale e dal sorriso luccicante, la perfetta star del cinema hollywoodiano, George Clooney, porta alla Mostra, come regista, cosceneggiatore, interprete in una parte secondaria, [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Nella palazzina numero 15 dei Warner Bros. Studios, George Clooney, maglietta celeste, jeans e una scrivania invasa da carte, libri e Dvd, sorride. L’attore - regista - sceneggiatore - produttore sta lavorando senza tregua al montaggio e missaggio finali di Good Night and Good Luck, film in bianco e nero in concorso alla prossima Mostra del cinema di Venezia, che ripercorre, sullo sfondo degli anni [...] Vai alla recensione »

Francesca Gentile
L'Unità

George Clooney, nel sito internet www.clooneynetwork.com, svela quanto lo appassioni l’argomento del giornalismo. Ora questa passione, inculcatagli dal padre giornalista televisivo, è diventata un film diretto e interpretato dall’attore americano. Good Night. And Good Luck verrà presentato in concorso a Venezia e racconta uno dei tre episodi cui si riferisce l’attore diventato anche regista, il duro [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Che George Clooney, party o non party, avesse tutte le qualità lo sapevamo tutti. Per scongiurare rancori (soprattutto maschili) restava solo la mediocre attività da produttore e soprattutto il pessimo esordio da regista («Confessioni di una mente pericolosa»). Da ieri arriva, ahinoi, puntuale la smentita: il fascinoso e affabile divo è anche in grado di dirigere un film tanto polemico e impegnato [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Vincitrice morale della Mostra di Venezia, dove ha incassato i premi per la migliore sceneggiatura e il miglior attore protagonista ma si è vista sfuggire quello per il miglior film, l’opera seconda di George Clooney è davvero una bella sorpresa. Dite voi se vi par poco realizzare un film su un episodio realmente accaduto, girato in un bianco e nero d’epoca e tutto “stretto” all’interno di uno studio [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

America, 1953. Mentre il sen. McCarthy fa la caccia alle streghe contro i sospetti comunisti che vede dovunque, un giornalista tv, Edward R. Murrow controlla a vista con i suoi reportage il tasso democratico e morale del Paese. Duello a distanza (il politico è pavido, manda cassette registrate) tra due mondi e due modi di intendere la vita e il mestiere dell' informazione.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Il rispetto per il proprio mestiere, per le sue regole e per le sue ragioni: questo è l cuore di Good Night, and Good Luck (Usa, 2005, 1993). Lo si avverte già nella recitazione di George Clooney. Impegnato, insieme con il cosceneggiatore Grant Heslov, a trasformare in film un discorso tenuto nel 1958 dal giornalista televisivo della Cbs Edward R. Murrow a un gruppo di colleghi, Clooney non lascia [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

George Clooney ha diretto la ma opera in concorso, un politico appassionante, elegante (nel bellissimo bianconero di Robert Elswit), collocato in modo perfetto nei primi Anni Cinquanta americani (le facce, i vestiti, le voci, l’entusiasmo professionale, le perenni sigarette), dedicato «ai giornalisti coraggiosi», ricco di allusioni significative al presente, di fermezza e di moralità.

Maurizio Cabona
Il Giornale

«Libertà di parola senza libertà di parola alla radio è nulla», diceva Ezra Pound. Con Good Night, and Good Luck («Buona notte.., e buona fortuna»), George Clooney si associa. Denso, coerente e stringato, questo film da lui scritto (con Grant Heslov), diretto e interpretato è stato ieri in concorso alla Mostra di Venezia, ponendo un’autorevolissima candidatura al Leone d’oro.

Alberto Crespi
L'Unità

Alcuni film non sono eccezionali, ma è bene che esistano: Good Night and Good Luck, seconda regia del divo George Clooney, in corsa per il Leone d’oro, appartiene a questa categoria. È lievemente noioso, e molto statico (girato tutto in interni, con lunghe scene dialogate); l’unica «cifra» stilistica che lo contraddistingue è la scelta del bianco e nero, mentre il precedente film diretto da Clooney, [...] Vai alla recensione »

Claudio Carabba
News Settimanale

Quelli belli come loro potrebbero limitarsi a cavalcare la cresta dell’onda: un film (massimo due) all’anno, qualche apparizione di gala sfoderando un sorriso radioso e via così. Invece spesso i migliori (i più affascinanti) divi di Hollywood, a un certo punto della loro vita (chi prima, chi dopo, non c’è un’età fissa), pur continuando a fare la dolce vita in una isolata fattoria nel deserto americano [...] Vai alla recensione »

