|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
Heimat 3 - Cronaca di una svolta epocale - Un film in 6 episodi
Un film di Edgar Reitz.
Con Henry Arnold, Salome Kammer, Michael Kausch, Matthias Kniesbeck
Titolo originale Heimat 3 - Chronik einer Zeitenwende - Ein Film in sechs Teilen.
Drammatico,
durata 680 min.
- Germania 2004.
uscita venerdì 4 marzo 2005.
|
Accedi
|
Registrati
|
|||||||||
|
||||||||||
|
|
|
|
||||
![]() Un film dal decollo difficile che si espande, di episodio in episodio, come un pallone aerostatico che ci porta in volo su quel luogo geografico che grazie a Reitz è divenuto un luogo dell'anima europea
Giancarlo Zappoli
|
La storia comincia il 9 novembre 1989. La sera in cui il Muro cade, due musicisti,
il direttore Hermann Simon e la cantante Clarissa Lichtblau, ex amanti, si
incontrano in un albergo di Berlino Ovest. Contagiati dall'euforia dei tedeschi,
partono per lo Hunsrück. Attratti da una romantica casa in legno che dà sulla
valle del Reno, decidono che d'ora in poi sarà il centro delle loro inquiete vite.
La famiglia di Hermann, giovani operai dell'ex Germania dell'Est e amici,
nei mesi successivi alla caduta del comunismo, scoprono un mondo di nuove
opportunità e cercano di realizzare i loro piani. Ci sono anche dei tedeschi russi
appena arrivati in cerca di una vita migliore in occidente. La casa diventa il
crocevia delle storie. Da qui i giovani iniziano la loro vita e qui tutti ritornano
per salutare il nuovo millennio. |
|
|||||
|
Reitz, o una sua controfigura...
venerdì 27 maggio 2005
di ferdinando
Boh!? Che sara' successo a Reitz? Nel '94 dopo aver visto ogni singolo episodio con amici tornavo il giorno dopo, sicuro di provare nuove emozioni, libero di non leggere neanche i sottotitoli (ascoltare il tedesco di Hermann e Clarissa...). E poi i personaggi, che statura, che ironia, ognuno un potente catalizzatore di qualita' umane e debolezze profonde. Il filosofo solitario, il cileno geniale e perduto, Jean-Marie, Reinhardt, Schnussen, Helga, la musica, la vita, le donne e l'arte... e poi continua » |
||
DVD | Heimat 3 - Cronaca di una svolta epocale - Un film in 6 episodiUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 15 novembre 2005
|
|
di Giovanni Spagnoletti Film Tv
Torniamo indietro nel tempo per una indispensabile premessa. Prima puntata: nel 1984 venne proiettato proprio qui a Venezia un film epocale dalle dimensioni parecchio ingombranti (più di 15 ore e mezzo) e dal titolo criptico, Heimat, espressione questa mal traducibile in italiano che significa più o meno «piccola patria», il luogo delle proprie radici. Accompagnato da un'entusiastica lettera di raccomandazione di un nutrito gruppo di cineasti tedeschi, il film di Edgar Reitz batteva il record di durata del già fluviale Berlin Alexanderplatz di Rainer Werner Fassbinder (anch'esso presentato qualche anno prima alla Biennale) ma pochi critici erano propensi a sperare che ne potesse eguagliare le qualità artistiche. » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
La saga di Reitz ultimo capitolo Il terzo, ultimo ciclo della saga germanica di Reitz ora si prende a cuore le sorti della patria dal crollo del Muro fino a fine millennio. Al centro gli amori interrotti dopo decenni poco interessanti, del musicista e della cantante che oggi desiderano la casa dei sogni e scritturano operai usciti dall' Est e pronti alle illusioni della new Germania. Prologo a sei episodi, di impronta romantica, da bilancio affettivo, come si addice a un personaggio che, insieme al suo autore, è un po' invecchiato. » |
|
|
di Paolo D'Agostini La Repubblica
Difficile rendere conto dell'imponente sfondo su cui si affaccia Heimat 3 del tedesco Edgar Reitz. Dei primi anni 80 erano gli 11 episodi del primo Heimat e dei primi 90 i 13 del secondo: i 6 di oggi completano una saga di oltre cinquanta ore che conferma al regista 73enne la patente di innovatore. Per due ragioni. La prima di linguaggio: con questo atto di fiducia nel romanzo per immagini Reitz ha rivoluzionato i dogmi sulla durata e mischiato le carte tra prodotto (e destinatario) cinematografico e televisivo, come prima di lui Ingmar Bergman, come Fassbinder e Kieslowski, come Giordana di La meglio gioventù. » |
di Irene Bignardi La Repubblica
Vent’anni fa un regista tedesco di quella che venne chiamata all’epoca la neue welle, la nuova ondata del cinema tedesco, quella dei Fassbinder, degli Schlöndorff, degli Herzog, un regista più appartato e timido degli altri, bravissimo ma all’apparenza di personalità meno forte, decise di imbarcarsi in un’avventura ambiziosissima: raccontare la Germania, la sua terra, in un grande ciclo narrativo che sposasse cinema e tv, romanzo e cronaca. Il ciclo, che venne presentato in prima visione a Venezia nel 1984, si sarebbe chiamato Heimat: una parola che in tedesco vuol dire la casa, la patria, anzi, come qualcuno ha provato a dire con una parola italiana che non esiste ma che riflette bene II sentimento del ciclo, più intimo e affettuoso che grandioso ed epico, la «matria», il luogo da cui si viene e a cui si torna, il ventre caldo dell’affetto. » |
|
| Recensioni & Opinionisti | Articoli & News | Multimedia | Shop & Showtime |