Una lunga domenica di passioni

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Un film di Jean-Pierre Jeunet. Con Audrey Tautou, Dominique Pinon, Chantal Neuwirth, Gaspard Ulliel, Ticky Holgado.
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Titolo originale Un long dimanche de fiançailles. Drammatico, durata 132 min. - Francia 2004. uscita venerdì 11 febbraio 2005. MYMONETRO Una lunga domenica di passioni * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,94/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Audrey Tautou
Audrey Tautou (38 anni) 9 Agosto 1978 Interpreta Mathilde
Dominique Pinon
Dominique Pinon (61 anni) 4 Marzo 1955 Interpreta Sylvain
Chantal Neuwirth
Chantal Neuwirth   Interpreta Benedicte
Gaspard Ulliel
Gaspard Ulliel (32 anni) 25 Novembre 1984 Interpreta Manech
Ticky Holgado
Ticky Holgado   Interpreta Germain Pire
Julie Depardieu
Julie Depardieu (43 anni) 18 Giugno 1973 Interpreta Veronique Passavant
In questo quinto film di Jeunet erompe l'immaginazione e le trovate abbondano, forse per sopperire alla carenza della storia, quella di Mathilde, sognatrice che non si rassegna alla condanna a morte del fidanzato.
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primo piano
Un kolossal francese in cui erompe l'immaginazione e le trovate abbondano, ma forse per sopperire alla carenza della storia
Giovanni Menicocci     * * - - -
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TROVASTREAMING

In questo quinto film di Jeunet erompe l'immaginazione, le trovate abbondano (lo scoppio catastrofico di un dirigibile in un hangar, l'assassinio di un uomo legato al letto dopo pratiche sadomasochiste e ucciso con le scaglie dello specchio appeso sopra) forse per sopperire alla carenza della storia.
La vicenda è quella della sognatrice Mathilde che non si rassegna alla condanna a morte del fidanzato ucciso dai commilitoni - durante la Ia guerra mondiale - e in maniera ossessiva cerca gli indizi che la conducano a ritrovarlo. Si sposterà dal suo paesino alla scoperta di una Parigi favolosa (rivitalizzata in digitale), con i colori vivaci di Place de l'Opéra e del Trocadero, tra preti che conoscono mezze verità, prostitute vendicative e avvocati che faticano ad essere avidi; tornerà al suo paese in preda allo sconforto, scoprirà un altro indizio e ripartirà per Parigi... è un oscillamento per la verità ripetitivo tanto che non c'interessa veramente sapere se il fidanzato Manech sia vivo o morto.
A questa storia letteraria (la sceneggiatura è tratta dal romanzo omonimo di Sebastien Japrisot) si affiancano le scene descrittive che rappresentano il punto di forza del film, omologhe delle pause epistolari del libro e che sono degne di essere ricordate per la notevole carica materica (maggiori di quelle de Salvate il soldato Ryan): mani mozzate per auto-lesionismo, fango sulle ferite, le trincee così presenti nella pioggia cadenzata tanto da sembrare che ci troviamo in mezzo ad esse. Poi la casa di Mathilde che sembra uscita da una pennellata dei fratelli Grimm, ossimori di lei con un ombrello in mezzo ad una prateria, sul piano narrativo il suo carattere fragile alla mercé di profezie personali ("se contando fino a sette non arriverà il controllore, allora Manech non sarà morto"); l'affastellarsi di un'altra tematica come quella dei soldati francesi che si auto-mutilavano per non prendere parte alla battaglia e che poi vennero giustiziati da un sommario tribunale militare francese (tematica ancora rimossa oltralpe). È come se fossero grandi tessere di un puzzle che a mala pena si lascia guardare ma che visto a distanza si mostra in tutta la sua ferocia e stravaganza, quasi spudorato e in balìa del fervore immaginifico del regista.
Certamente meglio di molti film italiani soporiferi (anche se le case produttrici francesi hanno fatto togliere al film la paternità perché prodotto con capitali della Warner), epigono della nouvelle ondata transalpina dei kolossal (Il quinto elemento, Vidocq e il prossimo Arsenio Lupin), ma la cui figuratività eccessiva mina la raccontabilità della storia.

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UNA LUNGA DOMENICA DI PASSIONI
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Una lunga domenica di passioni recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Premi e nomination Una lunga domenica di passioni

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nomination
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Golden Globes
0
1
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Piccola, grande mathilde

lunedì 14 febbraio 2005 di Amelia

Credevo che fosse un film simile a "Il favoloso mondo di Amelie", ma mi sono sbagliata di grosso! Credevo di passare una domenica pomeriggio in totale relax, la prima dalla nascita della nostra bimba che stava a casa per la prima voltqa con il nonno... E invece mi sono ritrovata spettatrice (e non solo...) della storia di questi 5 condannati a morte, raccontata con la solita delicatezza e con tanto realismo di cui è capace il regista Jeunet. Ti ritrovi a soffrire con questi soldati e a sperare che continua »

* * * * *

Un sogno...

martedì 1 marzo 2005 di Fata

Il film in questione è uno dei capolavori del cinema moderno, un piacevole tuffo nel passato accompagnato da due giovani innamorati che fanno riscoprire al mondo freddo e distaccato di oggi l'unica ragione di vita: l'amore. Cosa dire, scelte ottime, storia stupenda e ben presentata, per niente pesante e così messa a livello dello spettatore che diventa un piacevole tuffo nel passato. Ancora una volta stupefacente L'Amelie del cinema francese per non parlare del giovane Matech... Un vero inno all'Amore continua »