Silvia Bizio
La Repubblica

Il grande giornalismo televisivo? Un caro estinto, secondo George Clooney. Con la sua opera seconda da regista, Good Night, and Good Luck, sul celebre “newsman” della CBS Edward R. Murrow (famosi i suoi reportàge sul senatore McCarthy nel 1953), Clooney interviene in maniera decisa sul dibattito intorno alla presuntà estizione delle “hard news”. «Ho sempre pensato che ci siano stati solo due grandi [...] Vai alla recensione »

Francesco Boillé
Internazionale.it

Oggi cartolina dagli Usa. E se la storia recente degli Usa, dal dopoguerra ad oggi, non fosse altro che un gigantesco docu-drama? George Clooney, alla sua seconda prova registica, ci regala un film inatteso rispetto al precedente. Più profondo, più sperimentale, più sobrio e misurato e quindi, specularmente, meno patinato del precedente, Confessioni di una mente pericolosa.

Marco Bertolino
Il Mucchio

Good Night, And Good Luck è la seconda prova registica di uno dei volti più celebri del pianeta: George Clooney dietro la macchina da presa conferma un’idea di cinema precisa, autoriale, classica ma non priva di originalità, ampiamente fruibile ma non commerciale. Le scelte stilistiche delle sue produzioni appaiono assai lontane da quelle delle pellicole che interpreta, siano esse firmate da Joel Coen, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

È il film che è stato di certo il vincitore morale dell’ultima Mostra di Venezia. Con due premi, ma meritava il Leone d’Oro. Lo ha diretto George Clooney che non è solo un attore-divo, ma anche un ottimo regista. Lo ha dimostrato con il suo primo film, «Confessioni di una mente pericolosa» su un personaggio televisivo, e lo ha ampiamente confermato con questo Good Night, and Good Luck dedicato a un [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

Good night, and good luck. Non è proprio come gridare “allegria” ma è comunque un tormentone che buca lo schermo. Chiudeva le trasmissioni così, con le parole «Buona notte, e buona fortuna» il giornalista Edward R. Murrow della CBS, che negli anni ‘50 uscì allo scoperto e affrontò, con le armi dei suoi dettagliatissimi reportage, il senatore McCarthy e la sua caccia alle streghe.

Roberta Ronconi
Liberazione

«Spero sia un film istruttivo. C’è la possibilità che un giovane su cento che oggi non sa chi sia Murrow riesca, grazie a questo film, a conoscerlo e ad interrogarsi sui seri pericoli che una democrazia come la nostra corre quando la paura (per esempio del terrorismo) viene usata come un’arma)). GeorgeClooney, nonostante l’aria da gigione, è uno che ama scherzare ma che quando c’è da fare sul serio [...] Vai alla recensione »

Antonio Mustara
Tv Sorrisi e Canzoni

Trama: Stati Uniti, 1953. Il giornalista televisivo Edward R. Murrow decide di dedicare alcune puntate del suo programma all’attività del senatore Joseph McCarthy. Intende così denunciare la vera e propria caccia alle streghe che la paura del comunismo ha generato. E che ha rovinato le vite e le carriere di artisti, intellettuali, attori e registi.

Claudio Carabba
News Settimanale

Il maccartismo, dal 1953 alla caduta, visto attraverso io spazio chiuso di uno studio televisivo e lo sguardo del giornalista liberal (per niente «rosso)’) che contribuì al crepuscolo del senatore infame (che si vede in originale nei documentari d’epoca). George Clooney, severo e in bianco e nero, toglie di scena ogni aneddoto colorito, inquadra sempre il volto spigoloso del protagonista (il bravissimo [...] Vai alla recensione »

