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Il cuore degli uomini
Un film di Marc Esposito.
Con Bernard Campan, Gérard Darmon, Jean-Pierre Darroussin, Marc Lavoine, Alice Taglioni
Titolo originale Le coeur des hommes.
Commedia,
durata 107 min.
- Francia 2003.
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![]() Dalla Francia una commedia sul diventare grandi… a 50 anni!
Giancarlo Zappoli
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Quattro amici quarantenni volano sulle proprie relazioni sentimentali senza preoccuparsene granché. Intuire quanto è importante l'amore li aiuterà a capire meglio le rispettive partner e a maturare. Espressa in sintesi sembra la trama del 'solito' film francese. In effetti è il 'solito' film francese ma sarebbe bello averne tanti di film così. Con 8 attori tutti nella parte. Con una sceneggiatura che sfiora la retorica ma non ci affonda mai (happy end compreso). Un film capace di parlare con leggerezza delle difficoltà del vivere ma anche della necessità che gli esseri umani hanno di continuare a sperare. Insomma un film come, quando sono in vena, solo i francesi sanno fare. |
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di Paolo D'Agostini La Repubblica
È un aggettivo generalmente irritante, ma quando ci vuole ci vuole: delizioso, un film delizioso. E anche la prova, senza spocchia né ostilità, che esiste un modo europeo di raccontare, in commedia, diverso da quello americano. È il film di un critico che è passato a fare il regista dopo aver studiato la commedia italiana dei grandi attori e i film di Scola. Un film sull'amore e l'amicizia. Quattro uomini di 53 anni, inseparabili fin da ragazzi, colti nella stagione delle rivelazioni sull'essenza delle cose, di quello che vale. » |
di Alessandra Levantesi La Stampa
Come da titolo, Il cuore degli uomini è un film dalla parte di lui, che si inserisce in un certo filone francese di commedia dolce-amara: alla Sautet di Tre amici, le moglie e (affettuosamente) le altre (1974), per intenderci. Anche se qui gli amici sono quattro e, rispetto ai cinquantenni di trent’anni fa, la mentalità e l’atteggiamento sono un poco cambiati: in fondo, riflette l’editore Gerard Darmon, siamo la prima generazione che non ha dato importanza alla verginità della donna. Lungi dall’essere degli intellettuali, questi compagnoni per la pelle si sono conosciuti su un campo da football e hanno mantenuto quel tratto immaturo e adolescenziale che molte donne rimproverano ai propri partner. » |
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di Michele Anselmi Ciak
Vizietto molto francese quello di passare dalla critica alla messinscena. Così, sulle orme dei vari Truffaut, Godard, Tavernier, Assayas, anche Marc Esposito, l’uomo che uscì da Première per creare Studio, dopo qualche sceneggiatura e corto (ma anche un bel documentario su Patrick Dewaere, presentato a Cannes 1992) debutta nel lungometraggio fiction. Lo fa tenendo presente la nostra commedia all’italiana (ma di Amici miei evita la ferocia e il senso di morte) e soprattutto - e dichiaratamente - Tre amici, le mogli e (affettuosamente) le altre di Claude Sautet. » |
di Emiliano Morreale Film TV
Quattro amici di origine popolare, che giocavano insieme nella squadra di calcio, alle soglie della cinquantina hanno fatto varie carriere. Alex (Marc Lavoine) e Jeff (Gérard Darmon) hanno un’agenzia di stampa sportiva, Antoine (Bernard Campan) insegna in un prestigioso liceo pariginò, Manu (Jean-Pierre Darroussin) ha una fiorente rosticceria. Si incontrano spesso, giocano la schedina, si raccontano i guai familiari e sentimentali: uno è un fedifrago cronico, un altro ha appena scoperto l’unico tradimento della moglie; uno sta con le ragazzine e serba rancore alla ex moglie, un altro ha trovato un nuovo amore. » |
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