* * * - -

Speranza e occhi di bambino.

lunedì 31 gennaio 2005 di diario notturno

Cinque soldati vengono condannati a morte. Prima guerra mondiale. Tra la trincea tedesca e quella francese c'e' la terra di nessuno. E' li che i 5 dovranno morire, dati in pasto al nemico. Il film racconta la storia di quei cinque. Di uno in particolare: Manech. Quello che sentiva un cuore palpitare dentro la sua mano. Quello che aveva lasciato un amore ad attenderlo. Quello che aveva la voglia di vivere dentro agli occhi. Mathilde, la sua ragazza apprende della morte dei cinque. Si aggrappa a tutto continua »

* * * - -

L'odissea francese al contrario

giovedì 16 ottobre 2014 di Alexander 1986

Francia, prima guerra mondiale. Cinque aspiranti disertori vengono beccati e mandati al fronte come carne da macello. Alcuni effettivamente muoiono, di altri non si sa più nulla. Uno di questi ultimi è il fidanzato di Mathilde (Audrey Tautou), la quale non si dà pace e mette su una rocambolesca indagine alla ricerca della verità. La pellicola risulta gradevolissima sul piano estetico grazie alla mano del regista de 'Il favoloso mondo di Amelie' (2001): quindi continua »

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SOUNDTRACK | Una lunga domenica di passioni

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 4 febbraio 2005

A partire da venerdì 4 febbraio 2005 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Una lunga domenica di passioni del regista. Jean-Pierre Jeunet Distribuita da Nonesuch.

CELEBRITIES | La favola di un sorriso che sa commuovere, sorridere, incantare.

Una ragazza deliziosa

martedì 26 maggio 2009 - Stefano Cocci

5x1: Audrey Tautou, una ragazza deliziosa Ci vuole una certa dose di coraggio e di pazzia per rinunciare al pezzo forte del proprio repertorio pur di interpretare il sogno di una donna nata e vissuta a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Vederla, come capita in diverse sequenze, con lo sguardo spento e le occhiaie pronunciate, un po' intristisce mentre trasmettono il trailer di Coco Avant Chanel – L'amore prima del mito - a proposito, perchè i distributori italiani infilano la parola amore dappertutto? È capitato recentemente con Elegy, diventato Lezioni d'amore, oppure Waitress a cui aggiunsero Ricette d'amore e la lista potrebbe continuare per molte righe ancora.

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Nel piombo del cielo e nei marroni della terra intrisa di pioggia, la macchina da presa scende lenta verso una trincea. Prima, però, appeso per la mano a uno spuntone che si confonde tra i cavalli di Frisia, scopre qualcosa che somiglia a un braccio. Scende ancora un po’, la macchina da presa di Jean-Pierre Jeunet. Quel braccio non è di un uomo. A penzolare in mezzo all’inferno è il moncone spezzato di un Cristo in croce, immagine delle centinaia di migliaia di poveri cristi inchiodati alla follia omicida di Verdun e della Somme. »

di Fulvia Caprara La Stampa

In un territorio molto francese, ovvero tra le mura affrescate di Villa Medici a Trinità dei Monti, sede dell’Accademia di Francia, il regista Jean-Pierre Jeunet e la sua attrice preferita, Audrey Tautou, presentano «Una lunga domenica di passioni», il film-fenomeno che ha conquistato il pubblico d’oltralpe contando su un ricco budget prevalentemente americano. Candidata a dodici Cesar e a due Oscar, coprodotta dalla Warner Bros, che in Italia distribuisce la pellicola dall’11 in 120 copie, «Una lunga domenica di passioni» è tratta dal celebre romanzo di Sebastien Japrisot e racconta la francesissima epopea di Mathilde, decisa a ritrovare il fidanzato Manech, soldato nella prima guerra mondiale, condannato a morte dalla corte marziale per gesti di autolesionismo. »

di Roberto Nepoti La Repubblica

È un film a metà tra il melò e quadro d'epoca, molto francese I francesi si sono specializzati nel "blockbuster d'autore" europeo: realizzano film che mettono assieme un marchio personale, ambizioni e il richiamo spettacolare per il grande pubblico. C'è di tutto un po' in Una lunga domenica di passioni: il film di guerra e la storia d'amore, l'indagine e il melodramma, la fantasticheria e il quadro d'epoca. Un puzzle che varia dalla magniloquenza all'intimismo, ma amalgamato dal respiro potente del romanzesco e con dentro tutte le ossessioni del cinema di Jean-Pierre Jeunet (da "Delicatessen" al "Favoloso mondo di Amélie"). »

di Marco Balbi Ciak

Senza voler essere irriverenti, potremmo dire che Una lunga domenica di passioni, ambientato fra Grande guerra e anni 20, potrebbe essere la storia della nonna di Amélie. Mathilde (Audrey Tautou) assomiglia molto alla nipote: stesso sguardo dolce, stessi tic, stessa fede nel destino, stessa ostinazione che le fa credere a tutti costi che l’amato Manech (Gaspard Ulliel) non è morto al fronte ma in realtà è sopravvissuto e si nasconde da qualche parte. Mathilde è sempre una gran romantica ma ha perso un po’della grazia e della leggerezza della nipote. »

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