Liana Messina
D di Repubblica

Occhialini rotondi, abito scuro, capello corto, immerso nel perenne fumo della sigaretta: quello sullo schermo, un perfetto uomo anni ’50, è tutto diverso dal George che si presenta dal vivo, maglia azzurra e pantaloni casual, chioma scomposta, sorriso smagliante, incontenibile voglia di parlare. Il mimetismo è solo il primo dei mezzi con cui Clooney e la sua fantastica squadra di attori (David Strathairn, [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Il Grande Paese dove suona forte il no dei liberali a George W. Bush (ri)alza la testa e scopre di avere persino lo sguardo seducente e assassino di George Clooney. Un star contro l’aria (molto pesante e assai conservatrice) del tempo, ma anche un divo che non potrà mai essere definito un traditore della causa di quella Patria che evidentemente non è una prerogativa esclusiva dei tumultuosi cuori repubblica [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Giornalisti con la schiena dritta: è di loro che parla Good night, and good luck, di George Clooney. Giornalisti che non cedono alle intimidazioni di un potere asfissiante, con grande capacità di ricatto, sostenuto da buona parte dell’opinione pubblica. Una storia di ieri (siamo negli Usa dei primi anni Cinquanta, in piena campagna maccartista contro i “sovversivi”) raccontata in bianco e nero, che [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Cinque minuti di applausi per "Good night, and good luck". "Il protagonista del mio film è un eroe americano perché difese la nostra libertà d'informazione". George Clooney è diretto, essenziale: limpido come il suo film, Good night, and good luck, 5 minuti di appalusi ieri sera a Venezia; il titolo recita il commiato che, negli anni Cinquanta, ripeteva alla fine ogni sua trasmissione per la Cbs, [...] Vai alla recensione »

Stefano Lusardi
Ciak

Ecco un film che risponde all’eterno quesito su a cosa serva veramente il cinema e su quanto sia (o dovrebbe essere) importante il giusto equilibrio fra intrattenimento e impegno, stile e contenuto. In questo senso Good Night, and Good Luck è un oggetto raro: un film onesto che mantiene quello che promette, chiaro e lineare, asciutto ed elegante, capace di parlare del presente senza forzare il passato. [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

È la sera del 25 ottobre 1958, una cena celebra l’attività dl Edward R. Murrow, anchorman e giornalista della Cbs, conduttore del talk show Person to Person e del notiziario See It Now. Foto di gruppo, brusio di voci, il blues nell’aria. In controluce, delineato dal fumo della sigaretta, ecco il profilo di Murrow, che poi sale sul podio a parlare. Parole dure e quiete: siamo tutti grassi e felici, [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Sono decenni che il cinema americano evoca lo spettro del maccartismo, ma il senatore McCarthy al cinema lo avevamo visto solo di sfuggita o impersonato da un attore. Nel secondo film da regista di George Clooney invece l’inventore della caccia alle streghe è proprio lì sullo schermo che attacca i presunti “comunisti” con linguaggio greve e oggi incredibile («un branco di sciacalli pronti ad azzannarvi [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

I morti statunitensi dell’invasione e dell’occupazione dell’Iraq che si contano e si piangono solo clandestinamente, o non sono cittadini americani o sono il nuovo sintomo di un trauma persistente nel sistema informativo del paese di dio. Venezia 62 apre la gara con un film americano indipendente (produce Soderbergh) in bianco e nero, come era la tv degli anni 50 che ne è il soggetto, e poetico-politico, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

George Clooney non solo è un attore-divo di fama sicura, ma sa anche essere regista. Lo ha dimostrato di recente con un suo primo film, «Confessioni di una mente pericolosa», su un personaggio della televisione, anche più lo dimostra — e con accenti fortemente civili — nel film sceso ieri sera qui in concorso, Goodnight, and Good Luck (Buona notte, e buona fortuna) dedicato a un giornalista, anche [...] Vai alla recensione »

Priscilla del Ninno
Il Secolo d’Italia

Le sette spade di Tsui Hark tagliano il nastro della 62° mostra e subito dopo George Clooney, sbarcate al Lido direttamente dall’altro ramo del Lago di Como, affonda la lama nel vivo del concorso portando in laguna la sua attesa seconda opera registica: Good Night, and Good Luck con cui il divo di Ocean’s eleven e Twelve sferra il suo sofisticato attacco ai potenti della politica e ai cattivi maestri [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Beati anni 50. Fumano di continuo. Ai party, durante le riunioni di redazione, anche nello studio tv, non appena la telecamera spegne la luce rossa, mentre la regia manda in onda lo spot delle sigarette Kent. Un tipo serissimo, seduto al tavolo con i fogli davanti, tipo lettore di telegiornale, si rivolge direttamente al pubblico, snocciolando complimenti.

Glauco Maggi
Libero

Ci vuole un bel coraggio, ma ai liberal di Hollywood non manca. Chi sene frega dei fatti e della Storia, quando si può fare un bel film sull’antiamericanismo rinfrescando uno slogan tra i più riusciti, “la caccia alle streghe comuniste”, inventato dagli utili idioti al soldo di Mosca? Così prepariamoci ad assistere alla prossima fatica di George Clooney, il film “Good Night, and Good Luck” sul maccartismo [...] Vai alla recensione »

winner
coppa volpi migliore int. maschile
Festival di Venezia
2005
winner
osella per la migliore scenegg.ra
Festival di Venezia
2005
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